mercoledì, Ottobre 7, 2026

“Soltanto un giorno”, il libro di Santina Cosetta rivelazione dell’estate


di Caterina Benini

PISTOIA – C’è chi scrive una storia e chi ha la sensazione che sia la storia a chiedere di essere raccontata. Santina Cosetta appartiene decisamente alla seconda categoria.

Il suo romanzo, “Soltanto il giorno”, edito da Giunti, è diventato uno dei casi editoriali dell’estate. È una storia che nasce da una vicenda familiare, racconta la vita della sua bisnonna Marianna e mette insieme pezzi di un passato che emerge dai racconti del padre.

Al centro c’è Marianna, una donna che si è fatta da sola, in un’epoca nella quale essere bella e indipendente significava essere immediatamente giudicata. Non aveva un’istruzione adeguata, ma aveva carattere, intuito e determinazione, non ha accettato di farsi definire dagli altri e ha costruito la propria vita cercando una strada autonoma.

“Sono stata attraversata dalla scrittura, ha raccontato Santina, ripensando alla figura di Marianna, mi sento cazzuta come lei”.

Santina Cosetta è convinta che qualcosa di noi possa essere trasmesso attraverso le generazioni.

“Non penso di essere stata sola mentre scrivevo, credo di aver scritto anche attraverso dei messaggi, Credo nel DNA, nella memoria genetica, sono convinta che ci portiamo dietro qualcosa». Santina crede profondamente in una forma di scrittura che definisce “medianica”.

Santina Cosetta

Durante la stesura del romanzo, l’autrice aveva inserito un riferimento ad Alan Lomax, il grande etnomusicologo americano che negli anni Cinquanta raccolse in Sicilia immagini, testimonianze e canti della cultura popolare. In una scena del libro, Marianna dice a Concettina: “Ci Pensi Concettina che la mia voce arriverà fino all’America”.

Una frase che, quando Santina l’ha scritta, sembrava appartenere semplicemente alla storia.

«Mentre scrivevo, mio papà mi ha contattato e mi ha detto che sui social avevano pubblicato una foto della nonna insieme ad altre lavoratrici di mandorle”.

La fotografia era stata pubblicata da due ricercatori palermitani impegnati in ricerche di etnografia e musicologia che stavano cercando di dare un nome alle donne immortalate nelle immagini raccolte durante quelle ricerche, in mezzo c’era Marianna.

“Li ho contattati e mi hanno regalato la registrazione con le loro voci, c’era anche quella di Marianna”.

È difficile, ascoltando Santina, non cogliere l’emozione di quella scoperta. La donna che per tutta la vita era esistita soltanto attraverso i racconti familiari improvvisamente riemergeva da una fotografia e da una registrazione.

“Al di là della mia ispirazione, sicuramente c’è stato qualcosa che è andato oltre, non ho scritto per caso, è come se il romanzo volesse uscire, volesse arrivare fino a noi”, ha dichiarato l’autrice.

Santina ha cercato Marianna per ricostruirne la storia e ha finito per trovare qualcosa che non sapeva nemmeno di cercare.

Marianna è morta negli anni Sessanta, Santina non l’ha mai conosciuta ma attraverso il padre, è diventata una presenza familiare.

“Mio papà è stato il primo narratore di questa storia, ha ricordato, mi ha restituito attraverso i suoi ricordi, il volto di una donna che non ho potuto incontrare. Marianna è morta sola, in un ospizio”.

Anche la ricerca della sua tomba è diventata parte di questa lunga ricostruzione familiare. La tomba non esiste più e oggi Santina sta cercando di rintracciare almeno il numero, nella speranza di poter restituire a quella donna un luogo preciso nella memoria della famiglia.

“Mi piacerebbe sapere se sono orgogliosi di essere arrivati così lontani», confessa pensando ai suoi antenati.

Il successo del libro ha trasformato una vicenda familiare, in qualcosa di pubblico. Questa trasformazione non è stata semplice

“Una settimana prima che uscisse il libro, quando la Giunti mi ha detto che non potevo più tornare indietro e non potevo cambiare nulla, non ho dormito. È stato in quel momento che ho realizzato davvero cosa stava per accadere. Questa è la nostra storia, la mia storia, ma non è solo mia, è la storia di mio papà, dei miei cugini, della mia famiglia”.

Il timore del giudizio dei parenti era forte ma: “L’hanno presa benissimo, hanno letto il romanzo e per loro è stata un’emozione, una commozione incredibile”.

Il momento più delicato è stato tornare ad Avola, il luogo dove la storia affonda le sue radici. Santina non nasconde di essere stata molta preoccupata, non sapeva come il paese avrebbe accolto il romanzo.

“Avevo proprio paura, era come se uno straniero avesse scritto di loro. Andavo in Sicilia in vacanza ma ero un’estranea”.

Al Book Festival di Avola, invece: “Mi stavano aspettando come una star”, racconta ancora emozionata, perché Avola non ha semplicemente accolto il libro, ha riconosciuto nelle pagine una parte della propria memoria”.

La notorietà del romanzo ha raggiunto l’autrice quasi senza darle il tempo di rendersi conto di ciò che stava accadendo. Santina insegna Latino e Storia in un liceo scientifico a La Spezia. A scuola, i suoi colleghi non sapevano del libro, lo hanno scoperto quando il suo nome è comparso nelle classifiche e nei servizi televisivi.

“Il libro era uscito il 3 giugno, quando la scuola stava finendo, mi ricordo che gli ultimi giorni i ragazzi arrivavano in classe con le copie da firmare per le zie e per le nonne, è stato bellissimo”.

Il romanzo non è destinato soltanto alle donne. La storia di Marianna parla di libertà, pregiudizio, famiglia, solitudine, identità e memoria: temi che non appartengono soltanto al passato.

“Tante lettrici mi dicono: anche nella mia famiglia c’è questo tabù” per questo il romanzo ha trovato la sua forza nella capacità di raccontare una vicenda personale, trasformandola in una storia collettiva.

Santina Cosetta guarda al successo del suo libro con stupore, ma anche con un senso di responsabilità perché quella che all’inizio era una ricerca personale, è diventata una storia letta da migliaia di persone.

“Io penso che questo romanzo volesse uscire, Marianna aspettava di essere raccontata, ho raccolto la sua voce, l’ho cercata nei ricordi di mio padre, nelle fotografie, nei documenti, nelle testimonianze e nelle coincidenze”.

Con il romanzo rivelazione dell’estate, oltre centomila copie vendute, Santina Cosetta ha restituito a Marianna qualcosa che il tempo sembrava averle tolto, la possibilità di essere ascoltata ancora una volta.

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