CASALGUIDI – “Ho avuto molta pazienza in questi anni, ma questa volta non posso ignorare le continue e ripetute denigrazioni messe in atto dalla signora Benedetta Vettori nei miei confronti”. Così Federico Gorbi dopo le accuse dell’assessore Benedetta Vettori che lo aveva accusato di aver fatto un gesto volgare nei suoi confronti.
Più volte, nel tempo, mi ha accusato di essere un violento verso le donne, più volte mi ha attribuito frasi mai pronunciate o gesti mai fatti. Ho sempre preferito ignorare, pur soffrendo intimamente per me e, soprattutto, per mia moglie e per mia figlia, le donne con cui vivo a più stretto contatto, che dovevano sentire e leggere la descrizione di un marito e di un babbo che non corrisponde minimamente alla realtà. E annuncia querele.
“Ora si è passato il segno – scrive il consigliere comunale -. Con il comunicato inviato ai giornali e, soprattutto, con il post pubblicato su Facebook, relativo all’ultima seduta del Consiglio comunale di Serravalle Pistoiese, la signora Vettori mi ha attribuito gesti e fatti non corrispondenti alla realtà, accusandomi di “maleducazione, arroganza, tracotanza” e molto altro ancora.
Con il suo post ha inoltre scatenato la reazione di molte persone che, senza aver visto nulla, hanno ulteriormente aggiunto commenti lesivi della mia onorabilità.
Dopo una riflessione, sofferta ed approfondita, mi sono confrontato con un legale, amico di vecchia data, con il quale abbiamo deciso di procedere nei confronti della signora Vettori e di chiunque abbia oltrepassato i limiti.
Gli articoli, i post, i commenti sono stati già tutti salvati e verranno consegnati domani, unitamente alla querela per il reato di diffamazione aggravata, ai sensi dell’art. 595 del Codice penale.
Sono amareggiato perché nella mia esperienza politica, e più in generale nella mia vita, non avevo mai denunciato nessuno, pur avendo subito talvolta attacchi pesanti, ritenendo la parola di troppo solo il frutto di un momento di concitazione o di rabbia. Con la signora Benedetta Vettori ho sempre applicato lo stesso metodo, preferendo soprassedere a certi suoi atteggiamenti, noti a molti.
E’ però giunto il momento in cui la dignità, l’onorabilità, gli affetti familiari non
possono essere messi in gioco”.







