di Marzio Dolfi
PISTOIA – Dai giovani al problema delle case, dalle politiche di vantaggio al futuro di San Lorenzo, dal giorno dopo le primarie a Pistoia che si è spenta, dalla macchina comunale alle ‘sentinelle’ del volontariato…

Stefania Nesi e Giovanni Capecchi hanno toccato alcuni dei temi caldi che attraversano Pistoia alla vigilia delle elezioni primarie del centrosinistra, rispondendo ieri sera al Circolo Arci di Ponte alle Tavole alle domande dei giornalisti Giancarlo Fioretti (Il Tirreno), Alessandro Benigni (La Nazione), Francesco Rossano (Tvl) e Alberto Vivarelli (Reportpistoia). Una serata, introdotta da Paolo Bruni, presidente del Comitato organizzatore delle primarie, di fronte a un foltissimo pubblico, con qualche stoccata ma soprattutto con molto fair play. Entrambi hanno sottolineato – e non poteva essere altrimenti – che dopo il 13 aprile, attorno a chi prevarrà, il centrosinistra troverà la sua unità. “Si può partecipare alle primarie – ha detto Capecchi – mantenendo fra noi stima e profondo rispetto”. “Il giorno dopo c’è un’unica opzione – ha ribadito Nesi – ed è la coalizione di centrosinistra”.
Le fratture che si sono viste per strada insomma sono solo un… incidente di percorso, frutto – inevitabile – di un animato confronto.
Il senso delle primarie? Per Capecchi “uno slancio per vincere le elezioni, con la città che si riavvicina alla politica”. Per Nesi in primo piano “la domanda di partecipazione”.

I due candidati hanno voluto fin dalla loro autoprensentazione sottolineare un punto di partenza comune: entrambi sono, come insegnanti, a stretto contatto con i giovani.
E proprio i giovani sono stati al centro della prima domanda: “ho il mondo in classe”, ha detto Capecchi che si è detto molto interessato alla città che immaginano i giovani: spazi per la cultura e il confronto, ma anche sicurezza, pace, disarmo. Nesi ha sottolineato che in quattro anni di opposizione “abbiamo proposto di allargare spazi”, puntando a dare opportunità di lavoro e un contributo “per vederla crescere questa città”.
Nel problema abitativo Stefania Nesi sottolinea le marginalità che emergono e la necessità di aiutare i più fragili, nel centro storico, ma anche “sulle colline che devono essere strutturate. Giovanni Capecchi vede la casa come una nuova emergenza, con il centro storico che si spopola e le frazioni collinari che hanno necessità di servizi che invece tendono a diminuire.
Sollecitati dalle domande i due candidati si sono soffermati sulle ‘politiche di vantaggio’, che devono concentrarsi sui giovani, ma che vedano soprattutto – ha detto Capecchi – servizi decentrati e “forme di condivisione che consentano di individuare bisogni”, in stretta relazione con il volontariato. Ma nel piano operativo – ha sottolineato Nesi – non c’è nessun indirizzo in questo senso che riguarda ad esempio la montagna.
L’attenzione ritorna poi alla città, con giudizi sull’Area di San Lorenzo. “Uno dei simboli – lo ha definito Nesi (pensando al verde che non c’è) – di ciò che poteva essere fatto meglio e non è stato fatto”. “Un caso esemplare di ciò che non si dovrebbe fare”, ha aggiunto Capecchi che ha ricordato come le città cementificate sono le meno vivibili. “Un contenitore recuperato – ha concluso – senza avere idee e senza confronto e partecipazione”.
Liquidatorio per entrambi i candidati alle primarie il giudizio sugli anni in cui il centrodestra ha governato la città: “una esperienza che ci rende forti” (Nesi); “una città che si è spenta per 9 anni e dobbiamo essere uniti per riaccenderla” (Capecchi).
Giudizio affine anche sulla necessità di mettere mano alla macchina comunale.
Ultimo tema affrontato a due voci quello di strutture ‘sentinelle del territorio’ da ricostruire e a cui dare forza.
“Un patrimonio immenso – lo ha definito Stefania Nesi – ma molto disgregato. Parlando del volontariato ha ricordato esperienze, spesso soffocate, “sentinelle a presidio anche della nostra memoria”..
“E’ mancata in questi anni – ha detto Giovanni Capecchi – l’attenzione alle piccole cose e anche una visione, un progetto di città. Al centrodestra non interessa creare occasioni di confronto e così la rete si è dispersa”.
Ora la parola spetta agli elettori del centrosinistra, che dovranno scegliere chi sarà il candidato, o la candidata, che dovrà prepararsi allo scontro con Anna Maria Celesti.







