di Riccardo Agostini
PISTOIA – A 70 anni dalla morte di Piero Calamandrei, nella Sala Maggiore del Palazzo comunale di Pistoia si è tenuta la presentazione del libro “Il Miracolo della Ragione”. Si tratta di una raccolta di articoli pubblicati tra il 1946 e i primi mesi del 1947 sulla rivista “Il Ponte” dal grande giurista fiorentino, nonché padre della nostra Costituzione. Una serie di interventi che Piero Calamandrei dedicò alla nascente Repubblica Italiana, alla vigilia e subito dopo il referendum che decretò la caduta della monarchia e il passaggio al sistema repubblicano. Un referendum per il quale furono chiamate al voto, per la prima volta nella storia del nostro paese, anche le donne.

E proprio da uno di questi articoli prende il titolo il volume, curato da Silvia Calamandrei, nipote di Piero, con la prefazione di Vannino Chiti, presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza. Si intitolava proprio “Il Miracolo della Ragione” il testo pubblicato sul Nuovo Corriere della Sera del 9 giugno del 1946, a commento del risultato del referendum tenutosi il 2 giugno, con il quale si sanciva la nascita della Repubblica.
“Mai nella storia è avvenuto né mai ancora avverrà – sosteneva nell’articolo Piero Calamandrei – che una Repubblica sia stata proclamata per libera scelta di popolo mentre era ancora sul trono il re”. Per concludere il suo pensiero con un grido di speranza: “Repubblica voluta, meditata, paziente, ragionata. Non un impeto di generosa illusione romantica, ma una prolungata prova di coscienza civile e di riacquistata ragione. Reprimiamo nel cuore la commozione che vorrebbe salire; limitiamoci ad accorgerci con pacata serenità consapevole che una Repubblica nata così è destinata a durare nei secoli”. Ma era consapevole anche che è una promessa che va rinnovata ogni volta che è necessario, perché, spiegava agli studenti universitari e medi di Milano nel 1955, che “non è una Costituzione immobile che abbia fissato un punto fermo, è una Costituzione che apre le vie verso l’avvenire”.
Al convegno, coordinato da Chiara Innocenti dei Progressisti in Cammino, hanno partecipato il Sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi, la curatrice Silvia Calamandrei, e Vannino Chiti, autore della prefazione.
“Non basta celebrare gli 80 anni della nostra Repubblica – ha spigato Silvia Calamandrei – perché già allora Piero vedeva segni di disaffezione, di quella che lui chiamava ‘desistenza’. Il rischio che si perdesse la memoria della lotta che era occorsa per arrivare a quel risultato. Il libro è una specie di ‘instant book’ per far rivivere quel processo in modo immediato. Se fosse oggi qui Piero cosa penserebbe? Sarebbe molto preoccupato, credo, per le sorti del pianeta. Già allora pensava che il genere umano avrebbe potuto, con le armi di distruzione di massa, autodistruggersi”.

Bisogna, quindi, essere sempre pronti e attenti a mantenere viva la carta che detta i principi per la nostra convivenza pacifica, giusta e libera. Una considerazione condivisa anche da Vannino Chiti. “Oggi la Costituzione è un punto di partenza – ha affermato alla fine il presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza – per tutti gli italiani. Dovrebbero sentirla tutti come riferimento comune, come valori condivisi. Occorre, però, portarli a compimento. Oggi si rischia di rimettere in discussione aspetti fondamentali della nostra Costituzione. Anche se non ci sono stati fatti che la sconvolgono, bisogna fare attenzione perché la Costituzione materiale può divorare la Costituzione come è stata scritta. Se viene costruita una legge elettorale, e siamo di fronte a questo, che mette in discussione gli equilibri di fondo della carta costituzionale, occorre difenderla”.
Infine, è intervenuto il Sindaco Giovanni Capecchi: “Quello che presentiamo – ha sottolineato – è un libro importante perché descrive un momento fondamentale della nostra storia, ma è significativo anche per il presente. Vi sono trattati temi basilari come la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica: in un democrazia ognuno è responsabile di ciò che accade. Il libro è un invito a contribuire, a far sentire la propria voce e ad esprimere le proprie idee e i propri valori. Come diceva Calamandrei, soprattutto per quanto riguarda la pace, il rispetto verso gli altri, l’antifascismo. Esserci oggi è fondamentale”.







