venerdì, Settembre 18, 2026

“Villa Delizia” di Lorenza Longhi: la mostra sul tessuto al Centro Pecci

di Martina Lepore

PRATO – Presentata in conferenza stampa al Centro Pecci di Prato la nuova mostra “Villa Delizia” di Lorenza Longhi, a cura di Michele Bertolino, che sarà inaugurata nella serata di venerdì 18 settembre.

La conferenza si è aperta con una presentazione da parte del Presidente Lorenzo Bini Smaghi e del Direttore generale Stefano Collicelli Cagol, che hanno fatto una breve introduzione alla mostra, per poi passare la parola a Gabriella Farsi, a capo della Direzione beni, istituzioni e attività culturali della Regione Toscana, che ha sottolineato l’importanza di valorizzare il patrimonio artistico della regione. Infine la parola è passata all’artista Lorenza Longhi e al curatore Michele Bertolino che hanno raccontato com’è nata la mostra e la loro collaborazione e introdotto la visita guidata. 

La serata di venerdì, per l’inaugurazione, si aprirà alle ore 18:00 e sarà possibile visitare gratuitamente la mostra fino alle 21:00. Saranno inoltre organizzate visite guidate a partire dalle 18:30, con ultimo ingresso alle 20:30. A seguire, la serata proseguirà con il DJ set di Francesco Romagnoli, in arte Chicco Musica.

La mostra sarà poi ufficialmente visitabile, oltre alla serata di inaugurazione, negli orari di apertura del museo fino a domenica 10 gennaio 2027 inclusa.

La presentazione alla stampa della mostra “Villa Delizia” di Lorenza Longhi al Centro Pecci e alcune immagini del percorso di visita (fotografie di Martina Lepore)

Si tratta della prima mostra personale di Lorenza Longhi, giovane artista classe 1991, che attraverso le sue opere d’arte contemporanea esplora la costruzione del desiderio e le modalità con cui gli oggetti entrano in relazione con l’individuo all’interno della società odierna.

Inserita all’interno del programma che il Centro Pecci dedica all’arte italiana, la mostra fa parte di un progetto artistico rivolto ai giovani della scena internazionale. Si inserisce inoltre in un quadro di sostegno alle giovani generazioni dell’arte italiana, grazie al progetto FSE Residenze – SUPERTOSCANA, in collaborazione con la Regione Toscana che offre a 20 artisti e curatori under 36 l’opportunità di conoscere il territorio di Prato e la Toscana, incontrando e confrontandosi con professionisti del settore.

Il percorso prevede anche la presentazione delle loro opere all’interno di due mostre distinte, accompagnate da un programma di appuntamenti rivolti al pubblico e da due pubblicazioni dedicate.

Longhi attraverso la sua produzione artistica osserva il quotidiano tramite il ruolo assunto dai beni di consumo, in particolare gli arredi di design, i tessuti e le passamanerie.

All’interno delle opere, questi elementi “giocano”, per così dire, con l’ornamento, il kitsch e il glam, codificando il gusto collettivo e mostrando, in un certo senso, la chiave del desiderio, fino a rendere gli oggetti quasi ambigui e distanti dalla loro funzione originale. Longhi ricorre alla celebre tecnica del “fai-da-te” e utilizza materiali sostanzialmente di recupero, dandogli nuova vita. La sua pratica artistica vede l’impiego della tecnica della serigrafia, in sostanza una tecnica di stampa permeabile che utilizza un telaio come matrice per trasferire l’inchiostro su una superficie.

Longhi rivisita la tecnica applicando direttamente sulla superficie di stampa segni e frammenti di materiali recuperati, e, oltre a dare nuova vita agli oggetti e ai materiali, include anche errori e variazioni impreviste, distaccandosi così nettamente dalla retorica della perfezione.

Allestita nell’Ala Nio del Centro, “Villa Delizia” muta definitivamente lo spazio espositivo, intervenendo non solo con le opere appese tradizionalmente alle pareti, ma anche modificando e rendendo particolare parte degli elementi architettonici presenti all’interno della sala. Tra questi possiamo nominare le finestre circolari del soffitto e i divani che vengono rivestiti e sui quali è possibile sedersi per ammirare le opere. Lo spazio espositivo diventa quindi esso stesso parte dell’opera di Longhi, che modella l’atmosfera in funzione del suo obiettivo artistico.

L’altro soggetto della mostra che non può passare inosservato sono sicuramente le ampie opere posizionate sulle pareti, pannelli di legno e alluminio abbelliti con tessuti di diverso tipo provenienti da manifatture e aziende del territorio pratese, tra cui Cangioli 1859 per i tessuti in produzione, Tessilfibre per jersey e jeans e Floccatura Balmar per la floccatura.

La mostra è accompagnata da un volume-catalogo pubblicato da Mousse Publishing, all’interno del quale la curatrice e storica della moda Marta Franceschini, la curatrice Alice Motard, lo storico dell’arte Giorgio Motisi e il curatore Michele Bertolino riflettono sull’opera di Longhi, completandone la lettura. Il volume si intitola “Opera d’arte nella Villa Delizia” e funziona come una sorta di catalogo che accompagna le diciassette opere in mostra.

Negli ultimi due anni, Lorenza Longhi ha presentato le sue opere in importanti contesti internazionali e in prestigiose mostre collettive, tra cui “FUORI. Quadriennale d’arte 2020”, organizzata dalla Quadriennale di Roma, e “Re Renaissance” (2024), presso il Museion di Bolzano. Non sorprende, dunque, che una mostra che pone al centro proprio il tessuto trovi spazio nella città di Prato, cuore del distretto tessile toscano, la cui identità è da sempre legata a una lunga tradizione fatta di lanifici, tintorie e magazzini. Quello che Longhi vuole presentare con questa mostra è un esperimento su ciò che accade quando si lascia che i materiali vengano rimescolati senza un controllo prestabilito. Il titolo stesso della mostra è profondamente evocativo in quanto rimanda a un interno borghese e raffinato, all’interno del quale dieci grandi tele ricompongono e accostano tessuti sottratti alla loro funzione originaria e materiali in una nuova forma. 

Ma la mostra non si esaurisce nelle opere esposte. Sono infatti state organizzate alcune visite guidate speciali, tra cui quella di sabato 14 novembre alle ore 18:00, con la presenza di Marta Franceschini, ricercatrice e storica della moda e del design, e quella di sabato 9 gennaio, sempre alle ore 18:00, con la presenza di Carmen Gallo, poetessa e finalista del Premio Strega Poesia 2026. Le due visite guidate speciali rientrano nel programma del Centro Pecci “P.O.V. (Point of View)”, un programma di incontri che invita il pubblico a scoprire le mostre attraverso nuovi punti di vista.

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