lunedì, Ottobre 19, 2026

“L’Ultimo fotografo” di Giovanni Savino alla Fondazione POMA Liberatutti

PESCIA – L’estate della Fondazione POMA Liberatutti di Pescia sarà dedicata alla fotografia.

Da oggi 4 giugno al 6 settembre 2026 verrà presentata la mostra L’ultimo fotografo – Giovanni Savino, a cura di Marta Convalle, che raccoglie una selezione di scatti nati dall’incontro dell’artista con persone e oggetti che si sono trovati dall’altra parte delle lenti delle sue innumerevoli macchine fotografiche.

Particolare risalto sarà riservato ai suoi ritratti a occhi chiusi: immagini in cui ha catturato sogni, pensieri e dettagli del viso che spesso non guardiamo, rapiti dagli occhi e dalla loro profondità.

Giovanni Savino

Giovanni Savino è un artista che usa la macchina fotografica per scavare nei vari aspetti della vita e per scavale, non negli occhi, ma nei meandri più nascosti dell’animo umano. Un modo per vedere ed interpretare la vita anche ad occhi chiusi. Un sistema, a suo modo, inquietante.

“L’arte è inquietante – sostiene l’artista – per sua natura. La creatività viene da un luogo di sofferenza, ma è anche un percorso verso la luce, senza rinnegare l’ombra. La foto deve essere una cosa semplice, ma nell’immagine cerco più domande che risposte”.  

Un artista, Giovanni Savino, che scruta ed indaga, sempre alla ricerca di qualcosa. Qualcosa che oggi non trova più. “Anni fa scattavo immagini della gente, di moltitudini, oggi non mi piace più fotografare per strada perché viviamo in una realtà sempre più inquinata, non solo dal punto di vista atmosferico”.

In mostra ci sono anche alcune foto che ricordano  episodi della sua vita. “In particolare queste foto dedicate ai libri – dice – le ho scattate in ricordo di mia madre, dopo la sua morte. Perché io e lei, quando ero all’estero, ci mandavamo sempre dei libri. Lei e mio padre sono stati bibliotecari. In mezzo alle pagine di questi volumi ci mettevamo sempre un piccolo dono, un messaggio, o qualcosa che ci potesse far sentire più vicini. Sulle ali dei ricordi, è nata una serie di scatti che raffiguravano questo rapporto molto intenso che è durato nel tempo. Il click, infatti, dura una frazione di secondo, ma si protrae nel tempo sotto forma di memoria storica”.

Come se fosse l’ultimo fotografo. “L’ultimo fotografo – spiega Savino – perché in un mondo dove tutti vogliono essere i primi, a me piace essere l’ultimo. Questo comporta una grande libertà”. E la libertà è l’essenza dell’arte.

Nella mostra allestita alla Fondazione Poma di Pescia sono presenti molte foto, suddivise in due sezioni. “Al piano terra – sottolinea la curatrice Marta Convalle – le immagini esposte richiamano dettagli inerenti al refettorio, alla ristorazione. Il piano superiore, invece, è dedicato alla ritrattistica. E’ il cuore dell’esposizione con i ritratti ad “occhi chiusi”, che rappresentano un momento molto intimo. Un particolare interessante è che sono esposte tutte foto in bianco e nero, salvo due”.  

Giovanni Savino è pistoiese di nascita e newyorkese di fatto, perché la vita lo ha portato all’estero molto presto, prima in Inghilterra e poi in America. Da pochi anni è tornato in Italia e vive a Pitigliano (GR).

La mostra si apre con una miscellanea di trenta fotografie di grande formato – 70×100 – in bianco e nero lungo la parete di ingresso della Fondazione. Seguono 13 fotografie 70×100 in bianco e nero sulle pareti del Refettorio, dedicate al tema del cibo e della convivialità.

Al primo piano, nella Sala Maurizio Del Ministro, il percorso si concentra su una dimensione più intima e sospesa con 17 scatti, sempre in grande formato e in bianco e nero, della serie Eyes closed; mentre nella sala Francesco il percorso si chiude con una selezione di miniature e con gli unici due ritratti a colori della esposizione, che mostrano uno stesso volto prima a occhi aperti e poi di nuovo chiusi.

Il catalogo, pubblicato da Edizioni Fondazione POMA Liberatutti nella collana PomArte e curato da Marta Convalle, raccoglie i contributi critici di Rosa Pierno e Paolo Tesi e frammenti biografici a cura di Alberto Demagistris.

La mostra sarà inaugurata giovedì 4 giugno 2026 alle ore 18.30, alla presenza dell’artista, della curatrice, degli autori dei testi critici in catalogo e del Presidente della Fondazione POMA Liberatutti Paolo Trinci.

L’esposizione è visitabile dal mercoledì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 22.00; la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.30 alle 22.00.

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