mercoledì, Settembre 9, 2026

Una città che ignora i giovani è una città che rinuncia al domani.

PISTOIA – “Nel programma elettorale del centrodestra, i giovani comparivano appena in fondo, compressi in poche righe quasi di circostanza. Un dettaglio che oggi, col senno di poi, suona più come una dichiarazione d’intenti che come una semplice dimenticanza. Perché il modo in cui un’amministrazione scrive il proprio programma racconta bene le priorità che avrà una volta al governo della città. E a Pistoia, purtroppo, i giovani continuano a essere trattati come una nota a margine. Non una visione, non una strategia, non un progetto serio.

Noi giovani non chiediamo miracoli, chiediamo di non essere ignorati, chiediamo di essere ascoltati. Vogliamo dare un contributo sui temi della nostra città e del nostro futuro. Chiediamo una città in cui sia possibile studiare, lavorare, fare sport, socializzare e soprattutto restare. Invece Pistoia sembra aver rinunciato a essere attrattiva per le nuove generazioni. Tolto il sabato sera sulla Sala, il resto è un vuoto cosmico. Come se la vita giovanile si concentrasse in poche ore alla settimana e in un solo luogo. Un vuoto che racconta bene l’idea di città portata avanti dall’amministrazione: una Pistoia che si spegne presto, che non offre alternative, che non prova a parlare ai giovani.
Sarebbe forse il caso di ricordare all’assessore Sgueglia, che detiene anche la delega alle politiche giovanili, che il Comune non coincide con la Sala e che la vita di una città non si concentra in poche ore del weekend. La settimana è fatta di sette giorni e Pistoia è fatta di quartieri, spazi, periferie completamente dimenticate. In più iniziative culturali, spazi di aggregazione, occasioni pensate davvero per i giovani? Praticamente zero.
Eppure parlare di politiche giovanili significa parlare di molto più della movida. Significa creare spazi di aggregazione diffusi, sostenere le iniziative che nascono dal basso, investire nello sport come strumento di inclusione, offrire percorsi concreti di formazione, orientamento e accesso al lavoro. Dalla quotidianità fino all’ingresso nel mondo del lavoro servono progetti seri, non frasi fatte buone solo per la campagna elettorale. Investire sui giovani vuol dire investire sul futuro della città. Continuare a usarli come slogan, invece, significa condannare Pistoia a restare ferma e sempre più vecchia.
Per fare tutto ciò fondamentale è anche la partecipazione dei giovani che non si costruisce con lo scambio del numero di cellulare o con l’amicizia su Facebook, ma attraverso canali istituzionali seri e inclusivi. Un’amministrazione che crede davvero nella partecipazione deve coinvolgere giovani, cittadini, operatori economici e imprenditori in modo strutturato sui temi di interesse pubblico”.

Guido Tosi

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