di Stefano Di Cecio
PISTOIA – Scherza coi fanti e lascia stare i Santi, quante volte l’abbiamo sentito dire? Scherza pure con le cose umane ma lascia stare il sacro, un monito, un avvertimento popolare ben radicato nel nostro Paese, perché i Santi sono importanti, riferimenti ben presenti nella nostra vita comune, nella vita di tutti.
Perché c’è un Santo per ogni categoria di impiego lavorativo, per ogni evenienza, a cui votarsi e raccomandarsi. Atteggiamento tipico della nostra italianità, la raccomandazione” che protegga noi a discapito degli altri o delle avversità. Giulia e Luca Zacchini, Francesco Rotelli, insomma Gli Omini, hanno affrontato questo universo sacro in cui compaiono molte striature profane, con grande coraggio e disinvoltura.
Chi e quanti sono i Santi che ricorrono così frequentemente nelle nostre vite? Sono solo quelli che giornalmente compaiono sul calendario o ce ne sono altri, molti altri, meno famosi ma non per questo meno importanti? Un luogo percorso che li ha portati a confrontarsi con una miriade di Santi, alcuni molto noti i VIS (Very Important Saints) o i Martiri, passando per i Santi di strada, quelli d’aria, d’acqua di legno e via fino ad arrivare alle madonne. Una ricostruzione delle vite d’ognuno, dei loro destini, delle loro capacità, fra storia e leggenda, di collocarsi spesso come riferimenti delle nostre vite, dei nostri sogni e delle difficoltà da superare.

Ne è nata l’idea di uno spettacolo che riuscisse a individuare con l’aiuto determinante del pubblico popolare, un’asta in cui era possibile puntare su questo o quel Santo per vincere uno dei tre premi in palio.
Questo avveniva prima della pandemia, quando era ancora possibile giocare in gruppo senza far troppo caso alla vicinanza degli altri concorrenti. Poi però le distanze sono diventate importanti e necessarie per evitare possibili contagi e allora è nata la Coppa del Santo.
Il pubblico, anche questa volta determinante ma debitamente distanziato, viene coinvolto in una gara eliminatoria in cui, dei 32 santi chiamati a competere, ne rimarrà uno solo, che si aggiudicherà la carica di Patrono della serata. Ieri sera la coppa è andata a Santa Maria Maddalena. Sul palco compaiono le carte che raffigurano i Santi in gara, per ognuno viene narrata la vita e le tribolazioni che l’hanno caratterizzata.
Sì perché si tratta di vite travagliate ma che Luca Zacchini e Francesco Rotelli sanno raccontare con garbo in un misto di rispetto serioso a cui, con estrema bravura, sanno affiancare spunti di ironia mai fini a se stessi ma capaci di far sorridere il pubblico e, cosa ancora più importante, di coinvolgerlo appieno conducendolo alla selezione che determinerà il vincitore.
Come in una moderna ricostruzione giornalistica, le descrizioni sono affiancate da contributi recitati che arricchiscono il racconto delle gesta del Santo in questione, fino ad arrivare anche alle testimonianze delle pastorelle di Medjugorje. Le scelte su quali Santi mandare avanti in classifica spettano proprio al pubblico che, con diverse tipologie e metodi di selezione, dai 32 Santi presenti ne sceglieranno solo uno.
Lo spettacolo scorre via veloce, spensierato e divertente, merito dei protagonisti, della loro notevole capacità scenica e narrativa, affiancata da una colonna sonora “ad hoc” che si adatta perfettamente ad ogni situazione.
Al termine dello spettacolo è stato possibile acquistare il libro curato da Gli Omini “Pesci, Santi e Madonne” edito da “La Nave di Teseo” per la collana “Le Onde” ed uscito in libreria lo scorso giugno. Il libro raccoglie le illustrazioni e le descrizioni dei Santi, come scritto nel risvolto di copertina, è il “libro giusto per tutti coloro che non sanno più a quale Santo votarsi”.
Lo spettacolo, il libro, ancora due importanti momenti della vita teatrale de Gli Omini, della loro instancabile opera di spostare il teatro dove nasce, ovvero fra la gente e con la gente.









