lunedì, Settembre 14, 2026

Filiera del grano 100% toscano: inaugurato il nuovo Molino San Matteo a Castelfiorentino

CASTELFIORENTINO (FIRENZE) – A Castelfiorentino è stato inaugurato il Molino San Matteo. L’impianto sorge adiacente allo stabilimento produttivo di Cerealia, società controllata al 100% da Unicoop Firenze che si occupa della produzione di pane, pizze, focacce e prodotti da forno, freschi e surgelati. Il nuovo mulino completa e amplia il polo industriale, integrando la sezione di macinazione direttamente al sito di panificazione. Con l’avvio del mulino prende corpo un modello di filiera integrata unica nel Centro Italia, capace di connettere direttamente la produzione agricola del territorio al consumatore finale.

L’inaugurazione del molino

Il progetto è frutto della collaborazione tra Unicoop Firenze, Cerealia e Molini Popolari Riuniti, la cooperativa che prende in gestione il mulino, portando il know-how e l’esperienza di filiera sviluppata in oltre 70 anni di attività nell’arte molitoria, nella selezione dei grani e nel controllo qualità. I tre partner rappresentano i diversi anelli della filiera, che coinvolge anche più 100 agricoltori toscani da cui proviene il grano tenero macinato nell’impianto.

Nata sotto il segno della cooperazione, la filiera “dal campo alla tavola” unisce così il lavoro dei coltivatori locali a quello delle tre imprese che ne guidano la trasformazione e la vendita. Il mulino entra in funzione con il raccolto 2026, inaugurando una produzione all’insegna della sicurezza alimentare e della filiera corta. Il grano lavorato nel mulino sarà infatti 100% toscano, senza glifosate e a residuo zero.

Nello specifico, l’attività dell’impianto sarà assorbita per circa il 70% dalla lavorazione del grano toscano destinato a questa filiera, lasciando margini di capacità per altre lavorazioni extra-filiera da parte di Molini Popolari Riuniti.

Grazie al tragitto brevissimo che separa il mulino da Cerealia, anche la catena distributiva si accorcia ulteriormente: la farina in uscita dal mulino rifornirà direttamente Cerealia e i 29 punti vendita di Unicoop Firenze con produzione interna, per garantire pane e prodotti di forneria a tracciabilità totale, sicuri e a un prezzo giusto per chi compra e per chi produce.

L’inaugurazione del mulino si è tenuta alla presenza di Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, Emidio Granchi, presidente di Cerealia Matteo Baldelli, presidente di Molini Popolari Riuniti. All’evento hanno portato i loro saluti l’eurodeputato Dario Nardella, il presidente Regione Toscana, Eugenio Giani, Leonardo Marras, assessore all’economia, turismo e agricoltura Regione Toscana, Simona Meloni, assessore alle politiche agricole e agroalimentari della Regione Umbria, e hanno partecipato i sindaci dei Comuni di Castelfiorentino, Certaldo, Empoli e Montaione. Presenti all’appuntamento anche i componenti del Consiglio di sorveglianza e del Consiglio di gestione di Unicoop Firenze, quest’ultimo guidato dalla presidente Maura Latini.

Il modello di filiera integrata

Il progetto si basa su un patto di cooperazione regionale che si sviluppa attraverso cinque fasi sinergiche:

1. Il conferimento: Gli agricoltori toscani coltivano e raccolgono il grano tenero seguendo rigidi disciplinari di produzione volti alla massima sostenibilità ambientale.

2. La molitura: Il grano viene selezionato, stoccato e macinato nel nuovo Molino San Matteo di Castelfiorentino da Molini Popolari Riuniti. La vicinanza allo stabilimento Cerealia azzera le distanze logistiche: gli agricoltori conferiscono il grano in loco, alimentando in tempo reale la lavorazione interna. Qui il mulino svolge funzioni cruciali: seleziona i lotti migliori tramite campionamento e trasforma il grano in farine d’eccellenza con moderni macchinari e selezionatori ottici. Tutto il processo segue il criterio della tracciabilità totale.

3. La panificazione industriale: La farina 100% toscana, fresca di macinatura e a chilometro zero, passa immediatamente ai siti produttivi di Cerealia e ai 29 punti vendita Unicoop Firenze con reparto di produzione interna, per essere trasformata in pane e prodotti da forno di alta qualità.

4. La distribuzione al consumatore: I prodotti dei Coop.fi e di Cerealia arrivano sulle tavole dei consumatori, offrendo ai soci e ai clienti pane e panificati di qualità, sicuri, trasparenti, frutto di una filiera locale, che garantisce un equo compenso agli agricoltori e un giusto prezzo ai consumatori.

5. Il recupero dell’invenduto: Il pane non venduto nei punti vendita Unicoop Firenze viene raccolto e restituito a Cerealia, che lo vende a una rete di mangimifici per la produzione di alimenti zootecnici. Secondo la filosofia del “non si butta via niente”, questo processo circolare azzera gli sprechi trasformando le eccedenze in una risorsa, riduce l’impatto ambientale e garantisce la completa sostenibilità ed efficienza della filiera.

La farina: 100% toscana, senza glifosate, residuo zero

Questo assetto segna il culmine di un percorso tutela dei consumatori avviato da Unicoop Firenze oltre vent’anni fa. Già dal 2005, infatti, la cooperativa ha introdotto la farina 100% toscana in tutte le sue produzioni interne. Nel corso degli anni successivi, i disciplinari di coltivazione sul campo sono stati ulteriormente sviluppati per escludere totalmente l’utilizzo del glifosate. Oggi, nel 2026, la filiera compie un passo in più verso la massima sicurezza alimentare introducendo la certificazione a residuo zero per le proprie farine.

Il valore strategico della filiera

L’inaugurazione del Molino San Matteo a Castelfiorentino è un traguardo importante perché completa il sito produttivo di Cerealia, avviato tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021. Con l’attivazione del mulino, già presente nel polo produttivo ma non utilizzato, si chiude il cerchio della filiera corta. Il progetto valorizza la cerealicoltura toscana, legando la produzione a un’area geografica ben definita: al mulino arriva il grano tenero coltivato nelle aree agricole delle province di Firenze, Grosseto, Pisa, Siena, con ulteriori conferimenti dalla Valdichiana.

Nel contesto attuale, caratterizzato dall’estrema volatilità dei prezzi delle materie prime, dalle tensioni geopolitiche e dagli effetti del cambiamento climatico sui raccolti, costruire una filiera agroalimentare solida offre una garanzia sia per i consumatori che per i produttori. Attraverso patti di produzione, infatti, la filiera rappresenta un punto di riferimento per il mondo agricolo, assicurando il ritiro dei raccolti pianificati. La filiera, così organizzata, mira a costruire un principio di corresponsabilità lungo tutta la catena del valore, in cui l’attenzione al mondo agricolo si unisce all’impegno per la salvaguardia del potere d’acquisto dei consumatori. Un patto di solidarietà territoriale che, valorizzando la produzione locale, agisce come presidio per mitigare l’impatto delle tensioni dei mercati sul prezzo finale e sui bilanci delle famiglie.

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