di Andrea Mori
Tra il Pd, inteso come una grande parte dello schieramento di centrosinistra, e il gruppo composto dai partiti di centrodestra, sembra che soltanto il primo sia riuscito a lasciarsi alle spalle le tensioni degli ultimi mesi. Con l’arrivo dell’onorevole Christian Di Sanzo, che ha assunto per i dem il ruolo di coordinatore dopo le dimissioni di Marco Biagioni, il Partito democratico ha completamente cambiato il racconto di se stesso. Si è infatti passati da una narrazione che lo descriveva come profondamente lacerato ad un’altra in cui emergono sintonia ed equilibrio.

Narrazione che, dalle parti del centrodestra, è invece parecchio diversa, con la coalizione rimasta come congelata: Fratelli d’Italia continua a valutare la possibilità di una candidatura civica per il ruolo di sindaco, non a caso negli ultimi giorni ha preso più forza l’ipotesi che porta al Proposto della Misericordia di Prato Gianluca Mannelli.
Dall’altra parte invece Forza Italia, Lega e Udc continuano a spingere per una candidatura politica, cioè un nome direttamente espresso dai partiti. In questo caso le ipotesi sul tavolo restano quelle di Claudiu Stanasel, Rita Pieri e Chiara La Porta.

Poi c’è il fatto che il partito locale della premier Meloni, come qualcuno ci dice in privato, ha adottato la strategia di attendere e vedere cosa deciderà di fare il Partito democratico insieme ai suoi alleati. Oltre che attendere l’esito del referendum sulla giustizia.
Una strategia che però può comprensibilmente essere considerata rischiosa. Al di là infatti del commissariamento del Comune “provocato” dal Pd, il centrosinistra resta il grande favorito alla vittoria. Questo lo rende probabilmente meno bisognoso di tempo per costruire una campagna elettorale incisiva. Se poi la candidatura a sindaco dovesse essere davvero quella di Biffoni, allora basterebbero poche settimane per mettere in moto una macchina elettorale attorno a un nome che in città non ha certo bisogno di presentazioni.
Dalle parti del centrosinistra, l’attendismo messo in campo dagli avversari è evidente. Ed è proprio per questo che non sembra esserci alcuna fretta di scoprire le carte. Della serie: tanto si mettono in difficoltà da soli.
Non tutti nel centrodestra però sono disposti ad aspettare ancora. Forza Italia, Lega e Udc da settimane premono per chiudere la partita e lanciare quanto prima un candidato a sindaco. Una linea ribadita anche dal commissario provinciale di Forza Italia Francesco Cappelli, che con una nota inviata ai giornali nei giorni scorsi ha sottolineato la necessità, ancora una volta, di arrivare in tempi rapidi a una decisione.

Anche perché c’è il tema delle disponibilità personali. Per esempio Rita Pieri, esponente di FI molto apprezzata in città, non ha mai nascosto la propria disponibilità a correre per la carica di primo cittadino. Allo stesso tempo, però, secondo quanto filtra da persone a lei vicina, la sua disponibilità potrebbe non essere illimitata, visto il tempo che stringe. Poi c’è anche chi sostiene che Pieri, dalla prossima settimana, in alternativa ad un tirar via il proprio nome, potrebbe iniziare a fare campagna elettorale come come candidata sindaco per il centrodestra, qualora ovviamente Lega e Udc fossero d’accordo. A quel punto Fratelli d’Italia cosa farebbe?



