PRATO – Dietro un semplice pezzo di pane c’è molto più di quanto immaginiamo: il lavoro degli agricoltori, la cura di chi coltiva il grano, l’esperienza di chi lo trasforma. Ma quanto vale davvero il lavoro di chi produce il nostro cibo? E cosa possiamo fare oggi per dare continuità all’agricoltura italiana?

Per rispondere a queste domande NaturaSì organizza a Prato, venerdì 13 novembre, alle ore 20.45 al Garibaldi Milleventi, un incontro pubblico con la cittadinanza per parlare di agricoltura, giusto prezzo e futuro del cibo. La serata sarà l’occasione per presentare al pubblico toscano la campagna ‘20 centesimi oggi per avere pane anche domani’.
Da dove parte la campagna
Lo scorso agosto, in piena campagna di raccolta, alla Borsa di Bologna il grano tenero biologico era quotato 33 centesimi al chilo, il convenzionale appena 22. Con questi prezzi coltivare grano non è più sostenibile, né nel biologico né nel convenzionale. Infatti i trattori sono tornati in strada e da varie regioni italiane gli agricoltori stanno lanciando il loro grido di allarme: si lavora sotto i costi di produzione e le aziende non ce la fanno più. Secondo l’Istat, tra il 2006 e il 2025 la produzione di frumento tenero è calata del 21,4% e quella di frumento duro del 9,3%. Nel 2025 l’Italia ha importato 97 milioni di quintali di frumento, contro una produzione nazionale di circa 59,5 milioni.
Tra il 2003 e il 2023 il numero di aziende agricole italiane è sceso del 42% e la superficie agricola utilizzata si è ridotta del 6,3%. Se non sosteniamo chi coltiva, molti agricoltori dovranno abbandonare la terra. E con loro se ne andrebbe la nostra sicurezza e sovranità alimentare, cioè la certezza di avere pane per tutti anche in futuro, in un’epoca segnata da conflitti e crisi energetiche internazionali.

La campagna: 20 centesimi in più per ogni chilo di pane
Con la campagna NaturaSì chiede ai propri clienti di riconoscere 20 centesimi in più per ogni chilo di pane. Già oggi l’azienda concorda con i propri agricoltori un prezzo più alto della quotazione di borsa: dai 7 ai 12 centesimi in più al chilo per il grano tenero e duro, dai 4 ai 7 centesimi in più per il farro. Questa maggiorazione vale sull’intera produzione, compresa quella destinata a pasta, farine e biscotti. L’aumento per i consumatori invece riguarda solo il pane, che da solo assorbe circa metà della produzione di grano: pasta, farine, pizze e biscotti mantengono lo stesso prezzo. Sommando il contributo dei clienti a quanto NaturaSì già riconosce, gli agricoltori riceveranno 20 centesimi al chilo in più rispetto alla quotazione della Borsa di Bologna del 27 agosto 2026: un aumento del 60% del prezzo pagato all’agricoltore. Per chi mangia un etto di pane al giorno significa circa 2 centesimi in più al giorno, 60 centesimi al mese.
“Con questa iniziativa – dice Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì – vogliamo creare consapevolezza e sostenere chi ci garantisce il cibo quotidianamente, partendo da un bene fondamentale come il grano e il pane. Siamo convinti che consumatori e distributori consapevoli, insieme, debbano sostenere il lavoro agricolo e remunerarlo in modo adeguato al di là delle logiche speculative dei mercati globali. È un piccolo passo, sicuramente non ancora sufficiente ad affrontare un tema così complesso come quello del ‘giusto prezzo’, ma necessario a smuovere le coscienze verso la costruzione di una comunità del cibo”.
“Quando parliamo di grano non ci riferiamo solo a una materia prima che sta alla base della nostra alimentazione – aggiunge Marco Burani, amministratore di NaturaSì Prato e Pistoia -. Dietro c’è il lavoro degli agricoltori, la cura e la tradizione di chi lo trasforma. Oggi, però, i rincari e l’instabilità del mercato mettono a rischio la sostenibilità del lavoro dei produttori. Con questa campagna vogliamo dare un segnale concreto e invitare e sensibilizzare la clientela a garantire una giusta remunerazione ai produttori, tutelando il futuro della nostra agricoltura e difendendo il settore”.
Trasparenza: dove vanno i 20 centesimi
La somma dei contributi raccolti dai punti vendita NaturaSì sarà rendicontata ogni tre mesi sulla base dei volumi di pane effettivamente venduto, registrati dalla Centrale di NaturaSì. Se la somma raccolta, insieme a quanto NaturaSì già corrisponde agli agricoltori, non bastasse a raggiungere l’obiettivo (0,20 € in più per ogni chilo di grano venduto nel 2026 rispetto al listino della Borsa di Bologna al 27 agosto 2026), NaturaSì coprirà la differenza. Un’eventuale eccedenza sarà distribuita tra le aziende agricole biodinamiche ad organismo chiuso della filiera NaturaSì, in proporzione ai volumi di grano venduti nel 2026.
Entro il 15 novembre 2027 il totale sarà erogato agli agricoltori in proporzione ai chilogrammi di grano venduti a NaturaSì nel corso del 2026. Dell’avvenuto accredito sarà data comunicazione via newsletter e sul sito, con le testimonianze degli agricoltori.
L’incontro di Prato: dal campo alla tavola
La serata di Prato ripercorre il viaggio del grano, dalla proposta di NaturaSì al racconto di chi lo coltiva. Intervengono:
- Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì
- Marco Burani, NaturaSì Prato e Pistoia
- Nicolas Foschi, Azienda Agricola Piancolombo
- Carlo Brivio, Azienda Agricola Il Cerreto
Modera Stefano De Biase, giornalista di Sdb Comunicazione
“La serata sarà un’occasione per guardare oltre ciò che portiamo in tavola, incontrare le persone che fanno parte del nostro ecosistema agricolo e riflettere insieme sul futuro del cibo – conclude Burani -. Un piccolo passo concreto verso una comunità del cibo che unisca consumatori, distributori e agricoltori per un cibo sano e giusto.
Prenotazione obbligatoria con ingresso gratuito. Posti limitati. Per le iscrizioni: https://www.evients.com/events/conferenza-campagna-giusto-prezzo-naturasi/4ce4f386a2b64081a93ea6f5a83bd18d



