mercoledì, Ottobre 7, 2026

San Marcello. Federico De Rosa incontra gli studenti: «Come entrare in relazione con il tuo compagno autistico»

SAN MARCELLO – Dopo l’incontro dedicato al tema “Da diversamente abili a diversamente felici. Una nuova visione del limite e dell’opportunità umane”, Federico De Rosa, persona autistica e scrittore, sarà protagonista anche di un appuntamento rivolto agli studenti dell’Istituto omnicomprensivo di San Marcello Pistoiese.

Federico De Rosa

Venerdì 16 ottobre 2026, dalle ore 10.50 alle 12.45, nell’Aula magna dell’Istituto, gli studenti del biennio dell’ITI, del Liceo e dell’AFM/TUR incontreranno De Rosa per confrontarsi su un tema particolarmente significativo per la vita quotidiana della scuola: “Come entrare in relazione con il tuo compagno autistico”.

L’iniziativa si pone in continuità ideale con l’appuntamento pomeridiano già annunciato a San Marcello, nel quale De Rosa offrirà la propria testimonianza per riflettere sulla disabilità, sul limite e sulla necessità di superare una concezione della normalità costruita esclusivamente sulla conformità a modelli prestabiliti.

L’incontro con gli studenti sposterà però l’attenzione su un terreno ancora più concreto: quello delle relazioni tra coetanei. La presenza di un compagno autistico in classe non interpella infatti soltanto gli insegnanti, gli educatori o le famiglie, ma l’intera comunità scolastica. Conoscere modalità differenti di comunicare, percepire l’ambiente, esprimere emozioni ed entrare in relazione può diventare il primo passo per trasformare la semplice compresenza in un’autentica esperienza di inclusione.

Al centro dell’appuntamento vi sarà soprattutto la possibilità di ascoltare l’autismo raccontato in prima persona. Federico De Rosa, attraverso i suoi libri e la propria esperienza, ha contribuito a offrire uno sguardo dall’interno su una condizione che troppo spesso viene descritta soltanto attraverso il linguaggio clinico, diagnostico o assistenziale.

Per gli studenti sarà quindi un’occasione per porre domande, confrontarsi e comprendere che entrare in relazione con una persona autistica non significa applicare una formula o un insieme di tecniche, ma imparare anzitutto a riconoscere l’altro nella sua specificità. Una prospettiva che riguarda l’autismo, ma che rimanda più ampiamente alla qualità delle relazioni che si costruiscono ogni giorno dentro la scuola.

L’inclusione, infatti, non può esaurirsi nella presenza dell’alunno con disabilità all’interno della classe. Richiede la costruzione di contesti nei quali ciascuno possa partecipare alla vita comune senza essere costretto a nascondere o neutralizzare le proprie differenze. In questa prospettiva, anche i compagni diventano protagonisti del processo inclusivo: non semplici spettatori delle strategie educative predisposte dagli adulti, ma persone capaci di contribuire concretamente alla costruzione di un ambiente accogliente.

L’appuntamento intende così offrire ai ragazzi uno spazio nel quale parlare di autismo partendo non dal deficit, ma dalla relazione. Una scelta che assume particolare valore proprio nell’adolescenza, quando il riconoscimento da parte dei coetanei, il senso di appartenenza al gruppo e la possibilità di costruire legami significativi rappresentano dimensioni fondamentali dell’esperienza scolastica e personale.

Ad aprire l’incontro saranno i saluti del dirigente scolastico Carlo Rai. Federico De Rosa sarà presentato da Simone Billeci, insegnante di religione cattolica dell’Istituto. A moderare il confronto saranno Andrea Brizzi e Federica Buongiovanni, insegnanti di sostegno.

L’incontro del 16 ottobre rappresenta dunque un’occasione educativa per interrogarsi, insieme agli studenti, su cosa significhi davvero fare spazio all’altro. Non soltanto conoscere l’autismo, ma provare a comprendere come incontrare una persona autistica, comunicare con lei e costruire una relazione nella quale la differenza non diventi distanza.

Una sfida che riguarda la scuola, ma che dalla scuola inevitabilmente conduce fuori: verso una comunità nella quale l’inclusione non sia soltanto un principio dichiarato, ma una pratica quotidiana delle relazioni.

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