di Elisabetta Branchetti
PISTOIA – I The Heaters sono sei giovanissimi musicisti pistoiesi molto adrenalinici: alla voce Courage Oviawe, alle tastiere Gabriele Gatti, alla batteria Niccolò Bindi, alla chitarra Martina Iacomelli, al basso Andrea Cimminiello, alla chitarra Alessandro Bonacchi.
A loro piace definirsi non solo una band, ma una vera e propria famiglia. Sono un gruppo coeso e determinato, vanno molto d’accordo e fra loro c’è sempre grande sintonia. La passione non gli manca ed è ciò che li spinge a continuare il loro percorso, permettendogli di crescere attraverso esperienze indimenticabili.

Conosciamoli meglio: Andrea, il bassista della band.
La musica ha sempre fatto parte della mia vita, fin da quando ero piccolo: mi ricordo ancora quei momenti dove in macchina con il babbo e la mamma ascoltavamo Lucio Battisti, Vasco Rossi, i Duran Duran. Poi mi sono fatto coraggio ed ho intrapreso il mio percorso musicale con la batteria, fino a scoprire gli altri strumenti: chitarra, tastiera, ukulele. Il basso l’ho rivalutato grazie alla band, e mi ha fatto scoprire mondi che non conoscevo. Ho avuto diverse esperienze sul palco con altri ragazzi: nel 2023 ho avuto l’opportunità di aprire per i Cugini di Campagna a Casalguidi e la piazza era piena. Poi ho sempre partecipato a jam, anche al Santomato, dove ho avuto l’opportunità di gestirmi su un palco professionale. Sono sempre stato autodidatta sugli strumenti a corda, ma grazie al Liceo Musicale Forteguerri di Pistoia ho approfondito lo studio e sono cresciuto musicalmente.
Gabriele, il tastierista della band.
Iniziai a suonare il pianoforte classico all’età di circa nove anni, ma la musica mi seguiva già da molto tempo: da molto piccolo i miei genitori mi lasciarono libero accesso ad un piccolo stereo e a un cofanetto con tutti i CD dei Beatles che mi piaceva ascoltare a ripetizione. Continuai con il pianoforte per tutte le scuole medie, poi al primo anno di liceo ho incontrato Alessandro a un corso dopo scuola sulla musica d’insieme. Durante le vacanze estive di quell’anno fu proprio lui a contattarmi per chiedermi di far parte del gruppo, che allora aveva diversa formazione, e grazie ad esso mi appassionai profondamente alle sonorità del Blues e dell’organo Hammond.
Alessandro, il chitarrista della band.
In principio mi appassionai alla chitarra grazie ad un mio amico alla fine della scuola elementare. Iniziai a suonare la chitarra insieme alla mia maestra di musica a scuola per qualche anno, da lì fino ad ora vado dal mio insegnante attuale. Venni a contatto con il Blues quando suonai con lui per la prima volta e da quel momento fu amore a prima vista con il genere. Trovo ispirazione e ritengo di aver preso molto da i grandi come Eric Clapton, Robert Johnson e Freddie King. Provo molta ammirazione anche per Robby Krieger. Suonare Blues è indispensabile per me, è come l’aria e da quando ho iniziato a suonare con la band ho avuto modo di conoscere nuovi artisti e generi, cosa che mi fa da bagaglio.
Niccolò, batterista della band.
Il mio nome è Niccolò, fin da piccolo mi appassionai a questo strumento, grazie soprattutto al mio primo maestro che mi portava sul palco con lui mentre suonava e fu amore a prima vista. Iniziai per gioco poi però dopo ogni traguardo raggiunto me lo sentivo più mio lo strumento. Ho ascoltato i grandi batteristi che la musica ricordi ed ho preso ispirazione da loro, non solo nel suonare ma nell’obbiettivo finale che li accomuna, farne della musica una professione ed uno stile di vita.
Martina, chitarrista della band.
Mi chiamo Martina, ho 17 anni e la musica accompagna la mia vita da quando ero bambina. È stata una passione trasmessa da mio padre, che mi ha fatto scoprire artisti e generi diversi, insegnandomi ad ascoltare davvero. Grazie anche a un corso scolastico ho imparato ad apprezzare ogni tipo di musica e ad approfondirne il significato. A dieci anni, quando mia madre mi chiese quale strumento volessi imparare a suonare, risposi senza esitazione: la chitarra. Da allora non ho mai smesso di suonare e di mettermi alla prova, vivendo diverse esperienze sul palco. Tuttavia, è stato nel 2024, con il mio ingresso nella band dei The Heaters, che ho iniziato a comprendere davvero cosa significhi essere una musicista. In questa band ho trovato non solo un luogo in cui crescere artisticamente, ma anche una seconda famiglia, alla quale sarò sempre grata.
