ABETONE CUTIGLIANO – Restiamo sconcertati, non tanto dalle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Monni, quanto dal metodo e dal trattamento riservato.
La montagna da sempre fa sentire il suo grido rispetto al taglio dei servizi e della sanità. Una sanità che al Pacini funzionava e che era ben vista anche da chi veniva da fuori. Poi la politica regionale ha deciso di tagliare e toglierci i diritti costituzionali e previsti dalle leggi (vedi decreto Balduzzi).
L’ultimo grande evento è stato il presidio davanti all’ospedale e la manifestazione dal titolo “Dal Pacini Non Si Scende”. Manifestazione che con largo anticipo aveva invitato l’assessore a presentarsi.
E invece Monia Monni ha preferito la Festa dell’Unità di Santomato, ben distante dalla montagna e dai suoi servizi, per dire un NO che ha fatto raggelare la montagna prima del consueto inverno.
Oltre il danno anche la beffa, non solo dichiara che il Pacini non sarà mai più un Pronto soccorso e un ospedale ma non si degna di venirlo a dire di fronte al popolo della montagna né tanto meno nelle sedi istituzionali appropriate.
Oltre ciò si scopre che vi è un “progetto pilota” di cui i Sindaci sono al corrente e qui si comprende che oltre alla sanità probabilmente viene a mancare la democrazia. Si, perché i Sindaci stanno in silenzio lavorando a un qualcosa senza informare né i consigli comunali, né la consulta Socio sanitaria, nemmeno soprattutto la popolazione.
Ricordiamo che il così detto patto Rossi, firmato da Rossi Petrucci e Marmo, volente o nolente prima della sua firma fu portato e discusso nella Consulta della salute. Adesso invece tutto tace e si allinea a quel progetto della sinistra a targa PD che pubblicamente si divide un po’ pro e un po’ contro, ma che poi quando decide taglia il Pacini e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Il Gruppo Siamo Abetone Cutigliano non sta certo in silenzio e si è mosso per chiedere una convocazione urgente della Consulta socio sanitaria per chiedere chiarimenti e approfondimenti. Noi non abbasseremo mai la guardia sulla sanità e sulla tutela dei diritti in montagna e attraverso i nostri canali abbiamo chiesto interrogazioni anche a livello regionali.
L’unica soluzione è il riconoscimento di area disagiata che permetta la restituzione di un Pronto soccorso degno della dignità di un popolo.
Siamo Abetone Cutigliano









