martedì, Ottobre 13, 2026

Al via la dodicesima edizione del Mauro Bolognini Film Festival

di Stefano Di Cecio

Pistoia – Presentata stamani a Villa Benti l’edizione 2026 del Mauro Bolognini Film Festival che si svolgerà dal 16 al 18 ottobre. Tre giornate tra il Teatro Moderno di Agliana e il Piccolo Teatro Mauro Bolognini di Pistoia, con proiezioni, incontri, presentazioni di libri e i diversi concorsi che negli anni sono diventati parte integrante del Festival. Ne hanno parlato Roberto Cadonici – Presidente Centro Mauro Bolognini, Marica Setaro – Assessora alla Cultura del Comune di Pistoia e Maurizio Gori – consigliere generale Fondazione Caript.

Introducendo l’incontro Roberto Cadonici dice che il tema di questa edizione, intorno al quale si sviluppa il programma, è un omaggio alla figura di Francesco “Franco” Freda.

Da sinistra: Maurizio Gori, Gianpaolo Mazzei, Roberto Cadonici, Marica Setaro – Foto di Stefano Di Cecio

Molti i motivi che hanno determinato questa scelta, ma soprattutto perché c’è stato uno strettissimo legame con la città di Pistoia in quanto Francesco ha vissuto nella nostra città per molti anni fino alla morte avvenuta nel 2019. Negli anni ha stretto numerose relazioni in città, perché era una persona molto gioviale ed alla mano, desiderosa di raccontarsi e di raccontare tutto quello che era stata la sua avventurosissima vita cinematografica. Freda ha attraversato oltre mezzo secolo di cinema italiano lavorando a più di cento film, accanto a registi come Michelangelo Antonioni, Pietro Germi, Francesco Rosi ed Ettore Scola. Sono letteralmente passati dalle sue mani i volti di Marcello Mastroianni, Sophia Loren, Monica Vitti, Gian Maria Volonté, Nino Manfredi e, fuori dall’Italia, quelli di Katharine Hepburn, Jack Nicholson e Jack Lemmon. Suoi, fra gli altri, il trucco di Mastroianni in Divorzio all’italiana, le trasformazioni di Manfredi in Brutti, sporchi e cattivi e il pallore di Monica Vitti ne Il deserto rosso. Il legame con Bolognini nasce nel 1954 sul set de L’arte di arrangiarsi di Luigi Zampa. 

L’altro legame che lo legava alla nostra città è rappresentato da sua moglie, Anna Allegri, nostra concittadina. Lei si era fatta strada a Roma con la fondazione della notissima sartoria teatrale Anna Mode. In occasione della proiezione del documentario che è stato realizzato, sarà presente, con tutta la famiglia, Simone Bessi, nipote di Anna Allegri e di Francesco Freda, attuale amministratore delegato della società della sartoria che continua la sua attività ancora adesso.

Il Festival gli rende omaggio sabato 17 ottobre con due appuntamenti. Alle 18.30 sarà presentato in anteprima Le intermittenze del volto. I maquillages di Franco Freda, documentario prodotto dal Centro Mauro Bolognini, realizzato con la collaborazione e la testimonianza del nipote Simone Bessi, oggi responsabile del marchio AnnaMode, gli interventi critici di Stefano Socci, materiali provenienti dall’archivio Freda e alcuni stralci di una lunga intervista realizzata da Stefano Di Cecio nel 2015.

Alle 21.15 sarà invece proiettato L’arte di arrangiarsi, il film di Luigi Zampa con Alberto Sordi, che vide lavorare insieme Freda e Bolognini. Per Freda fu anche una prova importante: toccò a lui accompagnare attraverso il trucco le diverse età di Sasà, il personaggio interpretato da Sordi.

Anche Maurizio Gori sottolinea l’importanza di preservare la memoria dei personaggi che hanno dato un contributo fondamentale per la vita professionale, andando ben al di là poi del nostro territorio.

“Il Festival Mauro Bolognini rappresenta un appuntamento importante per la vita culturale di Pistoia – sottolinea l’assessora alla Cultura del Comune di Pistoia Marica Setaro – perché unisce la valorizzazione della nostra storia cinematografica a uno sguardo aperto sul panorama internazionale. L’edizione di quest’anno, dedicata alla figura di Freda, celebre truccatore del mondo del cinema e stretto collaboratore di Mauro Bolognini, assume un significato particolare anche per il legame che lo ha unito alla nostra città, dove ha vissuto per un periodo. Ricordare personalità come la sua significa riscoprire le professionalità, le storie e le collaborazioni che hanno contribuito a fare grande il cinema italiano. Il Festival ha anche un’importante vocazione internazionale con cortometraggi provenienti da diverse parti del mondo ed è uno strumento di sensibilizzazione su questioni fondamentali per la nostra città grazie ai premi sui corti che riguardano l’ambiente e il contrasto alla violenza di genere che, insieme al tema dei morti sul lavoro, rappresentano due vere piaghe della nostra società”.

