venerdì, Settembre 11, 2026

The dUMb rinnova i suoi spazi interni nel segno dell’arte

PISTOIA – Una riapertura dopo la pausa estiva per una nuova stagione di eventi, incontri e musica dal vivo nel segno del rinnovamento degli spazi interni, con un intervento artistico che ha riguardato soprattutto il soffitto della saletta che ospita il bar.

Un concerto al The dUMb di Pistoia (foto di Simone Tofani)

Grazie alla collaborazione fra Enrico Ravalli, da cinque anni titolare del locale The dUMb – in via della Torre 31 angolo via dell’Acqua, nel pieno cuore medievale della città – e l’artista pistoiese Walter Di Piazza, le scorse settimane di chiusura durante la pausa di agosto sono state sfruttate per realizzare lavori di rinnovamento degli spazi interni nel segno dell’arte che sono andati non a stravolgere, ma anzi a consolidare l’identità di un music pub che vuole proporsi sempre di più come un ambiente aperto e vivace, un luogo di incontro e di socializzazione ma anche un punto di ritrovo per artisti e musicisti in cui poter esprimere la propria creatività.

“Fin da quando ho acquisito il locale, ancora durante il periodo della pandemia, ho avuto nelle mie corde l’idea di collaborare con artisti – spiega Enrico – quest’estate avevo già in mente di cambiare alcune cose e di rinnovare un po’ gli interni, e grazie alla disponibilità di Walter che si è subito offerto ho colto al volo l’occasione di dare nuova vita al soffitto della saletta d’ingresso, quella dove c’è il bancone del bar, ideale per ospitare un intervento artistico. Walter ha affrescato la volta con elementi e figure tratti dal suo immaginario artistico e inoltre ha lasciato alle pareti in esposizione temporanea alcune sue opere, in vista di una riapertura, avvenuta lo scorso fine settimana, che ha presentato a chi c’era un locale dall’atmosfera ancora più colorata, familiare e accogliente”.

Due particolari delle decorazioni nel soffitto affrescato da Walter Di Piazza (fotografie di Chiara Fiorentini e Stefano Nicoli)

“Ho pensato di far leva sulle emozioni di chi entra nel locale e alzando lo sguardo vede questi alberi che dai lati si prolungano con i loro rami e si intrecciano con le loro foglie verso il centro del soffitto – aggiunge Walter – è un’opera pensata anche per giocare con le luci del locale, le figure possono essere viste in modo anche molto diverso a seconda del colore della luce che le illumina. Altra cosa interessante, le decorazioni alle pareti riprendono quelle delle piastrelle del pavimento, che è originale, non è mai cambiato e dovrebbe risalire addirittura agli anni Quaranta”.

Enrico ha poi sottolineato il suo intento di rendere The dUMb un locale sempre più aperto alla musica dal vivo e alle band, già affermate o emergenti, in cerca di un luogo dove poter suonare la propria musica e far conoscere al pubblico le proprie canzoni, presentare i propri album e incontrare le persone in un contesto informale. Tante band provenienti anche da fuori regione hanno calcato il palco del The dUMb, “intercettate” da Enrico durante i loro tour in giro per l’Italia e protagoniste di live molto partecipati.

Con una scelta coraggiosa e in controtendenza rispetto alla “politica musicale” di altri locali, che accolgono più volentieri cover band capaci di “muovere” un certo tipo di pubblico, The dUMb ha sempre ospitato in netta prevalenza progetti musicali originali, dando loro uno spazio dove esibirsi e facendo leva sulla curiosità di un pubblico molto attento alla presenza di band forse meno conosciute ma di assoluto valore.

Una vicinanza, quella tra musicisti e ascoltatori, che al The dUMb diventa anche fisica: tra il palco posto su un lato della sala e il pubblico che sta in piedi o a sedere sugli sgabelli non ci sono barriere, entrambi condividono insieme un medesimo spazio in cui ogni distanza si annulla.

E le dimensioni ridotte dell’ambiente – anche se a breve inizieranno altri lavori di ristrutturazione di un ex magazzino adiacente, per ricavare un’ulteriore saletta interna – non sono viste come un grave limite, perchè la natura del locale è quella di un luogo dove ci si incontra, si chiacchiera e si socializza a stretto contatto, sorseggiando una birra in piedi, fedeli alla vecchia tradizione dei pub anglosassoni.

“L’idea è quella di non limitarsi alla ristorazione nuda e cruda, che alla fine dei conti c’è un po’ dappertutto e rischia di omologare i locali – conclude Enrico – sono molto più interessato a una comunità di artisti e musicisti che cercano un luogo di ritrovo, un punto di riferimento fisico in cui poter suonare dal vivo e parlare di arte e di musica: è questo il valore aggiunto che vorrei dare a questo spazio. E il rinnovamento che abbiamo fatto con Walter non è un’idea buttata là in maniera casuale, ma rientra perfettamente in questo progetto più ampio per rafforzare l’identità del locale”.

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