mercoledì, Settembre 9, 2026

Anziano signore di Marliana denuncia: visita dermatologica in tempi brevi disponibile a Chiusi

MARLIANA – Un anziano signore di 90 anni che vive a Marliana ha chiamato il Servizio Sanitario per prenotare una visita dermatologica. E la risposta è stata che l’unica possibilità di una visita medica in tempi “ragionevoli” era quella di recarsi a Chiusi (in provincia di Siena). L’anziano signore farà la visita a pagamento.

Ne danno notizia Andrea Brachi, segretario SPI Cgil Prato Pistoia e Cristina Pierattini, segretaria Cgil Prato Pistoia.

“Non c’è giorno che non arrivino da parte dei nostri iscritti, ma anche comuni cittadini, lamentele e denunce sulle liste di attesa in sanità – sottolineano Brachi e Pierattini – Ma come si fa a pretendere che una persona debba recarsi a 170 Km di distanza per fare una visita dermatologica? La questione non riguarda solo le persone anziane e pensionate, queste cose capitano ogni giorno a chiunque si trovi ad aver bisogno di prenotare una
visita”.

Per i sindacalisti: “La tanto famigerata prossimità va a farsi benedire, si costringono le persone a spostarsi di molti chilometri, con mezzi propri (utilizzare i mezzi pubblici significa raddoppiare i tempi di percorrenza), perdendo giornate di lavoro, sia che si tratti di se stessi o di familiari che non hanno la possibilità di spostarsi autonomamente. Certo alcuni interventi messi in campo dalla Regione hanno dato i primi risultati, ma non
sono sufficienti. Alcune prenotazioni per visite o esami sono ancora lontane dal rispetto dei tempi previsti dalla stessa Regione ed ancora in alcuni casi viene risposto che la lista “è chiusa” pregando di ritelefonare dopo qualche giorno”.

“Una situazione inaccettabile, non rispettare i tempi previsti per permettere visite o esami mette di fatto a rischio la vita delle persone. Si induce, di fatto, il ricorso all’intramoenia e/o alla sanità privata, costringendo le persone a pagare di tasca propria. E chi non può sostenere questa spesa rinuncia a curarsi – continuano – Ma un Paese dove le persone non si curano perché non hanno i soldi e perché il servizio sanitario nazionale non riesce a prenderle in carico, non è un paese civile. L’art. 32 della nostra Costituzione cita testualmente: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

“Noi pretendiamo che sia rispettato e che diventi pratica quotidiana. Invece il Governo sceglie di tagliare risorse alla Sanità e, di contro, aumentare in maniera folle le spese militari (da circa 40 miliardi a oltre 130 miliardi). C’è bisogno di investire in salute, in prevenzione, nella sanità pubblica. Occorrono più risorse, più personale e una politica che renda desiderabile mettere a disposizione della collettività e del SS le competenze delle professionalità sanitarie evitando di indurle a guardare e spostarsi altrove”.

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