mercoledì, Settembre 9, 2026

Nella candidatura di Stefania Nesi, lo scatto d’orgoglio del Pd pistoiese

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – Il Pd presenterà la candidatura a sindaca di Stefania Nesi al tavolo della coalizione. Il nome della consigliera comunale ha avuto il via libera di 37 membri dell’assemblea comunale su 43 presenti al momento della votazione (l’assemblea è composta da 64 persone). Hanno votato contro Antonella Cotti, Agostino Fragai, Luciano Mazieri e Alessio Dolfi; si sono astenuti Massimo Vannuccini, segretario comunale e Matteo Giusti, consigliere comunale.

Stefania Nesi, consigliere comunale Pd Pistoia

Adesso il Pd e Nesi si incamminano su un percorso irto di ostacoli perché hanno scompaginato la partitura. La candidatura di Giovanni Capecchi sostenuta da Sinistra italiana e Sce, sembrava quasi in dirittura d’arrivo perché aveva il sostegno dei “potenti” del partito, a partire da Marco Furfaro; la scesa in campo di Simona Laing sembrava non preoccupare più di tanto, la ritenevano un disturbo inaspettato, ma niente più: la proposta Capecchi aveva sostegni solidissimi dentro il Pd.

Nata poco dopo le elezioni regionali, nel corso di una cena ristretta, la candidatura del docente universitario pistoiese ha sbattuto contro l’assemblea comunale; per certi versi, inaspettatamente. Prima dell’appuntamento di lunedì, schieramenti diversi avevano trovato una intesa per bloccare Capecchi. Non poteva essere certo il nome di Simona Laing a compattare la sinistra storica del Pd, parte degli schleiniani e coloro che avevano appoggiato Trallori. Era necessario rimanere all’interno del perimetro piddino: dopo otto anni di opposizione il partito non poteva permettersi di “pescare” altrove. Anche per orgoglio di appartenenza.

Il quadro politico nel Pd

La votazione ha rimescolato le carte mostrando una crepa nell’area Schlein: i furfariani si sono schierati con forza per la candidatura di Capecchi, gli altri per Nesi. Le ripercussioni sono già arrivate: il segretario comunale Vannuccini si è dimesso (https://www.reportpistoia.com/massimo-vannuccini-si-dimette-da-segretario-dellunione-comunale-del-partito-democratico-di-pistoia/) nonostante il sostegno dei segretari di circolo: “Ti chiediamo di continuare a guidare il partito con lo stesso atteggiamento, accompagnandoci verso l’obiettivo comune: la vittoria della coalizione di centrosinistra e il buon governo della città. Da parte nostra, ti assicuriamo piena collaborazione, lealtà e rinnovata fiducia nella tua leadership. Oggi più che mai abbiamo bisogno di unità. E l’unità passa anche dalla tua scelta di restare”, si legge in una nota.

Un appello inutile. Adesso, però, le dimissioni del segretario, potrebbero portare al commissariamento del Pd pistoiese, una ipotesi forse già prevista.

Anche la candidata ha incassato sostegni importanti: Psi e Casa riformista hanno espresso apprezzamento per la scelta dell’assemblea, assicurando il loro pieno appoggio.

La coalizione

Nessuna reazione dalla parte di sinistra della coalizione. Capecchi non accetterà un ruolo di secondo piano, quindi nessun ticket che lo veda al secondo posto. E’ possibile che il professore si sfili di sua sponte dalla candidatura per favorire un accordo del campo largo. Oppure, la sinistra chiederà di convocare le Primarie per assicurare al/la candidato/a il sostegno popolare. Una ipotesi possibile, ma probabilmente poco praticabile per i tempi molto ristretti. Del resto era stata proprio la sinistra a non considerare possibili le Primarie di coalizione. Da non escludere del tutto nemmeno una rottura che porti Si e Sce a staccarsi dal campo largo e correre da soli, come nel 2022, quando Francesco Branchetti guidò la lista “Sinistra” per Francesco Branchetti Sindaco”, portando a casa 4.947 voti (12,6%). Poi ci sarà da rivisitare il programma.

Stefania Nesi

Difficile esprimere un giudizio sulla candidata. Nata nel 1973, laureata in Scienze delle finanze, Nesi insegna economia e diritto al liceo Forteguerri. La sua storia politica è breve, eletta in consiglio comunale nel 2022, ha presieduto l’importante commissione urbanistica. Nessun passato politico degno di nota, quindi nessun scheletro nell’armadio. Potrebbe essere una garanzia. Si era candidata, come quota rosa, alle recenti elezioni regionali, ma scelta scellerata del listino bloccato le aveva sbarrato la strada.

Chi ha vinto e chi ha perso

Con il voto per Nesi, la maggioranza dell’assemblea ha avuto uno scatto d’orgoglio, con una prova di forza, ha rivendicato l’autonomia del territorio dalle ingerenze romane. La contestazione a Marco Furfaro è diventata quasi plastica. E’ dall’estate scorsa che il deputato aglianese decide chi promuovere e chi bocciare utilizzando metodi di renziana memoria, ma con meno eleganza. Sui social ha rivendicato come proprie alcune candidature, la sua presenza nelle questioni politiche pistoiesi e pratesi a volte è stata asfissiante. Telefonate a destra e a sinistra, liti in pubblico con Matteo Biffoni sulle conseguenze delle elezioni regionali e sulle candidature a Prato.

A che titolo? Furfaro non siede in alcun organismo regionale, provinciale, comunale dove si prendono le decisioni. Un atteggiamento padronale che ha infastidito non pochi sostenitori della Schlein.

Adesso che il terreno è sgombro, tocca al Pd gestire, respingendo eventuali pressioni esterne, la difficile partita dell’accordo sulle candidature. Perché l’autonomia ha i suoi costi.

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