domenica, Novembre 1, 2026

Decidere sul corpo altrui cosa è etico e cosa no è violenza

PISTOIA PRATO -Abbiamo chiesto più volte di sapere quale scelta abbiano davvero le donne e le persone con utero sui prodotti del concepimento, dopo un aborto sotto le 20 settimane, perché niente era chiaro.
Cosa abbiamo ottenuto? Nulla. Nessuna risposta pubblica fino ad oggi.
Da alcune testimonianze però abbiamo scoperto cose che non ci piacciono per niente.
Ci risulta che nei presidi ospedalieri di Pistoia e Pescia, a chi ha abortito sotto le 20 settimane di amenorrea viene dato un modulo con una sola opzione che riguarda due modalità differenti di sepoltura: non volersene far carico direttamente come persone interessate, oppure volersene occupare personalmente. In realtà il seppellimento entro le 20 settimane non è per legge obbligatorio e non può essere imposta come fosse unica prassi ordinaria.
Nel primo caso il feto viene consegnato alla Cappellania dell’Ospedale e sepolto nel cimitero della Misericordia, un ente privato cattolico.
Non c’è una seconda possibilità. Non si può scegliere che il prodotto del concepimento venga semplicemente incenerito, cioè smaltito dall’ospedale, che è proprio ciò che la legge prevede quando nessuno chiede la sepoltura in questa epoca gestazionale.
Funziona così dal 2019, anche se la normativa prevederebbe altro, ma ciò «mal si concilia con il principio dell’etica comune».
Per questo è stata accolta la richiesta della Cappellania di occuparsi della sepoltura.
Ci chiediamo: etica comune di chi?
Chi non è cattolicə? Chi non vuole nessun rito? Chi vuole soltanto chiudere quell’esperienza e andare avanti? Per queste persone, oggi, negli ospedali di Pistoia e Pescia non c’è posto. Dal 2019 a oggi questa sembra essere stata la norma per tutte le donne e persone con utero che hanno abortito in questi ospedali e hanno delegato l’Ospedale per la gestione del feto abortito. Lo riteniamo inaccettabile.
Abbiamo scritto alla direzione dell’ASL Toscana Centro, alla direzione degli Ospedali di Pistoia e Pescia e all’assessora Regionale alla Salute Monia Monni.
Chiediamo:
– che il modulo preveda anche la termodistruzione, come previsto dalla legge;
– che sia la persona interessata a decidere se far eseguire l’esame autoptico sul feto;
– di sapere quali dati personali arrivano alla Cappellania e alla Misericordia, e come viene protetta la riservatezza;
– di conoscere gli atti, gli accordi e gli eventuali oneri della procedura;
– di conoscere quanti feti sono stati affidati alla Cappellania dal 2019 a oggi.
Ci risulta che in altri Ospedali della stessa ASL le cose funzionino diversamente. I diritti di una persona non possono dipendere dall’ospedale in cui abortisce.
Chi desidera una sepoltura o un rito deve poterlo scegliere. Ma deve poter scegliere anche di non volerlo. Il lutto non va negato, ma nemmeno imposto. Tanto meno la scelta di una confessione religiosa.
Chiediamo che questa procedura venga sospesa e riscritta, nel rispetto della legge e della libertà di ciascunə.
Aspettiamo risposte.
E non smetteremo di chiederle.
Con amore e rabbia.

Non Una di Meno Pistoia

Coordinamenti Donna CGIL e SPI CGIL Prato Pistoia

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI