di Caterina Benini
SAMBUCA – A Sambuca Pistoiese il tempo si conta con lo scorrere dei “giorni della salute”, come li ha ribattezzati il sindaco Marco Breschi, quelli trascorsi senza che sul territorio comunale sia presente un medico di riferimento. Oltre 1.432 giorni, quasi quattro anni, per una comunità di circa 1.400 abitanti, distribuiti su un territorio vasto e frammentato.

Per rendere visibile un’assenza che rischia di diventare normalità, il sindaco ha fatto installare un contatore luminoso sopra la porta d’ingresso del Comune, nella frazione di Taviano. Il numero continua a salire, giorno dopo giorno, ricordando a tutti una situazione che significa disagio concreto, soprattutto per una popolazione in gran parte anziana.
L’obiettivo non è avere necessariamente un medico tutti i giorni, ma almeno una presenza sul territorio che possa rappresentare un punto di riferimento, anche un paio di volte alla settimana. Attualmente per una visita, una necessità sanitaria o una situazione che richieda un intervento tempestivo, molti cittadini sono costretti a spostarsi altrove o a ricorrere a prestazioni private.
Il problema è ancora più evidente nelle frazioni isolate. Al confine con l’Emilia-Romagna, capita spesso che i cittadini si rivolgano all’ospedale di Porretta Terme, trovandosi però a fare i conti anche con le difficoltà amministrative e burocratiche legate al fatto di essere in un’altra regione.
Una situazione che Sambuca ha denunciato più volte e che nei giorni scorsi è arrivata anche alla televisione nazionale. “La vita in diretta” nell’edizione estiva, ha dedicato un collegamento alla vicenda, con le riprese davanti al Comune. Accanto al sindaco Breschi c’erano numerosi cittadini, pronti a raccontare in prima persona il disagio di vivere in un territorio montano nel quale l’assistenza medica di prossimità è diventata un’emergenza.
Ai microfoni della trasmissione, Breschi ha raccontato che: «A Sambuca si sta bene, c’è l’aria fresca, c’è bella gente, c’è un ambiente meraviglioso». Un vero e proprio appello rivolto a quei medici che potrebbero raccogliere la sfida e scegliere di prestare servizio in questo angolo della montagna pistoiese.
Il contatore non si ferma e il sindaco ha già annunciato che se arriverà a 1500 giorni senza medico, intorno al 21 ottobre, a Sambuca Pistoiese organizzerà una “festa protesta”.
Un modo originale per riportare l’attenzione sul problema e far sentire ancora una volta la voce della comunità. L’augurio degli abitanti è che quel numero non venga mai raggiunto e che, prima di allora, qualcuno raccolga l’appello.
Dietro ai numeri del contatore non ci sono soltanto i giorni trascorsi senza dottore, ci sono persone, soprattutto anziane, che chiedono semplicemente di poter contare su un medico vicino a casa. Un presidio di prossimità che per una comunità di montagna non è un lusso, ma una necessità.
Intanto però il contatore continua a correre, Sambuca Pistoiese spera davvero che qualcuno lo fermi.









