FIRENZE – “I residenti, le associazioni e tutti gli eletti della montagna pistoiese hanno diritto di conoscere il fantomatico progetto pilota per il “Pacini” di San Marcello, e di esprimersi sulle condizioni della sanità che impattano sulla loro pelle. I servizi territoriali non possono sostituire un presidio di emergenza, considerate anche le importanti distanze dagli altri ospedali, come quello di Pistoia.

L’assessore Monni ha, finalmente, scoperto le carte dichiarando alla festa dell’Unità, perché loro non parlano dei problemi e dei progetti che riguardano la popolazione nelle sedi apposite come la Consulta socio sanitaria, che il “Pacini” non sarà mai più un ospedale. Ha detto che insieme all’Università ed ai tecnici della Regione hanno preparato un progetto pilota che dovrebbe riguardare il “Pacini” di San Marcello ma senza Pronto Soccorso. Lo chiamo così, “Pacini”, e non ospedale, perché ad oggi, purtroppo, non lo è privo, infatti, del Pronto Soccorso e dei servizi a corredo che nel progetto, ancora sconosciuto, non viene previsto. La giustificazione anche in questo caso è stata la carenza di medici. Addirittura, ha spiegato Monni, che fa parte di una Giunta regionale che si vanta, a livello nazionale, di avere il miglior sistema sanitario italiano, che mancano i medici anche al Pronto Soccorso di Arezzo. Queste non sono motivazioni che possono essere accolte e condivise. Così come non è accettabile che i sindaci conoscano il progetto (da quanto tempo? A quale livello di dettaglio? Con quali incontri svolti?) senza aver riferito nulla ai rispettivi consigli e senza aver convocato da tempo la Consulta socio sanitaria.
Abbiamo, perciò, riproposto la nostra mozione per la classificazione di area disagiata della montagna pistoiese per sostenere, davvero, la realizzazione di un ospedale al “Pacini” di San Marcello, mozione decaduta quando Matteo Biffoni era presidente della Commissione Sanità. Noi non molliamo in questa battaglia e vogliamo capire perché i sindaci, che Monia Monni ha chiamato in causa dicendo che c’è una trattativa aperta, non hanno ancora convocato la Consulta socio-sanitaria.”
Alessandro Capecchi, Consigliere regionale di Fratelli d’Italia









