PISTOIA – Lunedì scorso, ancora in vacanza nella bellissima isola greca di Cefalonia, sono entrato nel sito del tuo giornale per informarmi sul primo consiglio comunale di Pistoia nella nuova composizione, con Sindaco Giovanni Capecchi. Ho appreso, collateralmente, che il complesso I Diplomati debutterà domani sera con una nuova formazione alla Fondazione Tronci (benemerita). Chiarisco subito che è tutto legittimo e non c’è, in quanto segue, alcun accenno di polemica. Nessuno ha depositato il nome del gruppo. Dato però che questa questione de I Diplomati torna periodicamente, qua e là, anche sul tuo giornale, per chi fosse interessato, sono titolato a ricostruire qualche passaggio che ha, per me, un significato forte, trattandosi di parti non dimenticabili di vita vissuta.

I Diplomati sono stati fondati da quattro compagni di classe del Liceo Scientifico nel 1960: Ezio Menchi, sottoscritto, Giancarlo Galardini, Paolo Barbini, Paolo Mannelli. La prima formazione era completata da Franco Checchi, ottimo cantante e Sandro Stilli, al sassofono contralto. Il primo nome del gruppo fu Franco Rag (diplomato al Pacini in Ragioneria) e I Diplomati. Franco uscì per dedicarsi al teatro, come tutti sanno e Sandro uscì per frequentare la nobile facoltà di architettura di Venezia.
La formazione cambiò inserendo Franco Virdis alla batteria che sostituì Paolo Barbini che si rivelò un versatile e convincente cantante. Quella è stata la formazione più creativa e che ha dato un contributo vero, originale, per rinnovare la musica nella nostra area. Allora, nel nostro contesto, nessuno suonava la nuova musica come noi. Molti gruppi musicali sono nati a Pistoia sulla scia di quei Diplomati. Giancarlo ha conservato molte registrazioni (non so come facesse) che si possono ascoltare e che documentano quella bella, emozionante, felice, stagione. Poi vicende tragiche che ancora addolorano ci costrinsero a cambiare formazione altre due volte.
Lo storico bassista che tu citi (amico di molti anni e di molte avventure anche oltre la musica) fu da me chiamato a far parte del gruppo come batterista nella quinta versione del gruppo, poi, saltando altre vicende, passò al basso con l’ingresso di Roberto Carifi e David Pratesi. Nel contempo altri gruppi ci avevano sorpassato di gran lunga per qualità e spessore musicale. Uno per tutti: I Califfi. Ma in quei Diplomati un vero talento c’era: Roberto Carifi. Nella scena musicale di oggi, sarebbe diventato una star nazionale. Il percorso de I Diplomati si è chiuso nel 1968, quando l’esercito italiano mi ha coscritto come allievo ufficiale e poi ufficiale di complemento, di artiglieria. Allora erano 15 mesi. Da notare che nessuno dei gruppi derivati da I Diplomati ha più usato quel nome. David Pratesi e Roberto Carifi fondarono gli Ham and Figs, coinvolgendo un chitarrista di Quarrata, Gabriele Giannini, molto più bravo del chitarrista dei Diplomati. Nessuno dei gruppi che, tornato da militare, mi hanno coinvolto, insieme allo storico bassista, con altri grandi amici, Claudio Tesi su tutti, hanno più usato il nome Diplomati.
Mi piace questa cosa: è questione di stile, di sensibilità, di buon gusto, di rispetto di una storia, se pur minima, da ragazzi di strada, per citare Roberto Carifi. Non ho mai usato quel nome, neanche, come è successo, in singole occasioni, con piacere, questo è vero, ma le ragioni sono profonde e serie, non di noncuranza. Credo che sarebbe stato più giusto, più corretto, più elegante, lasciare I Diplomati al 1968. Questo sì, sarebbe stato un gesto di vero affetto.
Ezio Menchi