Courage, la voce della band.
Mi chiamo Courage, in arte KOUWA, ma Coco per gli amici. Sono cresciuta in un ambiente cristiano, circondata dalla musica gospel grazie a mia madre, cantante nel coro della nostra chiesa, e a mio padre, che la accompagnava al basso. A dodici anni ho imparato a suonare la tastiera, mentre a diciassette, ispirata dai Nirvana, ho iniziato a suonare la chitarra e a scrivere i miei brani. Da sempre considero la musica non soltanto una forma di intrattenimento, ma soprattutto un mezzo per comunicare ed esprimere qualcosa di autentico. Parallelamente, ho coltivato la passione per la recitazione, entrando in un’agenzia per attori. Nel maggio 2026 sono entrata a far parte dei The Heaters, trovando fin da subito una sintonia speciale con tutti i membri, tanto da sentirmi parte di una grande famiglia. Il tour estivo, con l’importante tappa al Porretta Soul Festival, e la partecipazione al Tour Music Fest a settembre sono state esperienze ricche di soddisfazioni e un’ulteriore conferma della nostra armonia come gruppo. Oggi, in veste di KOUWA e insieme ai The Heaters, continuo a esplorare la musica e le sue possibilità espressive, con il desiderio di raccontare storie e trasmettere emozioni.
Come vi siete incontrati e uniti?
Le nostre radici affondano all’inizio del 2024, quando, dopo alcuni cambi di formazione, Gabriele, Martina, Alessandro e Niccolò suonarono insieme per la prima volta. In realtà, la nostra conoscenza è nata ben prima della band. Alessandro, Niccolò e Andrea andavano alle elementari insieme: si parla quindi di un’amicizia profonda che dura da molti anni. Gabriele, invece, ha conosciuto Alessandro alle superiori ed è stata amicizia a prima vista. La musica non ha fatto altro che consolidare ulteriormente il loro rapporto. La formazione definitiva si è poi completata nella prima metà del 2026 con l’ingresso della nostra speciale Coco. Con lei abbiamo rafforzato il nostro spirito di gruppo e intrapreso un viaggio incredibile.
Come è nato il vostro progetto di inediti?
Dopo la vittoria del contest Santomato Live, abbiamo avuto la possibilità di registrare in studio. Poiché avevamo già diverso materiale pronto e alcune bozze completate, abbiamo deciso di realizzare il nostro primo inedito, “I’ll Never Give Up”, registrato alla fine di giugno 2026.
La band ha cambiato dei componenti da ma maggio si è consolidata: cosa avete in comune?
La cosa che abbiamo più in comune, paradossalmente, è l’essere diversi. Proprio così: ognuno di noi ha la capacità di inserire elementi del genere musicale che più lo rappresenta, portando influenze provenienti dalla musica classica, dal flamenco, dalla fusion e da molti altri stili. A unirci sono anche obiettivi e valori comuni: determinazione, passione, costanza e la voglia di suonare mostrando davvero chi siamo.
Siete una blues band, raccontateci come questo genere accomuna sei giovani musicisti.
Il blues, genere musicale che ha dato origine a moltissimi altri stili, è riuscito a entrare nei nostri cuori facendoci provare emozioni indescrivibili. È la nostra casa, il luogo in cui ognuno di noi è libero di interpretarlo a modo proprio, senza limiti. Noi non ci limitiamo a suonarlo: ci piace sperimentare, esplorando e valorizzando le influenze musicali di ciascuno.
Che esperienze di palco avete avuto pur essendo una band emergente?
Il palco più importante che abbiamo calcato è stato quello del Porretta Soul Festival, una manifestazione di livello internazionale. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere band provenienti da altri Paesi e musicisti straordinari. Anche il Tour Music Fest ha rappresentato una grande prova per noi: ci siamo divertiti molto a suonare davanti a una giuria di professionisti. Altra esperienza bellissima siamo stati ospiti in radio per la prima volta a Elisir Whiteradio dove siamo stati intervistati e abbiamo potuto eseguire in live acustico alcuni brani.
Aprendo il cassetto dei sogni i The Heaters cosa vorrebbero realizzare nel futuro?
Ci sono molti sogni che vorremmo realizzare insieme, ma ce n’è uno che ci unisce più di tutti: diventare una band affermata e professionale, capace di portare la propria musica sui palchi di tutto il mondo e di raggiungere una dimensione internazionale. Per ora teniamo i piedi per terra, ma stiamo iniziando a raccogliere le nostre prime soddisfazioni, e questo non fa altro che motivarci a continuare e a credere ancora di più nel nostro percorso.










