mercoledì, Settembre 9, 2026

La poesia in musica, un grande spettacolo di Piero Balleri al teatro Bolognini

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – Il suono di una cornamusa arriva dal fondo della platea, inaspettato; è intenso, avvolgente, entra in tutti gli spazi, per arrivare al cuore. Nick McVicar attraversa il corridoio centrale del teatro Bolognini e con il suo kilt proietta gli spettatori in mondi lontani; non ti volti, lo aspetti. Sale sul palco e la magia continua e vorresti che continuasse all’infinito. Ma è solo il preludio, Nick lascia il posto a una canzone stupenda: “Normandia 6 giugno” con quel “voglio guardarti per sempre”, che è quasi una implorazione del soldato che forse andrà a morire.

Nick McVikar

Comincia così, con un affascinante colpo di teatro, il nuovo spettacolo di Piero Balleri, andato in scena sabato scorso al teatro Bolognini, promosso dall’associazione Spalti per l’assistenza ai malati di Sla. Uno spettacolo che conferma il cambio di “pelle” del musicista, che nel tempo è passato dal concerto classico alla musica da teatro.

“Piero love Song” è un inno all’amore in tutte le sue declinazioni, in tutte le sue forme, un racconto che attraversa tutte le età, dagli amori infantili a quelli adolescenziali per finire agli amori maturi. Un racconto molto intenso. E bello. Che si poggia sulla vena poetica di Balleri, ma che sulla stupenda recitazione di Dora Donarelli che, come Beatrice con Dante, prende per mano l’artista e lo accompagna nel Paradiso dei sentimenti.

Piero Balleri

Con questo nuovo lavoro, Balleri propone un’opera ben strutturata, dove l’accompagnamento di sette musicisti di altissimo livello (la doppia tastiera è ormai una consuetudine), dà forma ai testi. Particolarmente azzeccato l’inserimento del violino e del sax che danno corpo alle parti più romantiche dei brani. Per non parlare delle “incursioni” di una bravissima ballerina che fa vivere il palco.

Già, i testi. Sono vere e proprie poesie: Hotel Rex, Giuliana, Tu non esisti, Eri troppo bella, scavano nell’anima, costringono a guardarsi dentro. Tutti i brani fanno i conti con il vissuto di Balleri che molto spesso è anche il nostro vissuto. L’artista ha il coraggio di mettersi a nudo, di raccontarsi attraverso la poesia che si fa musica.

Uno spettacolo d’altri tempi, che scorre senza fretta, ma che arriva alla fine in un batter d’occhio e che quindi si fa gustare pienamente.

Nick McVicar

Ed è ancora la cornamusa di Nick McVicar, scozzese vero, che introduce alla canzone finale, un altro capolavoro di Balleri: “Mio Capitano”, un pezzo struggente, ma non malinconico.

Bravi tutti.

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