FIRENZE – Si chiude il calciomercato invernale della Fiorentina: non una “tabula rasa” come qualcuno prospettava, ma una serie di significativi movimenti in entrata con cinque nuovi innesti per dare più sostanza e qualità alla rosa e inseguire una salvezza che fino a un mese fa sembrava molto complicata.
Gennaio doveva essere un mese cruciale per la Fiorentina, obbligata a una svolta dopo una prima metà di stagione da incubo: si è parlato a lungo non solo di radicali modifiche al sistema di gioco, con qualche segnale di ripresa arrivato con il passaggio a un nuovo modulo, ma anche e soprattutto di interventi sul mercato “di riparazione” per quella che a detta di alcuni doveva essere una vera e propria “rivoluzione” nella composizione della rosa viola. In realtà è stato un mercato un po’ in chiaroscuro, con novità interessanti in alcuni ruoli rimasti scoperti, anche se i “nomi” circolati in un primo momento si sono poi rivelati, come spesso accade, dei bluff.
Per una valutazione oggettiva dei movimenti del calciomercato di gennaio della società viola bisogna tenere conto di tre fattori. In primo luogo l’improvvisa scomparsa del presidente Rocco Commisso, che ha giustamente messo in secondo piano l’aspetto tecnico e sportivo, ha rappresentato una perdita preziosa per tutta la città di Firenze dal punto di vista umano e imprenditoriale, e al contempo ha obbligato la società a ridefinire i propri assetti dopo il passaggio della presidenza al figlio Giuseppe.
In seconda battuta la ricerca di un nuovo direttore sportivo dotato di una certa esperienza ha portato alla scelta di un nome di alto profilo come quello di Fabio Paratici, ex Samp e Juve, ancora però legato contrattualmente agli inglesi del Tottenham e impossibilitato a “liberarsi” prima di febbraio, con la conseguente necessità di dover intervenire sul mercato viola “a distanza” o tramite intermediari.
Infine, il fattore economico: dopo aver speso 90 milioni di euro nella sessione estiva tra riscatti di giocatori in prestito e nuove acquisizioni, a fronte di 65 incassati dalle cessioni e un disavanzo netto di circa 25 milioni, la Fiorentina non aveva grandi margini di manovra a livello di budget e si è optato per la formula dell’acquisto in prestito fino al termine della stagione con diritto di riscatto, che può diventare obbligo al verificarsi di determinate condizioni.

Se vogliamo aggiungere un quarto elemento, anche la posizione in classifica della squadra non ha aiutato: alcuni giocatori accostati alla Fiorentina forse avevano fin da subito altre ambizioni oppure offerte più allettanti da squadre di medio-alta classifica impegnate nelle coppe europee, mentre giocatori di buon livello di squadre coinvolte nella lotta salvezza non sono stati ceduti dalle rispettive società per non rinforzare una diretta concorrente.
Sono le normali e consuete dinamiche di un mercato invernale, definito appunto “di riparazione”, dove bisogna essere abili a “pescare dal mazzo” la “carta” giusta che ti può risollevare una stagione partita male, spesso andando a cercarla tra le riserve delle big, giocatori poco impiegati in cerca di riscatto, esuberi o atleti in scadenza di contratto, giovani promesse, a caccia di un affare low cost in grado di apportare qualcosa in più alla propria rosa.
I viola hanno cercato di prendere giocatori funzionali nei ruoli che in questi mesi si sono rivelati deficitari, in particolare a centrocampo, individuando profili di atleti privi del posto da titolari nelle proprie squadre, vogliosi di un maggiore minutaggio e motivati a rimettersi in gioco e dimostrare il proprio valore in una piazza prestigiosa come quella di Firenze.
Ne è scaturita una Fiorentina molto “azzurra” – a oggi sono ben quindici gli italiani in squadra – che ha mantenuto più o meno la stessa età media e che ha puntato sugli investimenti futuri, con la speranza di raggiungere quanto prima la salvezza, visto il ricorso a prestiti con diritto di riscatto che si può trasformare in obbligo (e quindi all’acquisizione a titolo definitivo del giocatore, con conseguente esborso economico) al verificarsi di determinate condizioni sportive, prima fra tutte la permanenza nella massima serie. Se a fine campionato la Fiorentina dovesse o volesse riscattare i nuovi acquisti, dovrebbe spendere circa 40/45 milioni, una cifra non banale che andrebbe compensata con almeno una cessione “di peso”.

A rinforzare il centrocampo, reparto nel quale è stata attuata una vera e propria rivoluzione, sono arrivati Brescianini e Harrison, giocatori capaci di unire fisicità e qualità, insieme a Solomon e Fabbian, in grado di svariare sulla trequarti e di fungere da esterni alti per dialogare con Gudmundsson e fornire assist per Kean. In difesa si è puntato sull’esperienza, con l’arrivo di Rugani ormai chiuso alla Juve e valido innesto nella posizione di centrale in coppia con Pongracic o Comuzzo. Nessuna novità invece in attacco, dove un deludente Dzeko ormai sul viale del tramonto è tornato in Germania e dove Nzola, rientrato in anticipo dal prestito al Pisa, è stato subito dirottato al Sassuolo.
Capitolo cessioni: dispiace per la cessione in prestito di Martinelli alla Samp, ma il giovane portiere viola era chiuso da De Gea e in questa delicatissima stagione Vanoli vuole affidarsi in porta all’esperienza internazionale dello spagnolo; hanno salutato il Franchi anche Mari, autore di troppe partite sottotono e accasatosi in Arabia, Viti, anche lui piuttosto impalpabile e rientrato al Nizza, e i centrocampisti Sohm – uno dei maggiori investimenti del mercato estivo, pagato 15 milioni – Richardson e Nicolussi, tutti e tre autori di una prima parte di stagione deludente.
Negli ultimi minuti prima del “gong” di chiusura mercato era arrivata anche la cessione in prestito di Kouamè al Verona, ma un’irregolarità nel deposito dei documenti rischia quasi sicuramente di far saltare il trasferimento: il giocatore, con un ingaggio piuttosto elevato e reduce da un grave infortunio che lo ha tenuto a lungo fuori dal campo, resta in partenza e nei prossimi giorni la società troverà per lui una nuova sistemazione all’estero.
Di seguito il riassunto dei movimenti in entrata e in uscita del calciomercato viola, con l’indicazione delle modalità di trasferimento e dei relativi costi.
Acquisti
Marco Brescianini (centrocampista, 25 anni, Atalanta, prestito oneroso 1 milione)
Jack Harrison (centrocampista, 29 anni, Leeds, prestito oneroso 1 milione)
Manor Solomon (attaccante, 26 anni, Tottenham, prestito gratuito)
Giovanni Fabbian (trequartista, 23 anni, Bologna, prestito gratuito)
Daniele Rugani (difensore, 31 anni, Juventus, prestito oneroso 0,5 milioni)
Cessioni
Pablo Mari (difensore, 32 anni, Al Hilal, definitivo 2 milioni)
Dimo Krastev (difensore, 22 anni, Spartak Varna, definitivo gratuito)
Edin Dzeko (attaccante, 39 anni, Schalke 04, definitivo gratuito)
M’Bala Nzola (attaccante, 29 anni, Sassuolo, prestito gratuito)
Gino Infantino (centrocampista, 22 anni, Argentinos Juniors, prestito gratuito)
Tommaso Martinelli (portiere, 20 anni, Sampdoria, prestito gratuito)
Simon Sohm (centrocampista, 24 anni, Bologna, prestito gratuito)
Amir Richardson (centrocampista, 23 anni, Copenhagen, prestito gratuito)
Mattia Viti (difensore, 23 anni, Nizza, fine prestito)
Hans Nicolussi Caviglia (centrocampista, 25 anni, Venezia, fine prestito)









