mercoledì, Settembre 9, 2026

Casalguidi: il ritorno di Ivan e l’energia del teatro sporadico

di Caterina Benini

CASALGUIDI – Nell’ambito delle iniziative de “Venerdì alle Mille”, ieri sera Casalguidi ha vissuto una serata fuori dall’ordinario, dove linguaggi artistici diversi si sono incontrati dando vita a un’esperienza intensa e partecipata.

Presso la sala musica e spettacolo del circolo Arci Milleluci, si sono intrecciati i colori e le visioni dell’artista “MOD di bassa cultura” con le emozioni del teatro sporadico diretto da Nicola Caprini.

Per l’artista Ivan si è trattato della seconda visita a Casalguidi, un ritorno carico di significato. La precedente esperienza si era rivelata un vero punto di svolta: poco dopo l’artista fu contattato dagli Uffizi per esporre le sue opere a Firenze, aprendo un percorso che lo ha portato alla biennale di Sanremo, ospitata nel teatro Ariston e successivamente alla biennale Expo di Milano dove le sue opere hanno attirato l’attenzione di numerosi esponenti del mondo dello spettacolo e del cinema. Ivan, in arte “Mod di bassa cultura” è cresciuto tra Genova e Savona ma attualmente risiede a Milano.

A Casalguidi ha esposto una selezione delle sue ultime opere. I suoi lavori sono pannelli spatolati a mano con materiali acrilici, sui quali l’artista interviene con collage fotografici che, successivamente, vengono digitalizzati.

Una tecnica che unisce materia e tecnologia – 10% colore, 90% digitale – e che
rappresenta una rinascita artistica dopo un periodo di circa 8 anni segnato da un blocco artistico.

In passato Ivan aveva affrontato, nelle sue opere, temi sociali e politici con toni diretti spesso accompagnati da aforismi. Poi, il silenzio creativo. Oggi la sua nuova produzione si configura come un’esplosione di libertà espressiva, un linguaggio che rinuncia volutamente a spiegazioni.

“L’opera deve essere libera, sostiene l’artista, lasciando ad ogni osservatore il compito di trovare un proprio significato”.

Alcune delle opere esposte alle Milleluci sono realizzate su supporti di plexiglas, senza cornice e colpiscono per la forza cromatica.
Il colore domina, cattura lo sguardo e lo trattiene, per invitare l’osservatore a scoprire dettagli e stratificazioni visive.

Non manca un legame con la musica: attraverso le immagini, Ivan vuole avvicinare i più giovani alle sonorità degli anni ‘60.

Sul palco si è svolto lo spettacolo di teatro sporadico, “Un variEtà sporadico…ti fa stare bene “, ideato e diretto da Nicola Caprini.

Il termine “sporadico”, legato ad un momento doloroso della vita del regista, viene trasformato in un simbolo di rinascita. Sul palco il dolore si dissolve, il tempo si annulla e gli attori possono diventare autenticamente se stessi.

Lo spettacolo si è sviluppato in due momenti: l’inizio, segnato dalla frase “Io non sopporto…” e la conclusione “Io sono diverso perché…”, in mezzo il viaggio emotivo di sei interpreti, Giulio, Giuliano, Marco, Nelly, Aurora e Lorenzo, con un’età compresa tra i 13 anni di Giulio e i settantasette del nonno Giuliano.

Un gruppo eterogeneo che ha saputo trasformare le differenze generazionali in una ricchezza espressiva, offrendo al pubblico momento di leggerezza alternati a pause cariche di significato.

Caprini ha precisato di non aver voluto insegnare nulla agli attori, ma di aver semplicemente messo a disposizione strumenti e conoscenze teatrali per aiutarli ad esprimere ciò che nella vita quotidiana spesso resta inespresso.

Il risultato è stato uno spettacolo coinvolgente, capace di strappare sorrisi e applausi, ma anche di invitare alla riflessione. La serata si è aperta con un balletto-sigla di Nicole, giovane ballerina, e si è chiusa con l’interpretazione di Giulio che ha realizzato il suo desiderio di cantare un brano di Caparezza “Ti fa stare bene”.

Un finale corale condiviso con i compagni di scena dopo mesi di prove, ma anche di confronto e crescita personale.

Tra arte visiva e teatro, Casalguidi, ha ospitato un evento capace di unire generazioni e sensibilità diverse, lasciando nel pubblico una sensazione diffusa di energia e benessere.
Una dimostrazione concreta di come, anche in piccoli contesti locali, la cultura possa diventare spazio di incontro, espressione e rinascita.

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