FIRENZE – “L’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale è diventata centro di competenza per la protezione civile e, in questo ambito, sta lavorando a vari progetti per la messa in sicurezza idrica del territorio.

A tal proposito, c’è allo studio un progetto, che in questi mesi viene approfondito e affinato tecnicamente, per trasportare a Pistoia 20 milioni di metri cubi all’anno di acqua in uscita dal depuratore di San Colombano di Firenze. Un progetto che diminuirebbe la pressione sulla falda da cui attingono tante aziende ad uso irriguo. Tra l’altro si tratterebbe di acqua particolarmente ricca di azoto e fosforo, quindi nutritiva nei confronti delle piante dei vivai. Il depuratore di San Colombano ha una capacità di 60 milioni di metri cubi d’acqua.”
A riferirlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, che ieri mattina ha partecipato all’incontro tra l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale ed il ministro della Protezione civile Nello Musumeci.
“Con tale progetto si verrebbe perciò a realizzare un doppio effetto: diminuire la pressione sulla falda e migliorare la qualità dell’acqua a disposizione delle piante – sottolinea Alessandro Capecchi -. Va, ovviamente, creato un condotto importante lungo 20 chilometri, del diametro di 900 mm, con un costo stimato di 33 milioni di euro, il cui costo è stato proposto al Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico. Il finanziamento attualmente disponibile riguarda la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica della condotta di adduzione dal depuratore alla vasca di estremità. Per un importo di quasi 2 milioni.”
“Durante l’incontro con il ministro Musumeci si è anche parlato di progetti che riguardano la messa in sicurezza dell’Arno, per la quale negli ultimi tre anni la Regione ha ricevuto 450 milioni di euro dal Governo”, ricorda Capecchi.







