PESCIA – “La notizia dell’incontro del 20 ottobre scorso, al circolo ARCI di Alberghi, tra il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika, tre esponenti dell’opposizione consiliare pesciatina, l’assessore di Ponte Buggianese Marco Biagini e l’ex sindaco Oreste Giurlani, ha sollevato una questione politica che non può essere liquidata come un semplice momento di confronto. A destare interrogativi sono soprattutto le modalità dell’incontro, la mancata informazione del PD pesciatino e del sindaco Franchi e l’assenza di chiarimenti sui temi affrontati.

Le dichiarazioni del segretario del PD di Pescia, Simone Bertini, hanno richiamato la necessità di una politica fondata sulla lealtà, sulla trasparenza e sul confronto aperto, prendendo le distanze da logiche di corrente, accordi costruiti contro qualcuno e manovre finalizzate a modificare gli equilibri politici. Sulla stessa vicenda è intervenuto Luca Tridente, già segretario del PD, ex vicesindaco e assessore, oggi consigliere comunale, denunciando quello che definisce uno «scempio politico» e sollevando interrogativi sulle possibili strategie e alleanze che potrebbero coinvolgere anche livelli politici sovracomunali.
Come Circolo territoriale di Sinistra Italiana “Margherita Hack” riteniamo necessario intervenire, non per speculare sulle difficoltà del PD locale, né tantomeno per assumere una posizione di sostegno incondizionato all’attuale Giunta comunale, ma per denunciare quella che consideriamo una grave ingerenza della peggiore politica, non soltanto nei confronti del PD pesciatino, ma soprattutto nelle dinamiche politiche e istituzionali del nostro Comune.
Il credo politico che anima l’impegno dei nostri iscritti e simpatizzanti, attraverso la partecipazione alle attività del Circolo, è fondato sulla centralità della trasparenza e della moralità della politica. Riteniamo infatti che sia proprio la perdita di questi principi, insieme alla sempre più carente partecipazione alla vita politica e civile della società, una delle questioni principali da affrontare. Altrimenti non possiamo lamentarci di avere una classe politica dirigente che troppo spesso si dimostra distante dal proprio compito fondamentale: tutelare e perseguire esclusivamente l’interesse pubblico.
Non è in discussione il diritto di esponenti politici di diversa appartenenza a incontrarsi e confrontarsi, ma il ruolo istituzionale e politico di chi partecipa a determinati incontri, le modalità con cui questi avvengono e la trasparenza dovuta nei confronti delle comunità che si rappresentano. Non riteniamo che il richiamo al dialogo possa giustificare qualsiasi comportamento, soprattutto quando si tratta di iniziative che possono incidere sugli equilibri politici e amministrativi di un’intera città.
Ci uniamo pertanto alle denunce degli esponenti del PD cittadino, auspicando che le loro richieste di chiarimento trovino risposte concrete e che si arrivi a fare piena chiarezza, respingendo ogni tentativo di ingerenza nella vita politica di Pescia.
C’è, tuttavia, una considerazione che riteniamo ancora più importante e che riguarda ciò che dobbiamo aspettarci da qui alle prossime elezioni comunali.
Se è grave il fatto che il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, Bernard Dika, incontri i tre più determinati esponenti dell’opposizione alla Giunta Franchi, ciò che dovrebbe maggiormente scandalizzare e interrogare l’opinione pubblica della nostra città è che esista una forza politica che fa capo all’ex sindaco Oreste Giurlani, il quale, oltre ad attendere l’ultimo grado di giudizio penale senza ritenere opportuno fare un passo indietro, quantomeno per una questione di opportunità e rispetto delle istituzioni che ha guidato e che ambisce nuovamente a guidare, sembra impegnata a raccontare e costruire alleanze politiche tanto a destra quanto a sinistra.
È proprio questa la questione che più ci preme sottolineare. Non è questa la politica che vorremmo per Pescia. Non possiamo accettare che il futuro amministrativo della città venga costruito attraverso accordi trasversali, convenienze elettorali e operazioni di posizionamento, senza che vi siano alla base una visione condivisa, valori riconoscibili e un progetto politico credibile.
Non basta dichiararsi alternativi a un’amministrazione per diventare automaticamente portatori di un progetto di cambiamento. E non basta mettere insieme persone provenienti da esperienze politiche diverse per costruire un’alternativa credibile.
Pescia ha bisogno di una politica che torni a occuparsi dei problemi reali della comunità, che rimetta al centro la partecipazione dei cittadini, la qualità dei servizi, il lavoro, la tutela dei beni comuni e il futuro del territorio. Ha bisogno di una classe dirigente che risponda ai cittadini e non a logiche di potere e convenienza personale.
Sinistra Italiana continuerà a battersi per una politica trasparente, moralmente credibile e coerente con i valori che dichiara di rappresentare. Perché il rispetto delle istituzioni e l’interesse pubblico devono venire prima di qualsiasi accordo, ambizione o tornaconto personale.
La vera questione non è chi riuscirà a costruire l’alleanza più conveniente per le prossime elezioni, ma quale idea di città, di democrazia e di amministrazione pubblica vogliamo consegnare ai cittadini di Pescia”.
Giampiero Del Prete, Segretario Circolo “Margherita Hack” – Sinistra Italiana Pescia/Valdinievole









