giovedì, Ottobre 15, 2026

Enea Brasimone isolato. Soppressa la fermata bus del centro ricerche, protesta la Cgil

BOLOGNA – Il Centro ricerche Enea Brasimone, nell’appennino bolognese è isolato. La 

Flc Cgil di Bologna ed Emilia Romagna ritengono inaccettabile che un polo di eccellenza, di ricerca e di sviluppo per l’intero territorio appenninico venga lasciato di fatto irraggiungibile dai mezzi pubblici a seguito della soppressione della fermata della linea 808.

La centrale del Brasimone (foto di Daria Victorini)

Il sindacato da settimane è impegnato a risolvere il problema e condivide le denunce sollevate nelle scorse settimane dalle RSU e dai lavoratori del centro. Il sindacato chiede alla Regione Emilia Romagna, alla Città Metropolitana di Bologna, ai Comuni del territorio e all’azienda di trasporti TPER di intervenire concretamente e in tempi rapidissimi per risolvere il problema, ripristinando rapidamente i trasporti per raggiungere la sede del centro di ricerca.

A TPER chiedono l’immediata estensione della linea (Porretta-Camugnano-Castiglione dei Pepoli) con il ripristino della fermata nel piazzale antistante il Centro ricerche ENEA del Brasimone per i due sensi di percorrenza. Questa fermata, di fondamentale importanza, per lavoratori e studenti è stata soppressa lo scorso giugno e mai più riattivata, rendendo il Centro completamente escluso dalle soluzioni del trasporto pubblico locale. 

Il perdurare di questa situazione sta generando danni concreti e disagi inaccettabili. Si penalizzano i dipendenti, gli assegnisti, gli studenti e gli ospiti provenienti dai comprensori montani di Vergato, Alto Reno Terme e Camugnano, oltre ai lavoratori in arrivo dagli altri centri ENEA. 

Il Centro di ricerca si trova a 900 metri sul livello del mare, nel Parco dei laghi di Suviana e del Brasimone. L’arrivo della stagione invernale è alle porte e le avversità climatiche (tra cui precipitazioni nevose, strade ghiacciate e forte freddo) renderanno i collegamenti privati ancora più pericolosi, rendendo il trasporto pubblico una garanzia essenziale per la sicurezza di chi lavora e studia. 

La mancanza della fermata ostacola i Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) dedicati agli studenti delle scuole superiori del territorio montano, mettendo a rischio una pratica di collaborazione consolidata da anni. Un isolamento che mina gravemente l’attrattività del Centro nei confronti dei nuovi assunti e degli studenti, limitando le concrete opportunità di formazione, crescita professionale e inserimento nel settore della ricerca. 

“Inoltre – sostengono Gabriele Caforio e Monica Ottaviani della Cgil – si rischia di vanificare il progetto ‘Start up di Servizi pubblici’, in convenzione con la Città Metropolitana di Bologna. Tale progetto prevede spazi di coworking per favorire l’incontro tra cittadini, professionisti e territorio. Servizi che la cittadinanza non potrà raggiungere in assenza di mezzi pubblici. La soppressione della fermata è un elemento fortemente penalizzante che rallenta le prospettive di crescita del Centro e frena lo slancio per lo sviluppo dell’intero Appennino circostante. Chiediamo, quindi, una presa di responsabilità collettiva e un intervento risolutivo immediato per non mortificare chi lavora e fa ricerca in uno degli enti pubblici più importante del territorio. Se la ricerca, come a noi sembra, è un punto di eccellenza del nostro sistema regionale, oltre che nazionale, e condizione imprescindibile per lo sviluppo della nostra regione e del Paese, la soluzione va trovata e non rimpallata nelle responsabilità”.

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