mercoledì, Settembre 9, 2026

Il violoncello di Giovanni Sollima protagonista al Teatro Manzoni

PISTOIA – Virtuoso del violoncello, compositore e performer carismatico, Giovanni Sollima è un artista che trascende le barriere stilistiche e geografiche, mescolando il repertorio classico con tradizioni popolari, improvvisazioni e invenzioni sorprendenti, trasformando il concerto in un evento performativo totale.

Giovanni Sollima (foto di Alberto Panzani)

Con il progetto Al Bunduqiyya – The Lost Concerto torna sul palco del Teatro Manzoni di Pistoia, venerdì 27 febbraio (ore 20.30), nell’ambito della Stagione Concertistica, curata da Daniele Giorgi, promossa da Fondazione Teatri di Pistoia col sostegno di Fondazione Caript. Con lui, Il Pomo d’Oro, ensemble di fama internazionale nato nel 2012 e rapidamente affermatosi come punto di riferimento per l’interpretazione del repertorio barocco, in quest’occasione guidato dal violinista Federico Guglielmo, in veste di solista e concertatore.

Al Bunduqiyya – The Lost Concerto si muove attraverso culture ed epoche diverse, collocando Vivaldi, nato a Venezia nel 1678, nel contesto del rapporto storico della sua città natale con il Mediterraneo orientale e l’Asia. “Al-Bunduqiyya” è il nome arabo di Venezia e Il Concerto Perduto è un’opera composta nel 2021 da Sollima: il suo punto di partenza è stato tutto ciò che resta di uno dei concerti per violoncello di Vivaldi, ovvero la sola parte orchestrale di viola, oggi conservata al Conservatorio di Venezia.

Attorno a questa riscrittura, il programma accosta pagine complete di Vivaldi – tra cui il celebre Concerto in si bemolle maggiore RV 547 e Il Proteo, o sia Il mondo al rovescio – con un brano di Tartini, contemporaneo del Prete Rosso, e con musiche della tradizione cipriota e arbëreshë rielaborate da Sollima.

A completare il percorso, composizioni originali dello stesso violoncellista, come Moghul e The Family Tree, in cui la scrittura colta incontra suggestioni popolari e slanci improvvisativi. Così la critica londinese ha descritto il concerto, dopo un’esecuzione alla Wigmore Hall: “Sollima ha evocato una festa di colori tonali, […] tanto teatro quanto musica”. (Seen and Heard International).

Sollima suona un violoncello Francesco Ruggeri costruito a Cremona nel 1679. Come compositore esplora generi e linguaggi diversi, utilizzando strumenti antichi, orientali, elettrici e di sua invenzione, esibendosi anche in contesti inconsueti – come nel deserto del Sahara, sott’acqua o con un violoncello di ghiaccio (nel 2021 è uscito il documentario N-Ice Cello, dedicato al viaggio del violoncello di ghiaccio costruito da Tim Linhart, simbolo della fragilità della natura e del suono).

Accademico di Santa Cecilia, dove insegna dal 2010, e pluripremiato artista (Anner Bijlsma Award 2018 alla Cello Biennale di Amsterdam), ha pubblicato nel 2024 l’integrale delle Sonate per violoncello solo di Johann Sebastian Bach.

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