martedì, Ottobre 20, 2026

Identificata dai Carabinieri la donna responsabile del furto e dell’aggressione in via Carratica

PISTOIA – I Carabinieri hanno identificato la donna responsabile della rapina avvenuta mercoledì 14 ottobre in un negozio di via Carratica, quando il furto era degenrato in una vera e propria aggressione e aveva determinato un forte allarme nei negozianti della zona. Si tratta di una giovane fiorentina già nota alle forze dell’ordine.

Via Carratica

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri pistoiesi, la donna aveva fatto ingresso nell’esercizio commerciale adottando accorgimenti volti a dissimulare le proprie intenzioni. Inizialmente si era presentata con i capelli raccolti e una felpa scura. Dopo aver visionato alcuni capi di intimo, si era allontanata repentinamente, sottraendo un reggiseno del valore di 75 euro. Si era poi ripresentata con una aspetto radicalmente cambiato: aveva sciolto i capelli, legato la felpa in vita e mostrato un top nero con borchie, un travestimento preparato per non destare sospetti.

La titolare dell’attività, accortasi del furto, aveva rincorso la responsabile lungo le vie del centro, riuscendo a strapparle dalle mani la refurtiva. E’ in questo momento che la commerciante era stata aggredita con un forte schiaffo al volto e fatta bersaglio di insulti prima che l’autrice del furto e dell’aggressione si dileguasse.

L’immediata attivazione dell’indagine ha consentito di delineare un chiaro quadro probatorio in tempi ristretti. Fondamentale si è rivelata la sinergia tra le testimonianze dirette e l’analisi tecnica: i Carabinieri hanno acquisito le immagini degli impianti di videosorveglianza dei negozi limitrofi, che hanno documentato non solo le fasi della fuga, ma anche l’ingresso nel locale ed il travestimento.

Il giorno successivo, 15 ottobre, c’è stata la svolta: con la responsabile identificata.

Al momento dell’identificazione e della successiva documentazione fotografica in caserma, la giovane indossava ancora gli stessi indumenti, tra cui il top nero con borchie, e i monili visibili nei filmati di sicurezza. Il riconoscimento fotografico da parte della vittima, che l’ha riconosciuta senza alcun dubbio, ha definitivamente consolidato il quadro indiziario a suo carico.

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