FIRENZE – Una Fiorentina generosa vince 2-1 in rimonta contro il Crystal Palace ma viene eliminata a testa alta dalla Conference League.
È una missione ardua e tutta in salita quella che attende la Fiorentina nel ritorno dei quarti di finale di Conference, con gli uomini di Vanoli chiamati a ribaltare la sconfitta per 3-0 della settimana scorsa a Londra contro il Crystal Palace di Glasner, indicato da tutti i bookmakers come la squadra favorita per la vittoria di questa competizione. Tuttavia nel calcio nelle sfide di andata e ritorno nulla è scritto o scontato, nessuna impresa è sulla carta impossibile e i viola non hanno niente da perdere: per questo un Franchi tutto esaurito e ribollente di energia è pronto a spingere e sostenere i gigliati nel cercare il miracolo o, quanto meno, portare a casa una vittoria di prestigio.
Mister Vanoli ci crede e vara una formazione molto offensiva che deve sopperire l’assenza di Kean, ancora fermo ai box, con Piccoli unica punta supportato da tre trequartisti e Comuzzo spostato sulla destra al posto dello squalificato Dodò.
Prima del fischio d’inizio, un minuto di silenzio per ricordare Alex Manninger, portiere austriaco che militò in maglia viola nella stagione 2001-02 prima di intraprendere una carriera di buon livello tra Italia e Inghilterra, oggi tragicamente e prematuramente scomparso in un incidente ferroviario.

Avvio di match nel segno di una grande intensità, con la Fiorentina che cerca subito di farsi vedere dalle parti di Henderson, ma al 3′ il primo squillo è di marca inglese: Wharton serve tra le linee Sarr, che accelera palla al piede sulla trequarti e trova il corridoio per premiare l’inserimento in area dalla destra di Munoz, ma il diagonale di prima intenzione subila di poco alla destra del palo.
I viola attaccano con convinzione, il Palace in questa fase iniziale si difende e cerca la ripartenza in velocità con i rapidi Mateta e Sarr. Ed è proprio su un contropiede perfetto che gli ospiti passano in vantaggio al 16′: veloce transizione di Mateta che appoggia per Sarr, triangolo con Munoz che dalla destra crossa al centro un pallone con il contagiri per il colpo di testa dello stesso Sarr, sul quale De Gea può solo sfiorare la sfera.
La rete subita dopo poco più di un quarto d’ora è una dura mazzata per i viola, che sotto la spinta incessante della Fiesole cercano di riproporsi in avanti con un generoso Piccoli, spesso costretto a giocare spalle alla porta e a fare a “sportellate” con i difensori avversari.
Al 20′ ancora Sarr va vicino alla doppietta bruciando Comuzzo in velocità e calciando di destro poco dopo l’ingresso in area, ma il suo tiro è respinto in tuffo da De Gea.
Al 25′ viola finalmente pericolosi prima con il sinistro di Solomon, deviato in angolo da Henderson, e poi con il colpo di testa di Mandragora sul succesivo corner, che Richards respinge vicino alla linea di porta.
Un minuto dopo, calcio di rigore concesso da Gil Manzano ai padroni di casa per l’intervento maldestro e scomposto di Canvot su Mandragora, con il centrale del Palace che cerca di colpire il pallone ma aggancia il piede d’appoggio del centrocampista viola. Sul dischetto Gudmundsson non fallisce e spiazza Henderson: la Fiorentina sfrutta l’opportunità del penalty e alla mezz’ora rimette la gara sui binari della parità, anche se la “montagna” che porta alla qualificazione è ancora ripidissima da scalare.
La rete dell’islandese ridà entusiasmo e forza al Franchi, si gioca adesso in una bolgia e fischi copiosi accompagnano gli attacchi del Palace. Al 35′ Gudmundsson si libera per il tiro ma la sua conclusione di sinistro è smorzata e deviata in corner dall’intervento difensivo di Canvot, sul successivo calcio d’angolo nasce una mischia nell’area piccola che la difesa inglese sbroglia con qualche affanno.
Sul finire della prima frazione i viola prendono decisamente il comando delle operazioni di gioco, costringendo il Palace ad assumere un assetto difensivo e cercando l’imbucata giusta per i liberare i compagni al tiro verso la porta. Al 45′ botta dalla distanza di Solomon che Henderson devia in corner di pugno, a fotografare una Fiorentina volitiva che ci sta mettendo cuore, intensità e applicazione ma senza un punto di riferimento forte in attacco come Kean sta trovando qualche difficoltà nel finalizzare la mole di gioco prodotta.

