di Martina Lepore
PRATO – Si apre oggi martedì 9 giugno il “Contemporanea Festival”, che fino a sabato animerà alcuni dei principali luoghi della cultura nella città di Prato con un programma dedicato ai linguaggi della ricerca scenica.
Attraverso spettacoli e performance che spaziano tra teatro, danza, arti visive e musica, il festival propone un’esperienza trasversale e poliedrica aperta alla cittadinanza.
Attivo dal 1999, Contemporanea continua a interrogarsi sulle tensioni del presente, configurandosi come uno spazio di riflessione sul cambiamento, oltre che come luogo di produzione artistica e di elaborazione culturale. In un tempo segnato da profonde instabilità, il festival si propone infatti come un’occasione di confronto e di presa di posizione.

L’edizione di Contemporanea 2026 – Focus Danza. La sapienza del corpo nel tempo della non verità – prosegue il percorso di indagine avviato l’anno precedente. Parlare di sapienza del corpo in un momento storico che ha profondamente destabilizzato i concetti di relazioni umane e i processi percettivi significa restituire al corpo che danza il ruolo di luogo di pensiero, spazio critico e veicolo di conoscenza. Nella sua dimensione performativa, il corpo diventa una materia sensibile ma anche ricca di significati, capace di andare oltre gli schemi imposti.
Il festival si apre martedì 9 giugno alle ore 20 presso lo spazioK con “Nico, Desertshore”, un concerto danzato ispirato alla musica, alla voce e all’universo di Christa Päffgen, in arte Nico. Il suo album “Desertshore”, pubblicato nel 1970, fa da colonna sonora a una performance che intreccia danza, musica, poesia e memoria.
La serata prosegue alle ore 21.30 al Teatro Metastasio con “Abracadabra”, spettacolo a cura di CollettivO CineticO dedicato ai temi della magia e dell’immaginazione. L’artista Francesca Pennini parte da un’esperienza radicale di sparizione durata 130 giorni per raccontare la perdita dell’unità del corpo: corpi che perdono il contatto, che scompaiono nella dissoluzione della realtà, ma anche corpi capaci di rinascere.
Da mercoledì 10 a venerdì 12 giugno, inoltre, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci ospita una serie di appuntamenti realizzati in collaborazione con l’Istituto Alti Studi Coreografici, progetto promosso da KLM nell’ambito di Contemporanea/Focus Danza, con l’obiettivo di riportare il corpo al centro della riflessione contemporanea.
Il festival prosegue nella serata di mercoledì 10 giugno alle ore 20 al Teatro Fabbricone con “Malia – studio sull’incanto”, uno spettacolo ispirato alle ritmiche e alle melodie della trance music, mescolate alla brutalità e al massimalismo del black metal. La performance intreccia la letteratura esoterica ai nuovi artifici di seduzione adottati nella comunicazione digitale, affrontando il tema dell’incanto come esperienza di stupore assoluto.
Alle 21.30 il programma torna allo spazioK con “Ad Libitum”, espressione latina che significa letteralmente «secondo i propri desideri» o «fino alla sazietà». Lo spettacolo riflette sul desiderio — rinnovato o inaridito — di creare, incarnarsi, esibirsi, uscire da sé stessi, espandersi e dare vita a qualcosa di nuovo.
Il festival continua venerdì 12 giugno alle ore 20 nel Giardino del Teatro Fabbrichino con lo spettacolo “Amadriadi (solo version)”, che intreccia spazio urbano contemporaneo e danza. Alle 20.30, al Teatro Fabbricone, va in scena “Cuma”, un solo coreografico attorno alla figura della Sibilla che, intonando un canto di fine, mette in discussione lo stesso concetto di “corpo”.
Alle 21.30 il festival torna allo spazioK con “Dedica”, un lavoro che ha come obiettivo quello di instaurare un dialogo autentico con uno spazio fisico e con un suono unico, esclusivo e irripetibile, dando vita a una sorta di rituale in cui l’intimità diventa veicolo di una riflessione profonda e personale. Lo spazio si trasforma così in un contenitore di emozioni e percezioni, invitando il pubblico a partecipare a un dialogo al tempo stesso privato e collettivo.
Il Contemporanea Festival si avvia verso la chiusura sabato 13 giugno alle ore 20.30 al Teatro Metastasio con “L’Heure du thé”, in cui Rebecca Journo estende la propria ricerca ispirandosi ai lavori di Cindy Sherman, Francesca Woodman e ai ritratti di Amedeo Modigliani, orchestrando una serie di ritratti in movimento e rivelando identità frammentate.
Il festival si chiude definitivamente alle ore 22 al Teatro Fabbricone con un DJ show che si colloca a metà tra DJ set e teatro, dove il vero spettacolo diventa il pubblico che danza.










