SAN MARCELLO PITEGLIO – Luca Marmo, Sindaco di San Marcello Piteglio e Presidente della Provincia di Pistoia annuncia con un messaggio sulla sua pagina di FB che non si ricandiderà alle prossime amministrative

Questa la nota di Luca Marmo
“Una scelta maturata nel tempo
Dopo tredici anni di impegno amministrativo, ho deciso che non mi ricandiderò a Sindaco alle prossime elezioni.
Tredici anni, i primi tre da Sindaco di Piteglio, i successivi dieci da Sindaco di San Marcello Piteglio, dopo la fusione dei due Comuni, sono gli esiti temporali di un impegno importante e duraturo.
È una decisione che ho maturato con serenità, ma non senza emozione.
Tredici anni sono un orizzonte lungo. Credo che, oltre un certo tempo, anche l’impegno più intenso debba lasciare spazio a nuove energie, nuove idee, nuove persone. Perché una comunità cresce anche quando sa rinnovarsi e quando chi l’ha guidata sa, al momento giusto, fare spazio.
Questo, però, non significa fermarsi. Rimarrò al lavoro fino all’ultimo giorno del mandato, fino alla prossima primavera. Ci sono ancora cose da fare, progetti da portare avanti, decisioni da assumere e impegni da mantenere. E intendo affrontare questi mesi con la stessa determinazione con cui ho affrontato quelli che li hanno preceduti.
In questi tredici anni abbiamo attraversato passaggi importanti. Abbiamo scelto di affrontare la fusione dei Comuni, una scelta impegnativa che ha consentito di costruire una struttura amministrativa più robusta e di intercettare risorse importanti. Risorse che sono diventate una leva concreta per il territorio e che hanno contribuito a mettere in campo oltre ventitre milioni di euro di investimenti.
Abbiamo attraversato anche momenti che nessuno avrebbe potuto immaginare. La pandemia ci ha messo alla prova, imponendo uno sforzo straordinario alle istituzioni, alle famiglie, alle imprese e alle associazioni.
E proprio in quella fase difficile ho visto rafforzarsi qualcosa che considero tra le eredità più preziose di questi anni: il legame tra la comunità, l’amministrazione e il mondo dell’associazionismo.
Abbiamo poi cercato di guardare oltre l’emergenza e oltre l’oggi. Abbiamo provato a leggere le trasformazioni che stanno attraversando il nostro mondo e a costruire esperienze che possano diventare strumenti per affrontare, a nostro vantaggio, le sfide del futuro: la Comunità del Cibo, la Comunità del Bosco, la Comunità Energetica con uno sguardo anche fuori dai nostri confini.
Sono esperienze ancora giovani, che dovranno crescere e trovare nuove strade. Ma nascono da una convinzione precisa: il futuro di un territorio non dipende soltanto dalle infrastrutture e dalle risorse che riesce ad attrarre, ma dalla capacità delle persone di fare comunità, mettere insieme competenze, energie e responsabilità.
Nei prossimi mesi vorrei raccontare proprio questo.
Accompagnerò questa pagina, nel tempo che mi separa dalla fine del mandato, con una rubrica dedicata agli investimenti realizzati in questi anni. Non soltanto per ricordare ciò che è stato fatto, ma per provare a raccontare perché quelle opere sono state pensate, quale idea di territorio le ha guidate e quale funzione possono avere per il futuro.
Perché un investimento pubblico non è soltanto un’opera che si realizza. È una scelta sul futuro. E credo sia giusto, prima di consegnare questa esperienza a chi verrà dopo, raccontarne il senso.
Non tutto è stato semplice. Non tutto è stato perfetto. Ma ogni scelta, ogni difficoltà, ogni risultato e anche ogni errore hanno contribuito a costruire un pezzo della storia della nostra comunità.
Ora penso sia arrivato il momento di fare un passo di lato. Non di allontanarmi da questo territorio. Quello no. La passione, l’affetto e il senso di responsabilità verso questa comunità restano intatti. Cambierà il modo, cambierà il ruolo, ma non la volontà di continuare a dare il mio contributo.
Lascio spazio a chi verrà dopo di me, con la fiducia che saprà raccogliere ciò che è stato costruito, metterci del proprio e, soprattutto, avere il coraggio di costruire ciò che ancora non c’è.
Perché amministrare, alla fine, significa anche questo: sapere quando è il momento di costruire, quando è il momento di accompagnare, e quando è il momento di lasciare spazio.
A chi mi ha accompagnato in questi tredici anni, alle persone con cui ho condiviso decisioni e responsabilità, alle associazioni, ai dipendenti comunali e alle tante persone che hanno creduto, criticato, suggerito, aiutato e partecipato, va il mio grazie.
Tredici anni sono una parte importante della vita. Sono orgoglioso di averli vissuti insieme a voi!”