Il secondo tempo si apre su ritmi più blandi, interrotti al 49′ dal guizzo di Kamada che conclude di destro una bella azione personale, trovando però sulla sua strada la deviazione con i pugni di De Gea.
Ma a far alzare la voce a tutto lo stadio ci pensa il neo entrato Ndour che al 53′ prende la mira dalla media distanza e traccia un destro rasoterra che non lascia scampo a Henderson, insaccandosi all’angolino basso. Partita ribaltata e adesso viola avanti, con la speranza che si riaccende e un Palace che sembra accusare il colpo.
La Fiorentina spinge, il match si fa spigoloso e si lotta su tutti i palloni: al 63′ azione di stampo rugbistico dei viola che tentano lo “sfondamento” nell’area avversaria, liberando poi al tiro Gudmundsson la cui conclusione è respinta a terra da Henderson.
Al 69′ cambio di gioco di Solomon per Harrison che scatta in velocità palla al piede ma viene poi rimontato da due difensori inglesi e la sua conclusione dopo l’ingresso in area esce troppo debole, ed è bloccata da Henderson senza problemi.
Il trascorrere dei minuti fa il gioco degli inglesi, che non esitano a perdere un po’ di tempo nelle rimesse laterali o nel rialzarsi da terra dopo i contrasti; mister Vanoli inserisce forze fresche ma toglie dal campo gli uomini di maggior spessore tecnico, trovandosi anche a dover fare i conti con poche rotazioni e una panchina piuttosto “corta”.
L’intensità del match si affievolisce, il gioco si fa spezzettato e la stanchezza emerge da ambo le parti, con il Palace che punta a controllare e la Fiorentina che adesso ha l’unico obiettivo di portare a casa una vittoria comunque meritata e di prestigio. Succede poco o niente fino al fischio finale di Gil Manzano, che sancisce il passaggio del turno degli inglesi e la fine del percorso in Conference dei viola, che dopo due finali e una semifinale quest’anno si fermano ai quarti e l’anno prossimo non saranno in Europa.

FIORENTINA (4-2-3-1): De Gea; Comuzzo (70′ Balbo), Pongracic, Ranieri, Gosens (70′ Kouadio); Mandragora, Fagioli (46′ Ndour); Harrison, Gudmundsson (75′ Fabbian), Solomon (75′ Fazzini); Piccoli. A disposizione: Leonardelli, Christensen, Kospo, Deli, Puzzoli, Braschi. All. Vanoli.
CRYSTAL PALACE (3-4-3): Henderson; Richards, Lacroix (41′ Riad), Canvot; Munoz, Wharton (30′ Lerma), Kamada, Mitchell; Sarr, Pino (73′ Hughes), Mateta (46′ Strand Larsen). A disposizione: Matthews, Benitez, Clyne, Johnson, Sosa, Rodney, Devenny, Cardines. All. Glasner.
ARBITRO: Gil Manzano (Spagna)
RETI: 17′ Sarr, 30′ rigore Gudmundsson, 53′ Ndour
NOTE: ammoniti Pino, Pongracic, Comuzzo, Sarr, Ranieri, Riad, Ndour, Piccoli; calci d’angolo 6-1; tiri in porta 7-3; recupero: 5′ e 4′










