di Caterina Benini
CASALGUIDI – In queste ore Casalguidi, una frazione del Comune di Serravalle Pistoiese, sembra trattenere il respiro. Tutto, o quasi, è pronto per la “Processione di Gesù morto”, un evento che si svolge il Venerdì Santo e si ripete ogni tre anni.
L’evento, che risale presumibilmente al 1693, è molto sentito dai paesani ed è legato alla tradizione religiosa. Le strade domani avranno un suono diverso, non ci sarà il solito via vai distratto ma un’attesa piena, quasi sacra. Oggi è un giorno altrettanto speciale, è il giorno prima di un grande evento e tutto sembra già cominciato.

I cittadini partecipano con grande coinvolgimento, prendendo parte come figuranti o affiancando il percorso lungo le strade dove la presenza, il calore e l’attenzione delle persone testimoniano un forte senso di partecipazione e di interesse condiviso.
Da settimane girano per le vie uomini con la barba lasciata crescere con pazienza che ha trasformato volti familiari in qualcosa di antico, quasi fuori dal tempo. Fervono i preparativi a poco più di 24 ore dall’inizio della Festa Bella, la prima diretta dal Camerlengo Jacopo Porru.
Molte le donne impegnate negli ultimi dettagli: con ago e filo aggiustano, preparano stoffe e veli, rifiniscono gli abiti con accessori particolari perché tutto deve essere perfetto, niente è lasciato al caso.

In piazza Gramsci ieri sera c’era fermento intorno al palco, montato vicino al loggiato della Chiesa di San Pietro. Il Camerlengo dava le ultime indicazioni, si facevano le prove per l’ultimo atto della processione avvolto anche da un po’ di mistero e di curiosità.
Non ci sono copioni scritti, o forse sì. Sicuramente, dentro ogni partecipante c’è qualcosa che si tramanda da anni, da generazioni, una tradizione che si ripete ogni tre anni, sempre con lo stesso fervore ed entusiasmo, perché appartiene alle radici più autentiche della comunità.
Chi interpreterà un soldato romano in queste ore si esercita nella postura, chi porterà la croce proverà il passo lento e pesante misurando la fatica e cercando di renderla vera.
Il paese intero è diventato protagonista di un evento dove i partecipanti hanno un ruolo prezioso e indispensabile ma anche chi non sfilerà domani sentirà di far parte di un progetto importante.
In questi ultime ore, tra una prova e l’altra, tra una risata e una chiamata, tante persone sono impegnate e nell’aria si percepisce l’importanza di ciò che sta per accadere.
Non è solo una rievocazione storica e religiosa ma è soprattutto memoria, fede e identità.
Domani pomeriggio il paese si fermerà.
Arriveranno, come sempre, persone dai paesi limitrofi a riempire le strade e ogni angolo disponibile per assistere al passaggio della processione. Volti nuovi si mescoleranno a quelli più conosciuti, ma chi vive a Casalguidi saprà riconoscere ogni passo e ogni sguardo, consapevole che dietro ad ogni personaggio c’è un vicino, un amico, un parente che, anche per questa edizione, non si è sottratto all’impegno portando il proprio contributo affinché la Festa Bella possa riuscire.
Domani tutto prenderà forma, il lavoro e l’impegno degli organizzatori che per mesi hanno immaginato, creato, lavorato affinché tutto domani sia perfetto finalmente potranno vedere e toccare con mano i risultati del loro impegno. Oggi è un giorno sospeso dove aleggia nell’aria un’atmosfera unica che sembra accompagnare il cuore del paese. Unica incognita, il tempo ma le previsioni lasciano ben sperare.







