PISTOIA – Siamo francamente amareggiati dalla deriva strumentale e pretestuosa che ha preso la questione scatenata dalle parole di Lavinia Ferrari, consigliera comunale.
Potevamo scegliere di rimanere in silenzio come spettatori di questo triste spettacolo del peggiore aspetto che il dibattito pubblico può assumere.
Delle sue parole lei è responsabile e saprà e dovrà giustificarle e contestualizzarle.
Sentiamo però urgente il bisogno di esprimerci sulla sostanza delle questioni.
Certo non vale la pena di addentrarsi in modo volgare e approssimativo su questioni profonde come l’origine e la dignità della vita, che attengono alla filosofia e alla teologia, prima ancora che alla biologia.
Noi ci riferiamo alla considerazione dell’individuo e del suo significato nella percezione emotiva ed affettiva da parte di altri individui che si trovano, volenti o nolenti, pervasi dall’esperienza genitoriale.
Viene da sé tutto il rispetto per qualunque forma di elaborazione del lutto conseguente alla frantumazione di un sogno, a un brusco e doloroso risveglio.
A costoro va il nostro caloroso, rispettoso e comprensivo affetto.
Nello stesso tempo prendiamo le distanze con fermezza e sdegno da qualunque tentativo, da qualunque parte arrivi, di strumentalizzare sentimenti così profondi e delicati.
Sentiamo quindi il dovere di schierarci a difesa della civilissima legge 194/78 il cui titolo recita “Tutela della maternità responsabile” e sulla cui tenuta, a Pistoia e in Toscana, ci sentiamo di rassicurare chiunque e sulla quale continueremo a vigilare.
Intendiamo condannare qualunque attacco palese o, peggio, strisciante all’autonomia delle donne e delle coppie che vanno tutelate con attenzione, accoglienza, educazione sessuale e psicoattiva.
Alessandro Errigo, per la ‘Lista civica Capecchi Sindaco’









