mercoledì, Settembre 9, 2026

Bocciato definitivamente il progetto della funivia la Doganaccia e il Corno alle Scale

PISTOIA – La funivia di collegamento tra la Doganaccia e il Corno alle Scale, non si farà. La Conferenza dei servizi ha messo una pietra tombale sul progetto. Una bocciatura clamorosa, politica in primo luogo perché il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani si era speso molto; un po’ meno quello dell’Emilia Romagna.

Il progetto di collegamento tra Doganaccia e Corno alle Scale

Il progetto, dal costo di quasi 16 milioni (10 dallo Stato, 6 dalla Regione), prevedeva la costruzione ex novo di un impianto funiviario dalla Doganaccia al Corno alle Scale, a doppia fune portante di due chilometri a partire da Prato alla Nevosa in prossimità delle pendici del Monte Cupolino sul versante ovest (Comune di San Marcello Piteglio, provincia di Pistoia). Lo scopo era quello di favorire il collegamento dell’Appennino tosco-emiliano rendendo più semplice e veloce il raggiungimento del comprensorio Corno alle Scale, in provincia di Bologna.

Un’idea subito in salita a causa dell’opposizione di associazioni e cittadini. Numerosi e circostanziati erano stati i pareri negativi espressi dai vari enti, tra cui la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Toscana, che ha dato un parere senza appello evidenziando le gravi incompatibilità giuridiche dato che il progetto non solo interessa aree sottoposte al vincolo per la “parte della montagna sopra i 1200 metri slm”, ma contrasta anche con una serie di direttive e prescrizioni contenute negli elaborati del PIT-PPR della Regione Toscana.

La relazione della Regione Toscana stessa, Direzione urbanistica e sostenibilità settore Vas e Vinca (Valutazione ambientale strategica e Valutazione di incidenza ambientale), sottolineava come il progetto, approvato sulla base di dati climatici di 25 anni fa, non fosse più compatibile con le attuali esigenze di tutela ambientale e biodiversità.
Tra le tante valutazioni, la Conferenza ha preso atto dei pareri negativi dei settori Vas (Valutazione ambientale strategica), Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) della Regione Toscana e della Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio.

Per questo la Conferenza ha deciso di non procedere all’approvazione del progetto elaborato e valutato in conferenza di servizi, in ragione dell’esito della Relazione d’incidenza (la valutazione di incidenza ambientale è un procedimento di carattere preventivo al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano, programma, progetto, intervento o attività che possa avere incidenze significative su un sito o proposto sito della rete Natura 2000) che non consente l’acquisizione di pareri positivi espressi in materia di effetti sui siti d’interesse comunitario ai sensi del D.P.R. 357/1997.

Lascia però uno spiraglio, seppur piccolissimo: “per dare attuazione all’accordo tra Presidenza del Consiglio dei ministri e Regioni – si legge nel dispositivo – è necessario avviare un’ulteriore fase della progettazione che, partendo dal quadro conoscitivo e dalla proposta fino ad oggi elaborata, individui una soluzione alternativa che abbia un’incidenza sostenibile sugli habitat e comunque mitigabile o compensabile”.

Adesso, contro il provvedimento è possibile ricorrere al Tribunale amministrativo regionale della Toscana entro 30 giorni.

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