mercoledì, Settembre 9, 2026

La bussola persa dal Pd favorisce le fantasiose ricostruzioni dei giornali

di Paolo Bruni

PISTOIA – I giornalisti fanno il loro mestiere e quando la conduzione politica delle vicende è confusa può capitare che incontri riservati diventino assemblee pubbliche ampiamente partecipate e le discussioni tra amici e compagni siano presentate come fronde contro qualcuno.

Paolo Bruni

Pistoia è contendibile e il centrosinistra (o campo largo, o fronte progressista…) dovrebbe avere la capacità, la forza ed il coraggio, di uscire dal pantano in cui si è infilato attraverso la via della trasparenza e l’ampio coinvolgimento del suo popolo.

Più alta è la responsabilità che si riveste e maggiore è l’autorevolezza delle proprie opinioni; più alta è la responsabilità che si riveste e maggiore deve essere l’impegno per riuscire a portare la comunità che si rappresenta al punto di sintesi più alto e unitario.

Viceversa, minore è il ruolo che si riveste e più grande è la libertà d’espressione delle proprie opinioni (che devono sempre essere rispettose delle persone). Minore autorevolezza, maggiore libertà.

Ho avuto l’onore (nel mio piccolo) di rivestire entrambe le vesti. Oggi, da semplice iscritto che dal febbraio del 2021 – quando il PD decise di andare al governo con la Lega – ha lasciato ogni incarico dirigente, sono consapevole della poca autorevolezza del mio pensiero politico e consapevole della mia totale libertà d’espressione.

A cavallo di Ferragosto, in quattro o cinque giorni, insieme a pochi amici, raccogliemmo oltre seicento firme a sostegno della candidatura di Riccardo Trallori per il Consiglio regionale. Circa ¾ nel Comune di Pistoia. Ho rispetto per questa modalità. Per la scelta del/la candidato/a Sindaco/a non ho firmato per nessuno/a e non sto promuovendo nessun tipo di raccolta oggi.

Sono certamente interessato, da iscritto al PD e ancor prima da cittadino, di cosa si muove nella mia città. Non convincendomi la candidatura che sta profilandosi da settimane, sono ancor più interessato alle possibili alternative nell’alveo del Centrosinistra.

Ho stima per Simona Laing e credo sarebbe una brava Sindaca. Continuo, tuttavia, a credere anche che una forza politica che pochi mesi fa ha sfiorato il 40% abbia il diritto e il dovere di proporre una propria candidatura. Che sia con o senza la tessera del PD in tasca ma che rappresenti quella vasta e plurale comunità al meglio possibile.

Qualcuno potrà dire che Capecchi è esattamente quella persona. Non sono d’accordo ma rispetto coloro che lo pensano. Il tema – limitandomi al PD – (consapevole che non è autosufficiente e che è prezioso il contributo di ogni soggetto della coalizione) è: chi e dove ha deciso ciò?

Non mi risulta che il suo nome sia uscito dalle consultazioni fatte tra i segretari e i rappresentanti istituzionali; e credo sia insufficiente dire che Capecchi corrisponde al “profilo ideale” perché le medesime corrispondenze possono averle più persone.

Non mi risulta – soprattutto – che il suo nome sia uscito dall’unico organismo dirigente che statutariamente è chiamato a deliberare in materia e che non è stato ancora riunito per discutere di questo: l’assemblea comunale.

Mi risulta invece, dalle cronache dei giornali, che sia molto gradito ai piani alti del partito e delle istituzioni. Elemento importante ma non sufficiente. Importante ma non decisivo.

In tanti non abbiamo apprezzato il listino bloccato per le Regionali, in numero ancor più grande – immagino – non apprezzeremmo che una scelta così prioritaria e fondamentale per la nostra città derivasse dal risultato di caminetti nazionali costruiti per tenere insieme un quadro generale a scapito dei territori di riferimento.

Infine, il PD che considera – a ragione – la Costituzione italiana la cornice principe di tutte le regole… dovrebbe mostrare analogo rispetto per lo Statuto vigente del Partito che, anch’esso, rappresenta il punto più alto per la convivenza democratica nella nostra comunità.

In quello Statuto, all’Art. 24, comma 1-3-4, ci sono le modalità con le quali selezionare la candidatura a Sindaco. Possiamo scegliere tra più opzioni ma dentro quella cornice. Andare oltre sarebbe un abuso e una violazione dello Statuto stesso. Una mancanza di rispetto per iscritti ed iscritte e per elettori ed elettrici.

Personalmente sono ancora convinto delle mie idee originali: la candidatura più forte per vincere è quella di Riccardo Trallori e lo strumento più democratico per decretarla sono le Primarie.

Sono tuttavia disposto a modificare la mia opinione; purché il percorso intrapreso per arrivare alla decisione rientri nelle opzioni statutarie.

Scorciatoie diverse, temo, porteranno a scegliere candidature deboli che dubito potranno farci riconquistare il governo della città. Obiettivo che dovrebbe accomunare tutti i democratici e progressisti pistoiesi.

La lettera pubblica del Segretario Vannuccini indirizzata a tutti gli iscritti evidenzia una situazione del Partito frammentato che lui, da coordinatore della Segreteria provinciale, avrebbe dovuto conoscere fin da quando si rese disponibile per quel ruolo. Evidentemente il lavoro di ricucitura non ha dato i frutti sperati. Questo è un problema per tutti, a partire da chi il partito lo dirige.

Da iscritto ho avuto solo la possibilità, una volta, di confrontarmi all’interno del mio Circolo sui criteri generali. Il partito non ha chiesto la mia opinione (e quella delle poche o tante centinaia di iscritti al partito comunale) ma, quello che appare più incredibile, non ha fatto i necessari passaggi negli organismi preposti quando sembriamo essere in procinto, ormai, di ufficializzare una candidatura.

Siamo ancora in tempo per evitare un vulnus che potrebbe essere dirompente.

Umiltà, responsabilità e coraggio. Tre elementi, secondo me, essenziali da mettere in campo subito.

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