mercoledì, Settembre 9, 2026

Lettera di Vannuccini agli iscritti: ‘non indeboliamo il Pd nel momento della scelta del candidato a Sindaco’

PISTOIA – Care e cari componenti dell’Assemblea comunale, care e cari iscritte e iscritti del Partito Democratico Pistoiese, sento il bisogno di condividere con tutte e tutti voi alcuni elementi di chiarezza sul percorso che stiamo attraversando. Lo faccio perché credo che in una fase così delicata sia doveroso parlare in modo diretto alla nostra comunità politica.

Massimo Vannuccini

In questi mesi mi sono mosso fin dall’inizio dentro la dinamica della mia maggioranza con un orientamento chiaro: provare a costruire una sintesi politica, ridimensionando l’ipotesi delle primarie – pur mai escludendole, in quanto strumento fondamentale e statutario del Partito Democratico – come rischio di un’ulteriore accentuazione delle divisioni prodottesi con le elezioni regionali, tali da riverberarsi sulla sfida delle elezioni amministrative.

Ho lavorato in un contesto complesso, attraversato da veti incrociati su praticamente ogni ipotesi di candidatura, interne ed esterne al Partito Democratico. Sono dinamiche che tutte e tutti conoscete, anche se spesso rimangono sotto traccia nel dibattito pubblico. Non nascondiamoci dietro una formale ingenuità: questa è stata la cornice reale dentro cui ho operato.

Durante le consultazioni sono emerse posizioni molto diverse, tutte legittime: chi chiedeva una candidatura PD, chi un profilo civico, chi vedeva nelle primarie una soluzione, chi sosteneva con convinzione specifiche figure del nostro gruppo dirigente. Ho cercato di gestire ogni proposta con rispetto e laicità, tutelando sempre le persone coinvolte.

La laicità, però, non ha mai significato avallare automaticamente candidature presentate come “unitarie”. Su ogni nome emerso ho raccolto resistenze radicali provenienti da fronti diversi del partito. Questo è il dato politico vero, con cui ho dovuto fare i conti ogni giorno.

In questa dinamica così complessa – tra stop alle primarie, divergenze profonde sui nomi, pressioni della coalizione e uscite pubbliche interne ed esterne al PD – ho sempre tenuto uno stretto contatto e rapporto con i livelli regionale e nazionale del Partito, più che mai necessario vista l’importanza della partita pistoiese, dove la vittoria rappresenterebbe non solo un grande successo cittadino ma un rafforzamento del campo largo e della politica di unità delle forze del centrosinistra – in cui credo fortemente – portata avanti dalla nostra segreteria Elly Schlein.

Questo rapporto serve dunque a rafforzare il percorso, tenere insieme la coalizione e provare a dirimere una situazione diventata oggettivamente difficile, utilizzando anche il peso politico dei livelli sovraordinati.

Ho letto con attenzione il documento che mi contesta una gestione “non guidata”. Posso comprendere che da fuori il percorso sia stato percepito in parte così. Ma quella percezione nasce esattamente dai vincoli e dai veti interni al partito che tutti conosciamo. Il mio lavoro non è mai stato scollegato da questo quadro: è stato condizionato da questo quadro.

Ogni passo che ho compiuto è stato fatto con un obiettivo preciso: non indebolire il Partito Democratico e non compromettere il perimetro della coalizione.

In questo contesto è emersa la candidatura di Giovanni Capecchi. Che sia nata in modo più o meno spontaneo, che abbia avuto anche una dimensione politica organizzata, conta relativamente: il fatto politico è che ha raccolto un consenso cittadino ampio. Per me, nella mia autonomia di segretario, pur in presenza di veti, Capecchi è sempre stato una delle opzioni politiche sul tavolo.

Sono stato io stesso a intervenire presso i promotori della raccolta firme chiedendo esplicitamente di non coinvolgere le iscritte e gli iscritti del PD – cosa infatti non avvenuta fino ad ora – proprio per evitare di acuire le divisioni interne al nostro partito. Questo credo dica chiaramente quale sia stato il mio approccio fin qua: tenere aperto il confronto senza trasformarlo in uno scontro tra appartenenze.

Oggi ogni altra candidatura che il PD valuta deve inevitabilmente fare i conti con questa mobilitazione. Non è sufficiente togliere un nome dal tavolo per riaprire automaticamente la discussione. So per certo che anche tra i firmatari del documento circolato in questi giorni convivono posizioni molto diverse su primarie, candidatura civica o candidatura PD: questo conferma la difficoltà reale di una proposta politica unitaria che ho raccolto fin dall’inizio e che tutt’ora, anche nel criticare il mio approccio e l’opzione Capecchi, non emerge.

Per questo voglio dirlo con chiarezza: l’eventualità di raccogliere la candidatura di Capecchi non significherebbe cedere a una pressione esterna, ma compiere un atto politico di responsabilità e di umiltà da parte del Partito Democratico che, alla guida della coalizione, sa farsi carico di un’istanza cittadina e provare a trasformarla in progetto di governo, superando – cosa necessaria per procedere uniti nelle schema del campo largo pistoiese – divisioni e ragioni del passato ormai ultra-decennali.

Tengo moltissimo alla valorizzazione della nostra classe dirigente giovane e al grande lavoro svolto in questi anni dalle consigliere e dai consiglieri all’opposizione. Ma questo patrimonio non si esaurisce nella scelta di un candidato o di una candidata: si costruisce con una squadra, in cui queste energie vengano valorizzate e allo stesso tempo protette. È da qui che deve ripartire il Partito Democratico pistoiese.

Infine una riflessione personale. Sono diventato segretario perché chiamato da una parte del partito che chiedeva autonomia, libertà di giudizio, riconoscimento di tutte le componenti, anche di quelle che nella storia recente si sono sentite messe ai margini. Non mi è stato chiesto di applicare scelte preconfezionate o aderire a veti ma di essere libero da condizionamenti e dagli eccessi del correntismo, di provare a restituire al PD un ruolo politico pieno, dando un segno di discontinuità di apertura alla città

È quello che ho cercato di fare ogni giorno, nelle mie prerogative, con l’autonomia che mi contraddistingue.

Ed è quello che continuerò a fare finché porterò l’onere e l’onore di questo incarico.

Con rispetto e senso di responsabilità.

Massimo Vannuccini, Segretario del Partito Democratico di Pistoia

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI