mercoledì, Settembre 23, 2026

Montale, sull’inceneritore il Pd non risponde alle nostre domande

MONTALE – Prendiamo atto che il PD di Montale non ha intenzione di dare una risposta alle nostre domande.

Si tenta di distogliere l’attenzione cercando di innescare una polemica politica per nascondere le proprie evidenti responsabilità nel determinare una situazione nella quale Montale corre seriamente il pericolo di ritrovarsi sul territorio un impianto con una capacità di smaltimento di almeno 100.000 tonnellate annue dopo aver ospitato per 50 anni un termovalorizzatore.

Una situazione non dovuta al caso o al destino ma a precise scelte politiche che, se non fermate, condizioneranno negativamente questo territorio per i prossimi 30/40 anni.

Per quanto ci riguarda non abbiamo difficoltà a dire che:

sul piano regionale, approvato nella precedente legislatura, esprimiamo un giudizio negativo e, con la forza modesta dei nostri numeri, faremo tutto il possibile perché la Toscana si doti di una seria programmazione sui rifiuti che preveda un intervento diretto del pubblico per realizzare il necessario sistema, di raccolta ed impiantistico, ed avviare davvero un percorso verso una reale economia circolare;

i Sindaci, nell’esercizio del loro ruolo, sono chiamati a rappresentare gli interessi del proprio territorio e non un partito politico;

apprezziamo il fatto che il Comune di Pistoia non partecipando al voto sul documento di indirizzo del Piano di ambito abbia fatto mancare il proprio sostegno ad una proposta che giudichiamo sbagliata.

Intanto ci sono fatti nuovi che meritano alcune considerazioni:

nel Consiglio comunale del 18 settembre la coalizione che sostiene l’Amministrazione comunale, di cui il PD fa parte, ha votato contro la mozione presentata da “Montale rinasce”, che chiedeva di avviare il percorso per un Referendum consultivo, senza neppure provare ad entrare nel merito dell’argomento dimostrando una assoluta mancanza di volontà politica al riguardo. Evidentemente le parole di “disappunto” della Segretaria del PD dei giorni scorsi erano finalizzate solo a riposizionamenti tattici personali interni e non il segno di una reale presa di distanza dall’operato dell’Amministrazione comunale, chiaramente orientato a favore del raddoppio dell’impianto, e che, a questo punto, tutto il PD condivide e sostiene.

Il Presidente della Regione ha affermato, in buona sostanza, che per l’impianto di Montale non è poi così necessario il raddoppio e propone di mantenerlo in funzione con le stesse potenzialità. Un balletto di posizioni e proposte che cambiano continuamente: prima la chiusura, poi il raddoppio, adesso la conferma. Ormai non c’è più nessuna credibilità per chi, fino a ieri, sosteneva che il raddoppio era necessario. Sarebbe bene che chi amministra sentisse il dovere di fare chiarezza su questa vicenda.

Noi non ci fermeremo e faremo il possibile, ricercando anche l’aiuto delle tante persone che si sono mobilitate in questi mesi, affinché i montalesi possano esprimere democraticamente la loro opinione su questo argomento, anche attraverso un referendum autogestito che siamo disponibili a contribuire a promuovere ed organizzare con l’aiuto di tutti coloro che vorranno dare il proprio contributo.

Sinistra Italiana

Federazione di Pistoia

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