PESCIA – Maggioranza compatta a sostegno del sistema di raccolta rifiuti differenziata “porta a porta” a Pescia. L’obiettivo era contenuto nel programma elettorale con cui l’amministrazione comunale si è presentata ai cittadini nel 2023: “Impegno mantenuto, basta rinvii e polemiche strumentali”, fanno sapere i consiglieri di maggioranza.

Nel corso del Consiglio Comunale aperto convocato su richiesta di Fratelli d’Italia, gli interventi della maggioranza hanno ribadito la necessità non bloccare il processo in corso, avviato da tempo e più volte interrotto. Il consigliere Francesco Suverato ha ricordato gli annunci sulla imminente partenza del servizio dell’ex assessore Fabio Bellandi della precedente giunta Giurlani: promesse poi disattese senza troppe spiegazioni.
I consiglieri di maggioranza hanno anche precisato la scelta di rinunciare al gettone di presenza dovuto per la presenza in Consiglio Comunale: una decisione per non gravare sulle spalle dell’ente, visti anche i costi di personale per i servizi extra a seguito della richiesta di convocazione da parte della minoranza.
Gli interventi degli esponenti che sostengono l’amministrazione Franchi si sono concentrati sulla necessità di aumentare la raccolta differenziata, oggi ferma a Pescia al 36% mentre i Comuni limitrofi raggiungono oltre l’80%. Ma anche sull’urgenza di contrastare gli abbandoni ai cassonetti stradali, molti dei quali provenienti dai Comuni circostanti, e ridurre i costi enormi dovuti allo smaltimento di 8 milioni di kg di rifiuti indifferenziati all’anno.
“Prendo la parola prima di tutto da commerciante – ha esordito Serena Gigli, del gruppo “Pescia è di tutti” – da persona che ogni mattina alza una saracinesca su questa città, spazza il marciapiede davanti alla propria vetrina e accoglie chi a Pescia ci vive, ma anche chi ci viene da fuori per lavoro o per turismo. Voglio essere chiara: da commerciante sono assolutamente favorevole all’estensione del sistema di raccolta porta a porta. Lo siamo perché ne vediamo l’utilità pratica, economica e d’immagine. Un centro storico e dei borghi liberi da cassonetti stradali strabordanti, dall’abbandono indiscriminato di rifiuti e dall’odore sgradevole nelle giornate estive significano una sola cosa: decoro”.
Il via libera dei commercianti al porta a porta è stato confermato anche dall’intervento di Pamela Maionchi, rappresentante di Confcommercio: “E’ un cambiamento importante, non guardiamo a questa novità con pregiudizio, ma come occasione per migliorare il servizio”.
La consigliera Gigli ha avanzato una domanda: “Perché arriviamo al porta a porta con 8 anni di ritardo rispetto agli altri Comuni della Valdinievole?”.
Il Comune di Pescia, infatti, aveva deciso per il nuovo metodo addirittura nel 2014 e, anche chi oggi si oppone, ha governato per anni la città annunciando più volte la partenza del servizio, mai avvenuta. “Otto anni sono un’enormità per le nostre attività commerciali”, ha concluso Gigli.
Parole condivise del capogruppo del Partito Democratico, Simone Bertini: “Il confronto ha confermato che esistono criticità reali e situazioni particolari alle quali è giusto dare risposte, ma ha mostrato anche quanto sia facile confondere un problema concreto con la semplice difficoltà ad accettare un cambiamento delle proprie abitudini. La raccolta differenziata non è un’imposizione ideologica: è una responsabilità ambientale, economica e civile. I cittadini devono essere ascoltati, ma le scelte tecniche devono poggiare anche su dati e competenze, non possono essere decise per alzata di mano. Per questo riteniamo giusto partire il 30 novembre, monitorare il servizio e correggere ciò che eventualmente dovrà essere migliorato. Rinviare ancora significherebbe soltanto lasciare Pescia ferma a un sistema che da anni mostra tutti i suoi limiti”.
Il consigliere Vincenzo Filizola, “Una storia nuova” ha ricordato il percorso di ascolto e condivisione portato avanti dall’amministrazione comunale: “Oltre venti incontri nelle frazioni coi cittadini, poi amministratori di condominio, scuole, imprese agricole, associazioni di categoria e moltissime realtà del territorio. Ogni incontro è stato utile e costruttivo, sono emerse segnalazioni, criticità e punti di forza. Il progetto per le frazioni della montagna è stato parzialmente modificato proprio grazie al percorso di ascolto portato avanti coi cittadini, che ringraziamo. Mi spiace che i consiglieri di minoranza non abbiano mai partecipato a questi incontri, avrebbero potuto chiarire molti dei loro dubbi”.






