martedì, Novembre 3, 2026

Dika (Pd) incontra “privatamente” esponenti dell’opposizione al sindaco Franchi. E un condannato

di Alberto Vivarelli

PESCIA – La Valdinievole aspira a diventare terreno di sperimentazione politica, dove esponenti di maggioranze e minoranze si incrociano per le vie laterali e parallele al normale confronto politico istituzionale, alimentando sospetti.

Bernard Dika

Un esempio di scuola si è registrato il 20 ottobre scorso al circolo Arci di Alberghi, Pescia. La notizia è stata divulgata su Facebook mascherando i nomi dei protagonisti, ma ugualmente ben identificabili. Un post ironico, ma non troppo: “Ma chissà che cosa bolle in pentola ad Alberghi… tra vecchie ruggini, nuovi inciuci e sogni da sceicchi”, scrive l’autore. Testimoni presenti hanno confermato l’incontro.

Dunque, alle ore 21 di martedì 20 ottobre, si incontrano Bernard Dika e tre dei sei consiglieri di opposizione alla giunta Franchi di Pescia: Vittoriano Brizzi (Pescia cambia), Celeste Vassallo (Pescia cambia), Alessio Spelletti (Gruppo misto). I tre sono duri oppositori alla maggioranza che governa il comune. Con loro, Roberto Michelotti, il referente di Bernard Dika a Pescia, Marco Biagini, assessore a Ponte Buggianese, Marco Della Felice (ex assessore della giunta Giurlani). Non poteva mancare il deus ex machina, Oreste Giurlani.

E’ bene ricordare che l’ex sindaco di Pescia, nella sua qualità di presidente dell’Uncem Toscana, è stato condannato dalla Corte d’Appello di Firenze a 4 anni, 2 mesi e 11 giorni di reclusione per peculato. La condanna ha fatto scattare la sospensione di un anno dalla carica di consigliere comunale (in applicazione della Legge Severino) e l’interdizione dai pubblici uffici. Le accuse riguardano la gestione e l’utilizzo di fondi all’epoca in cui Giurlani era presidente di UNCEM Toscana.

Non solo, Giurlani è stato condannato in via definitiva e in appello dalla Corte dei Conti a risarcimenti complessivi di circa 1,4 milioni di euro per la gestione del periodo in cui era alla guida dell’Uncem (2005–2016). Il primo risarcimento (circa 724.000 euro) per spese personali, rimborsi di viaggio e di missione non spettanti, acquisti di beni privati e incarichi auto-conferiti con denaro dell’Uncem Toscana. Il secondo risarcimento (circa 685.000 euro) per il mancato versamento all’Inps degli oneri previdenziali e assistenziali di dipendenti e collaboratori esterni tra il giugno 2011 e il 2016.

In quale veste si è presentato Bernard Dika all’incontro? Con l’abito di sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana nonché consigliere regionale o con quello di autorevole dirigente del Partito democratico, dominus della Valdinievole?

“Si è trattato di un incontro pubblico tra cittadini, al quale ho partecipato a titolo personale, senza alcuna veste politica o istituzionale”, ha spiegato a Reportpistoia.

Una spiegazione che non sta in piedi. Chi rappresenta le istituzioni e un partito a livello dirigenziale non può togliersi gli abiti a piacimento: in politica e nelle istituzioni non esiste uno spazio privato, i ruoli sono sempre pubblici. Sono le fondamenta della grammatica politico-istituzionale.

Come se non bastasse, giustifica così la sua partecipazione: “Ho sempre ritenuto che il dialogo e l’ascolto siano valori da coltivare – scrive ancora a Reportpistoia -, anche e soprattutto tra persone con sensibilità e appartenenze politiche differenti. Credo sia un principio di libertà e di rispetto reciproco che meriti di essere preservato”.

In questo caso non si è trattato di incontrarsi con persone con sensibilità politiche differenti: Dika ha incontrato gli oppositori al sindaco Franchi, iscritto al suo stesso partito e all’insaputa del Pd pesciatino.

Tutto bene? Se lo ritiene normale come dice, potrebbe spiegare di cosa hanno parlato perché il contenuto dell’incontro è dirimente, vista l’aria che tira a Pescia. Oppure l’argomento è inconfessabile perché riguarda l’attuale maggioranza che governa a Palazzo del Vicario?

Colpisce però, il fatto aver accettato di dialogare con un pluri condannato come Giurlani.

“Quanto alle vicende giudiziarie di alcune persone presenti, nutro piena fiducia nel lavoro della Magistratura, cui spettano le valutazioni nelle sedi competenti. Resta naturalmente essenziale distinguere le responsabilità individuali dalle occasioni di incontro e confronto”, afferma.

No, dottor Dika, la magistratura contabile e quella penale hanno già emesso i loro verdetti, la prima addirittura in via definitiva, non c’è bisogno di attendere; per la seconda rimane solo la Cassazione. Noi pensiamo che i politici debbano porre grande attenzione alle proprie frequentazioni anche se occasionali, soprattutto coloro che si fanno immortalare davanti a una foto di Enrico Berlinguer. E’ disdicevole che un uomo delle istituzioni incontri “privatamente” un condannato all’interno di un circolo. Una regola che vale a destra come a sinistra. Punto.

Avevamo posto al sottosegretario altre due domande.

1 – Quali argomenti avete trattato nel corso dell’incontro con il blocco di opposizione al sindaco del suo stesso partito?

2 – Il sindaco e il Partito democratico pesciatino erano stati informati?

Su questi quesiti, per noi importanti, il sottosegretario ha preferito non rispondere. Ci auguriamo lo faccia almeno nel chiuso delle sedi istituzionali o politiche. Se qualcuno gliene chiederà conto.

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