di Martina Lepore
PRATO – Lo spazio de Il Garibaldi – Milleventi di Prato ha ospitato, nella mattinata di sabato 28 marzo, l’evento di presentazione del libro “Pratown”, il primo di Jonathan Targetti edito da “Il Millimetro”.
Si tratta di un reportage che ha posto al proprio centro la città di Prato attraversando le contraddizioni che la caratterizzano soprattutto da un punto di vista economico e industriale.
Prato, coi suoi circa duecentomila abitanti, è caratterizzata da un importante nucleo di stranieri, contandone quasi cinquantamila, per un totale del 25% della popolazione nel suo complesso, ospitando inoltre una delle più grandi comunità cinesi del continente europeo insieme a Londra e a Parigi.
Nella storia fino ai giorni odierni Prato ha costruito la propria forza e unicità sull’industria tessile e sul recupero dei materiali di scarto dando vita a un ampio centro lavorativo ed economico che si è fatto riconoscere in tutto il mondo.
Targetti nota all’interno del suo libro la nascita nel contemporaneo di un sistema economico criminale caratterizzato da illegalità fondata su un totalizzante sfruttamento della manodopera tramite ritmi opprimenti, abusivismo e continua ricerca al ribasso.
Pratown si pone così l’obiettivo di delineare Prato anche attraverso la comunità criminale cinese in rapporto all’industria soprattutto tessile, una delle questioni sicuramente più importanti per la città, studiando e analizzando questioni di integrazione ma anche sfruttamento, dipingendo un ritratto molto contraddittorio.

“La mafia non esiste?”: con questo incipit si apre la discussione su Pratown, che vede l’intervento di Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto oltre che esperto di lotta alla mafia e alla criminalità organizzata internazionale.
Calleri ha sostenuto con determinatezza la necessità di parlare di mafia su territorio pratese, in quanto il silenzio su determinati argomenti, spesso frutto del timore di arrecare discredito all’immagine di una città, non rappresenti una forma di tutela, bensì può portare a favorire il radicamento e la diffusione del fenomeno.
Viene così sottolineata l’importanza del confronto pubblico e dell’informazione sulle dinamiche tipiche della criminalità organizzata, tema centrale dello stesso libro Pratown.
Il focus si è poi spostato sull’analisi del processo migratorio e sul tema dell’integrazione tra cinesi e pratesi, attraverso la lettura dei fatti di cronaca più rilevanti degli ultimi trent’anni.
A tale proposito l’intervento ha visto il contributo di Nadia Tarantino e Paolo Nencioni, giornalisti rispettivamente per Notizie di Prato e per Il Tirreno, che hanno parlato del cosiddetto “allarme criminalità cinese” che si è sviluppato a Prato a partire soprattutto dai primi anni Duemila. Targetti ha richiamato in tale contesto l’importanza di una sentenza della Corte di Cassazione risalente al 30 maggio 2001 che ha aperto il dibattito sulla mafia internazionale, con applicazione dell’allora articolo 416-bis del Codice Penale, che punisce proprio le associazioni di matrice mafiosa.
Tarantino e Nencioni hanno poi continuato l’analisi sottolineando le differenze sostanziali tra l’economia tessile cinese definibile “di ieri” rispetto a quella attuale, mostrando i lati più critici della forza lavoro oggi, del frazionamento etnico che vi è presente e infine delle posizioni e tensioni politiche che si sono susseguite nelle istituzioni cittadine.

Il caso Prato si trasforma così lentamente in un episodio di rilievo internazionale, si inizia a parlare di un giro di miliardi di euro e di fabbriche abusive dove i diritti umani non hanno posto e dove i flussi di denaro dall’Italia alla Cina sono il vero protagonista.
La questione si conclude con la spiegazione del cosiddetto “business delle grucce” concernente il giro d’affari economico e logistico connesso alla produzione, distribuzione e vendita di grucce nell’ambito tessile da parte di Calleri che interviene nuovamente sull’importanza della lotta alla mafia, una battaglia che accomuna qualsiasi posizione politica sul campo, questione molto critica soprattutto in vista delle prossime elezioni comunali a Prato che si terranno nel mese di maggio.
“Pratown”, uscito il 27 marzo, passerà dal 14 al 18 maggio al “Salone del Libro” di Torino, dal 10 al 16 novembre a “Bookcity Milano” e dal 4 all’8 dicembre a “Più Libri Più Liberi” a Roma fino a tante altre fiere sparse in giro per l’Italia.









