domenica, Settembre 13, 2026

Giovani e cinema: ragazzi da tutto il mondo alla Mostra del Cinema di Venezia

dal nostro inviato Stefano Di Cecio

VENEZIA – Chiunque arrivi al Lido di Venezia per la Mostra internazionale del cinema entra in un mondo sospeso fra il reale e l’immaginifico con una popolazione propria, fatta di artisti, critici, autori, tecnici, spettatori e giovani, sì, tantissimi giovani.

Sono lì a vario titolo, curiosità, passione, studio, sono la dimostrazione reale che il cinema è vivo, giovane con i piedi ben saldi nel presente e la mente nel futuro. Perchè, a prescindere dal supporto, sia questo pellicola o flusso elettronico di dati, il desiderio di raccontare storie esisterà fino a che l’umanità stessa esisterà.

Voglio parlare di giovani e allora, senza nessuna pretesa scientifica ma basandomi esclusivamente sul caso, ho fatto un po’ di domande ai ragazzi che incontravo sul traghetto n. 20 che collega Venezia con il Lido, e li condivido con chi avrà la pazienza di leggere.

Alcuni dei ragazzi incontrati sul traghetto 20

La prima che incontro si chiama Alessandra, ha ventuno anni e viene da Milano.

Quanti giorni ti trattieni al festival?

Questo è l’ultimo dei sei giorni della mia permanenza.

Qual è il motivo per cui sei qui?

Sono con l’Associazione Cinecircoli Giovanili Socioculturali con l’impegno di assegnare il premio Lanterna Magica, alcuni di noi guardano i film e propongono un titolo alternativo a quelli proiettati che deve essere però un film con tematiche giovanili. 

È la prima volta che vieni?

No, la terza, quando abbiamo iniziato io e altri amici avevamo tutti quanti diciott’anni e non siamo pochi, siamo un bel gruppo.

Come ti sembra questa edizione della mostra?

Per la qualità dei film che ho visto, preferisco le altre a cui ho partecipato, soprattutto quella dell’anno scorso mi è piaciuta tantissimo. Quest’anno me la sono vissuta in modo diverso, cioè non è solo la qualità dei film, sono anche io che ho preferito guardare qualche film in meno al giorno, per godermeli meglio. Precedentemente ne ho guardati anche sei al giorno per arrivare all’ultimo di cui non mi ricordavo neanche il titolo. 

Che genere preferisci? 

Preferisco film che trattano temi giovanili come 15/18 (a place to real), un film in francese, ma in generale adoro i thriller ma non quelli basati su storie vere perchè mi angosciano troppo. Preferisco le storie di fantasia ma ho visto La Città dei vivi di Edoardo Gabbriellini e mi è piaciuto in realtà il fatto che lo sguardo non fosse sul crimine in sé, sul delitto, ma sulla vita quotidiana della vittima.

Ho incontrato Riley proveniente dallo stato del Nebraska negli USA, vent’anni, studente presso l’università di Lincoln capoluogo della contea di Lancaster. Rimane a Venezia per due settimane, dal primo di settembre fino al 13.  Studia cinema ed è arrivato da solo sostenendo tutti i costi del soggiorno. Ha già visto molti film e si augura di vederne molti altri ancora.

Il gruppo incontrato al Lido in prossimità della sede della Mostra

Poi è la volta di Marta, Giuseppe, Orlando, Giovanni ed altri quattro ragazzi della scuola di cinema DVAS di Firenze con un età compresa fra i diciannove ed i ventiquattro anni insieme alla Direttrice della scuola. Sono arrivati a Venezia da solo un giorno e conseguentemente hanno visto per ora solo un film.

Come vi sembra quest’anno il festival?

Non siamo stati gli altri anni, quindi per noi è una prima volta.

Avete qualche interesse particolare per quanto riguarda i film in programma?

Abbiamo cercato di prenotarci per vedere la maggior parte i film in concorso.

Parla la Direttrice:

Siamo una scuola di cinema di Firenze che ha un percorso specifico di recitazione cinematografica e si sviluppa in tre anni.

Loro sono i ragazzi che hanno concluso il master ma hanno deciso di continuare la formazione perché sono anche rientrati in agenzia e stanno iniziando a lavorare a diversi di loro sono stati quest’anno su dei set in uscita con dei progetti cinematografici e televisivi e l’anno scorso hanno deciso di concludere il loro percorso chiedendo di poter partecipare a Venezia dove noi mandiamo solitamente  il vincitore di una borsa di studio legato al premio Carabba del Cinema Spazio Alfieri di Firenze.

Quest’anno i compagni della vincitrice hanno detto no, veniamo anche noi e quindi la scuola ha organizzato cinque giorni al festival organizzando i pass per gli accessi.

I ragazzi si stanno informando sui film, ma non sempre è semplice, perchè nonostante uno abbia l’accredito da tempo, non sempre viene garantita la visione dei film. È comunque un’occasione incredibile per ragazzi della scuola della loro età, perché possono vedere sia quello che concerne la presentazione dei film, ma anche come si muove la macchina di questa industria all’interno di un festival e tutti i compartimenti che rappresenta.

Un altro gruppo scolastico, parliamo con Hermes, responsabile di un progetto di educazione al cinema. Fanno parte di un’associazione di Montebelluna, provincia di Treviso, che da qualche anno grazie al piano nazionale Cinema e Immagini per la scuola, promosso dalla direzione cinema del Ministero della Cultura e dal Ministero dell’istruzione del Merito, realizza un percorso che parte dalle elementari e arriva fino alle superiori, di educazione al cinema.

Questo sia con visione di film e lezioni sul linguaggio audiovisivo e poi laboratori con cui gli studenti hanno l’occasione di sperimentare le varie professioni, dalla scrittura alla regia, dai costumi alla fotografia, al montaggio per poi realizzare sia dei cortometraggi di finzione che documentari.

Siete qui per un percorso formativo?

Allora sì, questa è la terza volta in cui veniamo, quest’anno siamo venuti giovedì scorso a presentare in anteprima i cortometraggi all’interno di un evento alle giornate degli autori dedicato proprio alle politiche pubbliche nell’ambito della formazione del cinema. Venerdì siamo stati alla casa cinema giovani aperta quest’anno dai ministeri a portare la testimonianza del progetto e oggi nello spazio della regione Veneto sempre a far raccontare agli studenti il percorso svolto.

Quanti siete?

Oggi qui una cinquantina, giovedì scorso eravamo un centinaio dipende dai giorni.

Età media?

17 anni.

Mi rivolgo a Siria, una delle ragazze presenti che lo scorso anno è stata anche in giuria al Giffoni con questa domanda:

Qual è il genere che preferisci?

A me piacciono tantissimo i film che hanno come protagonisti adolescenti, mi piace rivedermi nel cinema e storie,  però mi piace anche tanto l’horror.

Ines, la loro insegnante di filosofia, aggiunge;

Questo è un grande evento che catalizza persone da tutto il mondo, è un crocevia di esperienze fantastiche per i ragazzi. Una volta intrapreso questo percorso capiscono che attraverso il cinema hanno effettivamente la possibilità di oggettivare il loro sentire, le loro emozioni, i loro vissuti in maniera alternativa e ritornando a una forma d’arte e di espressione che è la più tra le più autentiche e anche le più primordiali. Quindi diventa una grande esperienza di crescita.

Per finire due parole sul più giovane regista italiano presente alla mostra, ovvero Paolo Strippoli, classe 1993. In corsa per il Leone, porta in concorso L’estranea con Jasmine Trinca, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi.

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