PRATO – “Le parole di Targetti sui suoi canali social hanno superato ogni limite. Paragonare le consigliere e i consiglieri comunali di maggioranza ai fascisti è un’affermazione vergognosa, che nulla ha a che fare con il confronto politico.

Farlo a tre giorni dall’anniversario della Liberazione di Prato è ancora più grave e si commenta da solo. L’idea, poi, di accompagnare queste uscite con le foto dei sei membri della Commissione, quasi fossero dei ricercati, è inaccettabile e ha il solo scopo di alimentare un clima d’odio in città.
Mi chiedo se il resto dell’opposizione di centrodestra condivida questo linguaggio e questi modi. Mi auguro di no. Rispetto a Targetti, spero che il consigliere ritrovi al più presto il senso della misura, nell’interesse di un confronto politico serio, che a Prato i cittadini si aspettano e meritano”.
Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD Prato
Bracone (Donne Democratiche): “Targetti? Inaccettabile chiamare in causa singolarmente due consigliere”
“Pur rispettando il diritto di ogni forza politica di esercitare il proprio ruolo di controllo e critica, non posso condividere le modalità con cui è stato impostato questo attacco pubblico. In particolare, trovo inopportuno che vengano chiamate in causa personalmente due consigliere, Elena Pieralli e Arjana Salimusaj, quasi fossero tenute a giustificare il proprio operato più degli altri consiglieri citati. Se si ritiene che vi sia una responsabilità politica, essa deve essere attribuita e discussa in modo uniforme e collettivo, senza individuare singole persone sulla base di valutazioni che appaiono più personali che istituzionali. Ancora meno condivisibili sono le insinuazioni contenute nel testo, come quelle che lasciano intendere paure, omissioni o comportamenti non trasparenti senza fornire elementi concreti a sostegno. Il confronto politico può e deve essere anche duro, ma dovrebbe sempre mantenersi sul piano dei fatti, del rispetto reciproco e della correttezza istituzionale. Le consigliere e i consiglieri comunali meritano di essere giudicati per le proprie scelte e per il proprio operato, non di essere esposti a forme di pressione pubblica che finiscono per assumere i toni dell’attacco personale”.
Luana Bracone, portavoce della Conferenza Donne Democratiche di Prato









