mercoledì, Settembre 9, 2026

Il Don Giovanni adattato da Arturo Cirillo in scena al Metastasio

PRATO – Da giovedì 26 febbraio a domenica 1 marzo al Teatro Metastasio arriva DON GIOVANNI di Molière adattato e diretto da Arturo Cirillo, una rilettura del mito del seduttore per eccellenza, emblema di libertà senza freni, capace di sfidare le leggi morali e divine fino a una tragica punizione per la sua dissolutezza (feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30).

Intrecciando due testi teatrali, quello in prosa del ‘600 di Molière e il libretto in versi del ‘700 di Da Ponte per l’opera di Mozart, Cirillo propone la storia “di chi non vuole, o non può, fare a meno di giocare, recitare, sedurre; senza fine, ogni volta da capo, fino a morirne” e mette in scena tutte le peripezie di Don Giovanni fino alla morte: la bramosia per possedere donna Anna, l’assassinio del padre Commendatore che tentò di proteggerne la virtù, la fuga da una sedotta e abbandonata Elvira, il corteggiamento di una incredula contadinella e la gelosia del suo promesso sposo.

Arturo Cirillo e il cast dello spettacolo “Don Giovanni” (foto di Tommaso Le Pera)

Scrive Arturo Cirillo: «La mia passione per il personaggio di Don Giovanni, e per il suo inseparabile alter ego Sganarello, nasce all’inizio soprattutto dalla frequentazione dell’opera di Mozart/Da Ponte. Negli anni successivi tra i miei autori prediletti si è imposto decisamente Molière, quindi mi è parso naturale lavorare su una drammaturgia che riguardasse sia il testo di Molière, appunto, che il libretto di Da Ponte.

Anche il discorso musicale mi coinvolge, e quindi ho deciso di raccontare questo mito, che è Don Giovanni, usando forme e codici diversi, conservando di Molière la sua capacità di lavorare su un comico paradossale e ossessivo, e di Da Ponte la poesia e la leggerezza, a volte anche una “drammatica leggerezza”. Poi c’è la musica di Mozart che di questa vicenda riesce a raccontare sia la grazia che la tragedia ineluttabile. Perché in fondo questa è anche la storia di chi non vuole, o non può, fare a meno di giocare, recitare, sedurre; senza fine, ogni volta da capo, fino a morirne».

Attorno allo spettacolo martedì 26 febbraio alle ore 19, presso il foyer del Metastasio, è previsto un approfondimento del ciclo Sorsi di Teatro a cura di Luisa Bosi.

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