CARRARA – Una serrata e impegnativa attività investigativa, condotta dagli uomini della Polizia di Stato, ha permesso di fare piena luce sulla rapina a mano armata consumata il 17 gennaio 2025 in via Covetta a Carrara a un veicolo adibito alla raccolta degli incassi delle slot machine.
All’epoca dei fatti, secondo una prima ricostruzione, un commando di malviventi armati aveva intercettato la vettura portavalori lungo la strada. I banditi, dopo aver minacciato il conducente e avergli spruzzato sul volto dello spray al peperoncino per stordirlo, erano riusciti ad aprire la cassaforte del veicolo, fuggendo subito dopo con un bottino di circa trentamila euro in contanti. A distanza di mesi, i minuziosi riscontri dei poliziotti hanno però ribaltato completamente quella versione, svelando una realtà ben diversa. Gli elementi raccolti e trasmessi all’autorità giudiziaria hanno dimostrato come il colpo fosse tutt’altro che una sorpresa: i sospetti degli investigatori si sono concentrati proprio sull’autista del veicolo, ora formalmente indagato con l’accusa di essersi appropriato di una somma di denaro corrispondente a circa 30 mila euro di cui aveva il possesso in qualità di esattore.
Le attività di indagine, sono state eseguite dagli investigatori del Commissariato di Polizia di Carrara e sono risultate estremamente complesse e articolate. I poliziotti hanno raccolto numerosi elementi sul campo e, attraverso una meticolosa attività di analisi, il quadro investigativo ha iniziato piano piano a farsi sempre più chiaro.
A insospettire gli agenti sono state soprattutto alcune incongruenze emerse nelle dichiarazioni rese subito dopo il colpo, con passaggi poco credibili e tutt’altro che esaustivi. I dubbi degli inquirenti si sono concentrati sia sul racconto dell’esatta dinamica dei fatti, sia sulle modalità stesse dell’aggressione subita, giudicate in più punti inverosimili.
A sollevare forti perplessità vi era il fatto che il conducente si fosse fermato in un punto casuale lungo la strada durante il tragitto, proprio dove era scattata la rapina. A rendere il quadro ancora meno convincente è stata anche la descrizione dei malviventi fornita dall’autista, rimasta troppo generica e priva di dettagli utili. Questi elementi non lineari hanno spinto la Polizia a scavare più a fondo, fino a smontare la ricostruzione iniziale di rapina.
L’incrocio tra i primi rilievi effettuati sul posto e i successivi accertamenti di natura tecnica e investigativa, condotti nel massimo riserbo, ha permesso agli agenti di verificare l’inattendibilità di quel racconto. Proprio partendo da quei dubbi iniziali sulla dinamica e sulla sosta, l’analisi complessiva degli elementi raccolti ha consentito di dimostrare l’impossibilità che i fatti si fossero svolti nel modo denunciato, smontando così la versione della rapina subita.
A conclusione di questa attività, la posizione del conducente è cambiata radicalmente: l’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati e la sua posizione è ora al vaglio della Procura della repubblica di Massa in vista delle successive fasi del procedimento.
Questo importante successo investigativo mette in luce la professionalità e la tenacia dei poliziotti del Commissariato di Carrara, che sono riusciti a fare chiarezza su una vicenda complessa a distanza di oltre un anno dai fatti.