Marica Setaro e Roberto Cadonici – Foto di Stefano Di Cecio

Un festival che guarda anche fuori dall’Italia

L’edizione 2026 registra una partecipazione internazionale particolarmente ampia, favorita anche dall’utilizzo della piattaforma FilmFreeway. Sono arrivati lavori da Regno Unito, Canada, Turchia, Stati Uniti, Iran, Australia, Bangladesh, Belgio, Colombia, Germania, Grecia, Francia, Guatemala, Messico, Irlanda, Kirghizistan, Kazakistan, Macedonia del Nord, Nuova Zelanda, Perù, Polonia e Federazione Russa.

Dieci i cortometraggi scelti per la finale del Concorso Internazionale Mauro Bolognini Film Festival, cinque italiani e cinque stranieri. Saranno proiettati domenica 18 ottobre, dalle 15.30, al Piccolo Teatro Mauro Bolognini. A decidere saranno sia la giuria tecnica, presieduta da Stefano Socci, sia il pubblico presente in sala, chiamato a esprimere il proprio voto.

Uno spazio importante resta quello dedicato alle scuole. Cortoscuola 2026 presenta 22 cortometraggi, undici realizzati dalle scuole elementari e medie e undici dalle superiori, provenienti da diverse regioni italiane. I temi sono quelli con cui ragazze e ragazzi si confrontano ogni giorno: ambiente, scuola, relazioni, società, raccontati attraverso fiction, animazione e documentario.

Le prime proiezioni sono in programma venerdì 16 ottobre alle 10.30 al Teatro Moderno di Agliana; sabato 17, sempre alle 10.30, saranno invece gli studenti delle scuole superiori a ritrovarsi al Piccolo Teatro Mauro Bolognini. A scegliere i vincitori saranno gli studenti pistoiesi presenti alle proiezioni.

«Il Mauro Bolognini Film Festival è un appuntamento che contribuisce a mantenere vivo il legame tra il territorio e una delle figure più importanti del cinema italiano del Novecento – commenta Luca Gori, presidente di Fondazione Caript. Accanto alla valorizzazione della sua eredità artistica, il Festival ha saputo consolidare negli anni una preziosa funzione educativa e culturale, coinvolgendo studenti, giovani autori e pubblico in percorsi di conoscenza, confronto e partecipazione. Iniziative come Cortoscuola e i concorsi dedicati a temi di grande attualità dimostrano come il cinema possa essere uno strumento efficace per leggere la realtà, stimolare riflessioni e alimentare partecipazione e senso di comunità. È questo il valore di una manifestazione che continua a rinnovarsi, mantenendo forte il dialogo tra memoria, creatività e attenzione ai temi del presente.»

Dal cinema all’ambiente e alla violenza di genere

Fra le novità del 2026 c’è il Premio Antiviolenza, nato per dare spazio ai cortometraggi che affrontano il tema della violenza di genere nelle sue diverse forme: non soltanto quella fisica, ma anche quella psicologica e i condizionamenti economici e sociali.

Tre i lavori selezionati: Burul di Adilet Karzhoev, Ultima notte di Andrea Santoro e Fuori sincronia di Camilla Fosso. Saranno valutati da una giuria di esperti collegati al Centro Antiviolenza Aiutodonna della Società della Salute Pistoiese, presieduta dall’Assessore Sandro Giannessi.

Si conferma anche il Premio Ambiente, realizzato in collaborazione con la sezione locale di Legambiente e rivolto ai lavori capaci di affrontare con particolare efficacia il rapporto tra uomo e ambiente.

Tornano inoltre il Premio Produzione “Manolo Bolognini”, intitolato al produttore e fratello di Mauro Bolognini, e “Cinema su carta”, dedicato a testi editi di argomento cinematografico.

E proprio i libri saranno protagonisti sabato 17 ottobre alle 16, quando Stefano Socci presenterà tre volumi appena usciti dedicati al regista pistoiese: Mauro Bolognini e il suo cinema elegante di Ignazio Senatore (Profondo Rosso, 2026); Misfatti e segreti per una cucina semplice di Mauro Bolognini, a cura di Carlotta Bolognini (Alvivo, 2026); Bolognini prima della regia di Roberto Cadonici (Compagnia dei Santi Bevitori, 2026), dedicato agli anni che precedono il suo esordio dietro la macchina da presa nel 1953.

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