FIRENZE (Ansa) – Almeno un toscano su dieci (10,5%) sceglierà di trascorrere la Pasqua al ristorante, per un totale di oltre 384mila clienti e un volume di spesa complessivo di circa 20 milioni di euro.
Sono le stime regionali di Fipe-Confcommercio.

“Nonostante la Pasqua ‘bassa’ e le incognite meteorologiche e geopolitiche che frenano in parte le classiche gite fuori porta, i ristoranti si confermano il rifugio prediletto per le festività”, evidenzia il direttore generale di Confcommercio Toscana Franco Marinoni.
A caratterizzare l’offerta è il ritorno del menù degustazione, scelto dal 52,6% dei ristoratori, con un prezzo medio di circa 72 euro (bevande escluse). Parallelamente, il 47,4% dei locali mantiene il menù alla carta. Sulle tavole pasquali dominano i grandi classici della tradizione: pasta fatta in casa, agnello e capretto continuano a rappresentare i piatti simbolo di una cucina fortemente legata al territorio.
Sul fronte delle prenotazioni, la giornata di Pasqua si avvia verso il tutto esaurito. Segnali “incoraggianti” arrivano anche dalle prenotazioni per la sera di Pasqua. Diverso, ma comunque positivo, il quadro di Pasquetta: “Le prenotazioni si attestano mediamente intorno al 60%, con ampi margini di crescita legati soprattutto alle condizioni meteo, che continuano a rappresentare la variabile principale nelle scelte dei consumatori”.
Ai numeri sviluppati dai residenti si aggiungeranno poi quelli dei turisti. “Secondo l’Osservatorio del turismo di Confcommercio la Toscana si conferma come la regione più attrattiva per le vacanze pasquali degli italiani, insieme alla Campania” spiega Marinoni. Secondo Confturismo-Confcommercio saranno oltre nove milioni gli italiani in viaggio per Pasqua, con una netta prevalenza di mete nazionali (84%) e soggiorni brevi: il 60% non supererà le due notti. La spesa media resta sotto i 400 euro a persona.





