PISTOIA – Abbiamo riscontrato con preoccupazione, senza volerci prestare a strumentalizzazioni, le aggressioni e i disagi che sono avvenuti in vari luoghi di Pistoia come piazza della Resistenza, Galleria Nazionale, Porta Carratica, Ramini.
Abbiamo anche letto, con incredulità, le missive pubbliche, ampiamente riprese dalla stampa, di don Massimo Biancalani ex parroco, ora rimosso, delle Chiese di Vicofaro e Ramini.
Biancalani commenta un problema reale: l’importanza e l’urgenza del rafforzamento di una rete di sostegno e inclusione per le persone più fragili: non solo immigrati, ma anche anziani soli, giovani in cerca di prima occupazione, coniugi separati, disoccupati di lunga durata, senza fissa dimora, disabili fisici e psichici, uomini e donne sole.
La grande malattia di oggi, anche a Pistoia, di fronte alla parcellizzazione delle relazioni sociali e del lavoro, è proprio la solitudine.
Una solitudine, tante solitudini diverse e convergenti, che possono trasformarsi, da un lato, in disperazione, oblio o paura, dall’altro, lo vediamo anche nelle strade e nelle piazze d’Italia, in rabbia, a tratti anche in ribellione, rivolta.
I preoccupanti dati della Caritas, al di là di ogni allarmismo, richiamano alla responsabilità la politica e le istituzioni ad ogni livello e, se il ruolo del volontariato e del terzo settore è importante, fondamentale, esso non può trasformarsi in “barelliere” dello Stato o del Comune.
Occorre un intervento capillare, un investimento in politiche di inclusione, contrasto alla paura, anche di controllo democratico e di contrasto, laddove emergano responsabilità che nessuno può, vuole, deve tollerare.
La violenza, il degrado, le solitudini si combattono con la formazione e il rafforzamento delle forze dell’ordine, che vanno sostenute qualitativamente e quantitativamente, ma anche con pazienti politiche di inclusione, emancipazione, coscientizzazione.
Se i disagi sono reali e i furti, le violenze, le molestie accadono e vanno combattuti, esiste anche la percezione della paura, del diverso da noi, di chi non conosciamo e, magari, non ci conosce.
Non riteniamo che la risposta sia riproporre i fallimentari esempi di Vicofaro e di Ramini: luoghi che hanno annientato le comunità, reso impossibile non solo la convivenza, ma persino la conoscenza, ammassato persone e corpi, senza dignità, senza progetto, senza responsabilità.
Allora, proprio al contrario di quanto sostiene don Massimo Biancalani, noi affermiamo: mai più Vicofaro, mai più Ramini!
Questo non significa abbandonare le persone, le fragilità, non intervenire creando disagi che possono non solo alimentare paura, ma degrado concreto, sia per le persone fragili che per tutta la cittadinanza.
La politica non si può limitare a discutere i problemi, ma deve pensare, delineare, costruire le soluzioni, a partire dall’emergenza abitativa che, anche a Pistoia, si sta aggravando, con conseguenze sociali, economiche, esistenziali.
La politica non deve guardare il proprio ombelico, deve posare uno sguardo intelligente e di cura sulla città e il suo territorio, periferie comprese.
Proprio per questo richiamiamo la politica, il mondo del volontariato, i partiti, le associazioni, i cittadini e le cittadine a ritrovare uno spazio rispettoso di discussione e confronto, al fine di agire con responsabilità per il bene comune.
Se Vicofaro e Ramini sono stati e sono uno dei problemi, non la soluzione, tutto questo non può rappresentare un alibi: a partire dal Comune di Pistoia bisogna fare bene e fare presto.
Oltre le solitudini, la paura, il disagio.
Proponiamo alle diverse forze politiche e istituzionali, al terzo settore un dibattito pubblico, non urlato, autentico, non episodico.
Ci faremo sentire presto.
Luca Cipriani, Segretario Provinciale Libertà e Democrazia
Francesco Lauria Presidente Associazione Sognare da Svegli










