FIRENZE – L’estate appena passata verrà ricordata come una tra le più calde e siccitose a causa dei cambiamenti climatici in corso. Anche gli animali hanno sofferto di questa situazione che ha impoverito drasticamente le risorse idriche del territorio.
Per questo motivo ben 17 associazioni ambientaliste e animaliste avevano rivolto una richiesta a tutti i Sindaci toscani chiedendo un intervento a tutela della fauna selvatica in virtù della legge regionale 3/1994 che consente ai Sindaci, in caso di gravi situazioni ambientali, di chiedere alla Regione di sospendere o ritardare l’inizio dell’annata venatoria.
Stesso appello era stato poi inviato al Presidente della Regione, Eugenio Giani che, in virtù delle normative vigenti e delle sue deleghe alla caccia, avrebbe potuto (e, a nostro avviso, dovuto) disporre l’annullamento della preapertura ed il posticipo dell’apertura generale al 1 ottobre. Tale richiesta era stata accolta anche da gruppi politici della maggioranza in regione.
Purtroppo, ancora una volta, il governo e la dirigenza della Regione Toscana non hanno ravvisato nessun elemento di criticità. Dalla Regione nessun riconoscimento degli effetti dello stress idrico su una fauna, che invece dalle condizioni ambientali di questa estate è stata portata allo stremo, mettendone a rischio il successo riproduttivo della stagione, la sopravvivenza dei giovani dell’anno e degli stessi adulti, la possibilità per le specie migratrici di arrivare con sufficiente preparazione ed energie al grande volo migratorio.
Situazioni di questo tipo favoriscono inoltre l’insorgenza di infezioni ed epidemie, favorite dalla qualità deteriorata delle acque residue e dal caldo (si pensi al botulismo, ma non solo). Inoltre, a fine di una estate di questo tipo, gli animali si concentrano necessariamente dove rimangono ancora le poche risorse idriche rimaste e questo rende ancora più grave l’impatto del concedere una attività di caccia, che proprio su queste aree si andrà a localizzare, facilitando prelievi da parte dei cacciatori che diventano stragi. Ma questi aspetti pare che non interessino agli organi preposti a tutelare la fauna, che dovrebbe essere considerata come un “bene indisponibile dello Stato” e non solo oggetto di mero divertimento.
E così, all’alba di mercoledì 2 e di domenica 6 settembre, a colpi di fucile, è iniziata la mattanza degli uccelli, poveri animali già indeboliti dalla lunga siccità. Il presidente Giani aveva avuto il coraggio di dichiarare sulla stampa che erano bastati due giorni di pioggia a fare finire la siccità e riportare la situazione alla normalità! Oltretutto la Regione Toscana mostra una grave contraddizione, perché riconosce la situazione di estrema siccità e di estremo pericolo di incendi, in modo da approvare il taglio degli alberi per creare strisce frangifuoco, ma nega lo stato di criticità idrica quando le vittime sono gli animali, esseri senzienti che non votano e la cui vita è nelle nostre mani e dipende dalle nostre scelte.
Si è voluto concedere questi due giorni per far divertire 3000 cacciatori che hanno partecipato alla mattanza (il 5% del totale) invece di tutelare la fauna selvatica che è patrimonio di tutti noi. Una scelta politica discutibile, di cui le responsabilità sono del tutto chiare. Rabbia e sconforto è lo stato d’animo di chi invece si aspettava dalla giunta regionale una scelta ben diversa.
Oltre che dalla Regione, che non è certo nuova nel fare di tutto per accontentare le lobbies dei cacciatori, anche da parte dei Sindaci toscani, che dovrebbero essere i custodi del territorio, ci si augurava una presa di posizione più forte e responsabile.
Dispiace per i circa 30.000 uccelli uccisi e per tutti gli altri rimasti ad agonizzare e non recuperati e quindi non conteggiati nei dati ufficiali. Dispiace per gli atti di bracconaggio a danno di specie protette, confermati dall’attività delle guardie ambientali, che rappresentano solo la punta dell’iceberg del problema, perché purtroppo la maggior parte di questi vili atti non vengono scoperti e denunciati.
Per questo le scriventi associazioni continueranno a denunciare questi atteggiamenti, spesso antiscientifici, affinché la caccia, attività anacronistica e barbara, giunga alla fine, prima che sia troppo tardi e si assista al completo depauperamento della fauna.
Desideriamo poi ringraziare i vari rappresentanti istituzionali comunali che hanno con mozioni, interrogazioni e appelli raccolto la nostra richiesta. Il ringraziamento più grande va comunque alle migliaia di persone che hanno appoggiato l’iniziativa e che ci hanno fatto sentire la loro vicinanza anche in questo momento di sconforto. A loro va il nostro grazie, con l’invito a non arrendersi perché questa battaglia è stata persa, ma siamo convinti che riusciremo alla fine a ottenere una più giusta tutela per la nostra fauna. Non ci fermeremo.
Le associazioni
Associazione Adorno,
Attp,
CABS,
CERM
Gabbie Vuote OdV,
Il Giardino dei Fenicotteri APS,
Lav,
Legambiente Toscana,
LIPU,
Natura e Boschi OdV
Onda,
WWF










