mercoledì, Settembre 9, 2026

La Biblioteca dei Domenicani: la storia secolare, lo sguardo al presente, i “pistoiesi illustri”

PISTOIA – Una biblioteca dalle origini antiche ma capace di leggere il presente e di proiettarsi verso il futuro, con strutture e ambienti rinnovati e un patrimonio librario di prim’ordine, che spazia dalla teologia alle lettere, dalle scienze sociali alla storia locale.

Adiacente alla chiesa di San Domenico e ubicata in parte nei locali dell’ex convento, la Biblioteca dei Domenicani di Pistoia è uno scrigno prezioso di libri e cultura: varcare il suo portone significa entrare quasi in un’altra dimensione, in uno spazio disposto su due piani e con numerosi ambienti tra sale e corridoi, un “labirinto” dove però è bello perdersi, ammirando le ricchissime collezioni librarie disseminate sugli scaffali.

Alcune immagini degli spazi interni della Biblioteca dei Domenicani di Pistoia (fotografie di Andrea Capecchi)

La biblioteca vanta una storia secolare e risulta strettamente connessa alla presenza a Pistoia dei frati domenicani, giunti in città nella seconda metà del Duecento con la fondazione della chiesa intitolata al Santo predicatore e dell’annesso convento. Le prime notizie certe sulla biblioteca risalgono tuttavia alla fine del Quattrocento, quando è attestato un significativo patrimonio librario che si andò a strutturare e ampliare soprattutto dopo il 1493, grazie al lascito testamentario del beato Giovanni da Pistoia, uno tra i personaggi più significativi tra i Domenicani pistoiesi, ricordato per la sua fervida attività apostolica e di predicazione e per i suoi rapporti con il movimento savonaroliano.

Da questo momento e per i tre secoli successivi la biblioteca assunse un importante ruolo di centro culturale aperto alla città e andò progressivamente ad ampliare il proprio patrimonio, come testimoniano anche i successivi interventi architettonici per la ristrutturazione dei suoi ambienti. La soppressione del convento nel 1783 e il suo trasferimento ad Arezzo, all’interno del più ampio quadro di riforme ecclesiastiche promosse dal granduca Pietro Leopoldo, rappresentò un duro colpo per la biblioteca, che venne recuperata solo nel 1928 quando i Padri predicatori poterono riacquistare il complesso.

Fu un periodo breve ma di grande vitalità e di nuovo splendore per la biblioteca, che venne nuovamente ampliata e riorganizzata in concomitanza alla destinazione del convento a casa di studio per i frati aspiranti al sacerdozio.

In seguito le bombe sganciate dagli aerei alleati il 24 ottobre 1943, data drammatica del primo bombardamento aereo su Pistoia, non risparmiarono la chiesa e il convento di San Domenico, relativamente vicini a obiettivi sensibili come lo scalo ferroviario e le officine San Giorgio. Il convento fu gravemente danneggiato e dei circa 35mila volumi che all’epoca erano conservati nella biblioteca, solo poche centinaia si salvarono dalle fiamme e dalla distruzione.

Nel dopoguerra il convento venne ricostruito e con esso anche la biblioteca: un impulso significativo alla sua rinascita fu dato nel 1950 dal lascito del frate Mariano Cordovani, il cui fondo librario rappresentò una base sulla quale, nel corso degli anni seguenti, si andarono strutturando nuove acquisizioni e donazioni.

Il resto è storia recente: dal 2014 al 2017 importanti lavori di adeguamento e messa in sicurezza delle strutture e di restauro degli ambienti interni – come il deposito, il primo piano, il tetto e i pavimenti delle sale – hanno permesso una nuova sistemazione dell’ingente patrimonio librario posseduto dalla biblioteca, che tra volumi, riviste e pubblicazioni varie ammonta a circa 70mila unità.

Il primo aprile del 2017, in concomitanza con l’anno di Pistoia Capitale italiana della Cultura, la rinnovata Biblioteca dei Domenicani ha riaperto i battenti al pubblico e nello stesso anno è entrata a far parte della rete Redop della provincia di Pistoia per una maggiore presenza sul territorio e una migliore visibilità del proprio patrimonio, oggi ancora in fase di catalogazione online.

Per chi fosse interessato ad approfondire aspetti qui tracciati in maniera sintetica e sommaria, consigliamo il bel volume “La Biblioteca dei Domenicani di Pistoia: ottocento anni di storia” (Edizioni Nerbini, 2016) di Alberto Coco, responsabile della medesima Biblioteca, che ci ha spiegato alcuni aspetti poco noti di questa realtà.

“Pur essendo una biblioteca connessa a un ordine religioso e di taglio specialistico – racconta Coco – il patrimonio librario è piuttosto variegato e abbraccia diverse discipline e ambiti di ricerca. Il nucleo primario e centrale ruota attorno alla teologia, tra opere monumentali, studi di patristica e collezioni che possediamo in maniera completa e in continuo aggiornamento; poi c’è un vasto fondo di opere di storia, letteratura e filosofia, che rispecchiano gli studi umanistici compiuti nell’ultimo cinquantennio dai frati che hanno vissuto nel convento; interessante è anche il corpus di volumi di scienze sociali relativi al periodo tra anni Cinquanta e Settanta, quando qui avevano sede due riviste domenicane molto impegnate su temi di attualità, in dialogo con il mondo laico e sindacale, con il cattolicesimo progressista e con il pensiero marxista.

Di recente, infine, abbiamo acquisito – tramite donazioni o lasciti post mortem – le ex biblioteche private di illustri personaggi pistoiesi, piuttosto noti e legati alla nostra città, come l’ingegnere Natale Rauty, il poeta Roberto Carifi, il professore Ivano Paci: fondi – alcuni dei quali ancora in fase di sistemazione – che hanno ampliato e allo stesso tempo arricchito la consistenza del nostro patrimonio”.

Questa varietà si riflette anche nell’utenza che frequenta o si rivolge alla biblioteca, da ricercatori a studenti universitari, da professori a ragazzi delle scuole, grazie anche alla possibilità di accedere al prestito in aggiunta alla consultazione in loco. La Biblioteca dei Domenicani si dedica inoltre alla promozione di iniziative di carattere culturale, configurandosi come un centro vivo e connesso alla città, dove spesso si organizzano incontri, convegni, presentazioni di libri, anche in collaborazione con altri enti o associazioni del territorio.

“Abbiamo cercato di aprire la biblioteca alla cittadinanza e di farla conoscere ai pistoiesi, soprattutto ai più giovani – prosegue Coco – per esempio accogliendo bambini delle elementari e ragazzi delle medie per svolgere attività e approcciarsi al mondo dei libri, oppure studenti dei licei in occasione di stage e tirocini. Poi naturalmente abbiamo tesisti e dottorandi che qui possono trovare materiali utili per le loro ricerche, fino a utenti del mondo accademico che si rivolgono alla biblioteca per i loro studi”.

Un servizio importante che è stato attivato dalla biblioteca è quello del document delivery, che consiste nell’invio di articoli e saggi ai richiedenti in collaborazione con il Servizio bibliotecario nazionale: grazie a un patrimonio librario in gran parte presente e consultabile sul catalogo nazionale, la Biblioteca dei Domenicani risulta visibile a tutti, con richieste e informazioni che sono pervenute anche da studiosi e ricercatori in Europa, Asia e Stati Uniti.

Una biblioteca capace dunque di proiettarsi da Pistoia verso il mondo, grazie ad ambienti rinnovati, a un patrimonio librario di primissimo livello e a una crescente integrazione nel tessuto culturale cittadino.

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